Il segretario al Tesoro americano, Scott Bessent, ha dichiarato giovedì 8 ottobre che gli Stati Uniti avrebbero «probabilmente» sequestrato un miliardo di dollari in criptovalute «questa settimana», nell'ambito di un inasprimento delle sanzioni contro l'Iran. Si è espresso a Washington, intervistato da Greta Van Susteren durante il NPolicy Summit di Newsmax, riferisce il Journal du Coin. Per il momento si tratta di un annuncio: la fonte non riporta alcun sequestro effettuato.
Cosa è stato annunciato
Secondo le parole riportate dal Journal du Coin, Scott Bessent ha dichiarato: «Probabilmente sequestreremo un miliardo di dollari in criptovalute questa settimana. […] sappiamo dove si trova, e li isoliamo.» Il media presenta questi asset digitali come appartenenti all'Iran e parla di sequestro «imminente», ma la dichiarazione citata contiene un «probabilmente»: è un'intenzione espressa, non una constatazione.
Questo capitolo cripto si inserisce in quella che il segretario al Tesoro chiama una «campagna di isolamento assoluto». «Avevamo una campagna di massima pressione. Ora abbiamo una campagna di isolamento assoluto, e funziona», ha affermato. Sempre secondo la fonte, il dispositivo descritto combina azioni militari, blocchi navali, restrizioni dei voli e chiusura delle rotte terrestri. Il Pakistan e la Turchia sarebbero mobilitati per tagliare le vie terrestri del Paese, mentre Scott Bessent definisce gli Emirati Arabi Uniti e l'Oman «buoni partner».
Tracciabilità: cosa dice la fonte, e cosa non dice
La frase «sappiamo dove si trova» è l'unico elemento della dichiarazione riportata che riguarda la localizzazione dei fondi. L'articolo non precisa né quali criptovalute siano interessate, né su quali piattaforme o indirizzi si troverebbero, né come il Tesoro le avrebbe identificate, né secondo quale procedura verrebbe condotto il sequestro. Non propone nemmeno un confronto con sequestri precedenti, il che non permette di collocare questo importo di un miliardo di dollari rispetto ad altre operazioni.
Sull'uso delle criptovalute per aggirare le sanzioni, la fonte non fornisce dati in cifre. Pone invece una domanda aperta: resta da vedere, scrive il Journal du Coin, se questo isolamento produrrà l'effetto sperato «o se spingerà i flussi iraniani verso canali ancora più opachi». Coesistono quindi due letture: quella di Scott Bessent, che afferma che la campagna «funziona», e quella di un possibile spostamento dei flussi, evocata dal media senza cifre a sostegno. Il Journal du Coin segnala inoltre che un senatore democratico chiede conto a Tether dei suoi legami con Cantor Fitzgerald, segno, a suo dire, che la sorveglianza sul settore finanziario si sta intensificando.
Petrolio e Bitcoin: l'effetto di mercato riportato
Il Journal du Coin collega questa escalation al nervosismo dei mercati. Il media indica che il Bitcoin è «risalito a 82'000 dollari dopo un messaggio di Trump sull'Iran» e che «si stabilizzava intorno agli 82'000 dollari» questa settimana. La fonte non indica né il livello da cui il Bitcoin è risalito, né il contenuto di quel messaggio: su questa base non è possibile misurare l'entità della variazione, né attribuire un movimento di prezzo all'annuncio di Scott Bessent.
Sul fronte energetico, il petrolio «è tornato sopra i 102 dollari questa settimana», secondo la fonte, che non precisa né il riferimento interessato né il livello di partenza. Scott Bessent afferma inoltre che le esportazioni di petrolio iraniano si fermeranno completamente: «Per la prima volta dall'inizio del suo sfruttamento petrolifero, l'Iran non avrà più alcun barile in mare da vendere.» Il media stesso sottolinea che questo scenario «rimane per ora una proiezione».
Ginevra citata, senza misure precisate
La Svizzera compare nelle parole del segretario al Tesoro. Parlando delle restrizioni dei voli, ha affermato che i membri del Corpo delle Guardie della rivoluzione islamica (IRGC) non potrebbero più raggiungere «il loro chirurgo estetico a Londra, la loro fidanzata a Parigi, né il loro denaro a Ginevra». L'articolo non precisa se averi situati in Svizzera siano oggetto di misure concrete, né se il sequestro annunciato di criptovalute riguardi attori o piattaforme in Svizzera.
Allo stato attuale, gli unici punti di riferimento disponibili sono un importo (un miliardo di dollari), un orizzonte («questa settimana») e un avverbio («probabilmente»). La portata reale dell'operazione potrà essere valutata solo una volta confermato il sequestro.
Fonti
Journal du Coin, «Sanctions contre l'Iran : Les USA préparent la saisie de 1 milliard de $ en cryptomonnaies», pubblicato il 9 ottobre 2026.

