Le truffe sono in netto aumento in Svizzera. Secondo il «Crime Survey 2025», un’indagine della Scuola universitaria professionale zurighese di scienze applicate (ZHAW) e dell’Università di San Gallo, il 15,9% delle persone interpellate dichiara di essere stato vittima di una truffa nei dodici mesi precedenti il sondaggio. Nella precedente edizione, nel 2022, questa quota si attestava all’8,4%. E il 75% di queste frodi è avvenuto tramite i social network e Internet.

Come è costruita l’indagine

Prima di leggere queste cifre, vale la pena capire da dove provengono. Il Crime Survey non è una statistica di polizia: è un’indagine condotta presso la popolazione sulle esperienze di vittimizzazione e sul senso di sicurezza in Svizzera. Si chiede direttamente alle persone che cosa hanno vissuto, che abbiano sporto denuncia o no. Questo metodo permette quindi di cogliere anche fatti che non vengono mai segnalati alla polizia.

L’edizione 2025, presentata come rappresentativa e realizzata in collaborazione con la Conferenza dei comandanti delle polizie cantonali della Svizzera (CCPCS), si basa sulle risposte di 13’499 persone di età compresa tra 16 e 80 anni, interpellate in tutto il Paese. Dopo il 2022, è la seconda volta che l’indagine viene condotta, in una forma in gran parte identica. È questo che permette di confrontare le due tornate.

Un aumento reale, secondo gli autori

Una crescita delle cifre può talvolta spiegarsi con una maggiore propensione a sporgere denuncia. Gli autori escludono questa lettura: i tassi di denuncia sono rimasti praticamente invariati rispetto all’ultima indagine. Dirk Baier, corresponsabile del progetto, attribuisce quindi l’aumento dei reati riferiti a una crescita reale della criminalità, e non a una maggiore propensione a sporgere denuncia.

Le truffe non sono le sole in causa. Il furto di effetti personali è passato dal 3% al 4,3% di persone colpite, e i furti nelle automobili dall’1,2% al 2,7%. Le molestie sessuali sono aumentate dal 4,3% al 6,2% di vittime, mentre per le violenze sessuali non è stato registrato alcun aumento. I crimini d’odio sono passati dal 3,4% al 5% delle persone interpellate.

Un Paese sempre percepito come sicuro

Il senso di sicurezza è leggermente peggiorato: l’83,1% delle persone interpellate si sente al sicuro nel proprio quartiere dopo il calar della notte, contro l’87,6% del 2022. La quota di chi giudica insufficiente la presenza della polizia è passata dal 28,9% al 37,9%. La fiducia nella polizia resta tuttavia elevata, secondo gli autori dello studio.

«Dobbiamo prendere sul serio questa evoluzione, senza però drammatizzarla. Nonostante questo senso di sicurezza in calo, la popolazione continua a percepire la Svizzera come un Paese sicuro», sottolinea Nora Markwalder, corresponsabile del progetto.

Un ambito digitale mostra un’evoluzione favorevole: il cyberbullismo. Il tasso di denuncia per vittima è in aumento, e il 63,6% delle vittime si è dichiarato soddisfatto della presa a carico da parte della polizia, contro il 21,1% del 2022.

Che cosa dicono queste cifre sulla frode online

Con il 75% delle truffe passate dai social network e da Internet, la frode si gioca anzitutto online. Lo studio, così come viene riportato, non dettaglia tuttavia né i tipi di raggiri né gli importi in gioco, e non formula consigli di prevenzione.

Alcuni riflessi di buon senso restano validi, senza che provengano dall’indagine: diffidare di una sollecitazione inattesa che spinge ad agire in fretta, verificare attraverso un altro canale l’identità di un interlocutore prima di trasmettere denaro o dati personali, e segnalare i fatti alla polizia. Niente allarmismi: semplicemente prudenza di fronte a un fenomeno che l’indagine misura in netto aumento.

Fonti

  • Allnews: «Forte hausse des cas d’escroquerie en Suisse depuis 2022»