Due notizie pubblicate lo stesso giorno da Journal du Coin si rispondono. Da un lato, un trader cripto britannico racconta di essere stato legato e minacciato con un coltello nella sua abitazione. Dall’altro, la gendarmeria francese ha appena formato a Lille investigatori di 26 paesi a risalire ai fondi sulle blockchain. Insieme, fanno luce sui «wrench attack», le aggressioni fisiche volte a estorcere le chiavi a un detentore di cripto.

Che cosa si sa della rapina nel Regno Unito

I fatti riportati si basano essenzialmente sulle dichiarazioni della vittima. Noto su X con lo pseudonimo «realist», il trader ha pubblicato un primo messaggio verso le 3:10 (ora di Parigi) del 13 ottobre 2026, spiegando di essere stato immobilizzato con il nastro adesivo e tenuto sotto la minaccia di un coltello in casa sua. Un quarto d’ora più tardi precisava che i suoi aggressori brandivano tre coltelli promettendo di ucciderlo.

Secondo il suo conteggio, il bottino comprende 40'000 dollari prelevati dai suoi wallet principali e 720'000 dollari svuotati da uno dei suoi Ledger, a cui si aggiunge un Rolex; parla in totale di 800'000 dollari. I rapinatori gli hanno poi distrutto il telefono. Dice di essersela cavata con qualche livido e assicura che la polizia è sul posto.

Ciò che non è accertato è altrettanto importante: secondo Journal du Coin, nessuna forza di polizia britannica aveva comunicato sulla vicenda al momento della pubblicazione, e né la città né l’identità della vittima sono note. Non era stato annunciato alcun arresto.

Un elemento è invece verificabile sulla blockchain. Il trader ha pubblicato l’indirizzo Solana di un portafoglio che avrebbe ricevuto una parte dei fondi. Sull’explorer Solscan, l’indirizzo è ora segnalato con il nome «Fake_Phishing4516». Verso le 3:20, ne sono ripartiti 346 SOL in due bonifici da 20 e 326 SOL, ossia circa 37'000 dollari al corso del giorno.

Un modus operandi che si ripete

L’espressione «wrench attack» deriva da una vignetta del webcomic xkcd del febbraio 2009: anziché violare una cifratura, un ladro colpisce il detentore con una chiave inglese da 5 dollari fino a ottenere la sua password. Un portafoglio fisico come un Ledger conserva le chiavi private offline e mette i fondi al riparo dai pirati a distanza, ma, come ricorda la fonte, nessun dispositivo resiste a qualcuno che costringe il suo proprietario a digitare il codice PIN.

Il Regno Unito ha già conosciuto un caso simile. Il 13 dicembre 2025, tre uomini sulla ventina hanno forzato la porta di una coppia a Solihull, nelle West Midlands, e minacciato con un coltello la giovane donna, incinta, finché la coppia non ha trasferito centinaia di migliaia di sterline in cripto. Un quarto complice dettava le istruzioni in videochiamata. Crimestoppers offre fino a 10'000 sterline per qualsiasi informazione che porti a una condanna; gli autori non sono stati arrestati.

I conteggi disponibili indicano un aumento. Il sito Gart.io censisce 27 attacchi nel Regno Unito dall’inizio dell’anno. Il registro dello sviluppatore bitcoin Jameson Lopp contava circa 70 aggressioni fisiche nel mondo nel 2025, contro 41 nel 2024; il record precedente risaliva al 2021, con 36 casi.

In Francia, la Procura nazionale anticriminalità organizzata (Pnaco) ha censito 135 rapimenti o tentativi legati alle cripto-attività dal 2023: 18 casi nel 2024, 67 nel 2025 e 47 nei primi quattro mesi del 2026. Secondo Cointelegraph, citato da Journal du Coin, il ministero dell’Interno ha contato 90 casi legati alle cripto tra il 1° gennaio e metà agosto 2026. Lo schema descritto è costante: esecutori spesso giovanissimi, reclutati online, e mandanti che restano lontani dalla scena.

Come gli investigatori risalgono ai fondi

Dal 5 al 9 ottobre 2026, la gendarmeria ha ospitato a Lille il suo «Crypto Workshop». Diretto dal gruppo cripto dell’Unità nazionale cyber (UNCyber) e co-organizzato da Europol con la Danimarca, ha riunito rappresentanti di 26 paesi, tra cui Stati Uniti, Australia, Norvegia, Slovenia, Ungheria e Regno Unito. Per la prima volta vi partecipava un magistrato, un americano distaccato presso Eurojust, e l’antenna di Metz faceva il suo debutto.

Il principio del tracciamento è semplice da spiegare. Una blockchain come quella di Bitcoin è un registro pubblico in cui ogni trasferimento resta iscritto. Gli indirizzi non portano un nome, ma quando i fondi arrivano su una piattaforma che verifica l’identità dei suoi clienti, il filo può ricollegarsi a una persona. In caso di rapimento, secondo la gendarmeria, un gruppo dedicato alle cripto-attività segue il riscatto in tempo reale per tentare di bloccarlo mentre le unità d’intervento preparano la liberazione.

I limiti sono noti. Mixer di transazioni, ponti tra blockchain e piattaforme fuori dalla portata dei giudici europei offrono vie di scampo. Soprattutto, il tracciamento interviene dopo il reato. I risultati giudiziari esistono comunque: in aprile, la Pnaco contava 88 messe sotto inchiesta e 75 custodie cautelari, con più di dieci minorenni tra le persone coinvolte.

Prudenza senza allarmismo

Le fonti non stilano un elenco di misure di protezione. Indicano tuttavia una questione: la protezione dei dati personali dei detentori. La fuga della banca dati clienti di Ledger, nel 2020, ha mostrato che un indirizzo postale associato all’acquisto di un wallet può trasformare un privato in un bersaglio. All’analisi, la discrezione su ciò che si possiede e sulle informazioni che permettono di collegare un patrimonio digitale a un domicilio sembra la leva più diretta, poiché la tecnologia da sola non protegge da una costrizione fisica.

Bisogna anche mantenere le proporzioni: le cifre citate si contano in decine di casi all’anno e per paese, e le fonti consultate non contengono alcun dato sulla Svizzera.

Fonti