UniSieve, deeptech zurighese che sviluppa membrane ad alta precisione per la separazione dei gas industriali e la cattura del carbonio, annuncia un round di serie A da 9 milioni di dollari. Secondo il comunicato ripreso da Startupticker.ch l'8 ottobre 2026, questo round porta a 25 milioni di dollari il totale dei fondi raccolti dalla start-up dalla sua fondazione.
Un round guidato dall'Orano Venture Fund
Il round è guidato dall'Orano Venture Fund, gestito da Supernova Invest. Riunisce investitori nuovi ed esistenti: l'Amadeus APEX Technology Fund, Founderful, la Zürcher Kantonalbank e la Guenat Holding. Il comunicato non precisa né la ripartizione degli importi tra questi partecipanti né la valutazione dell'azienda.
Si tratta di una raccolta di fondi, e non di un partenariato industriale o del lancio di un prodotto: in questa occasione non viene annunciato alcun contratto con clienti nominati.
Il problema affrontato: separazioni ad alto consumo energetico
Carburanti, fertilizzanti, plastiche: gran parte dell'industria si basa su una stessa operazione di base, separare le molecole le une dalle altre. Secondo il comunicato, questi processi di separazione rappresenterebbero circa il 10-15% del consumo mondiale di energia. L'azienda vi vede un ampio margine di miglioramento, sia per le prestazioni industriali sia per la riduzione del consumo di energia e delle emissioni.
La scommessa di UniSieve consiste nel separare le molecole senza ricorrere ai classici processi termici, ritenuti energivori. Le sue membrane si basano su due famiglie di materiali: le zeoliti e le reti metallo-organiche (MOF, per metal-organic frameworks). La loro struttura consente loro di funzionare come «setacci molecolari» molto selettivi. Il comunicato ricorda che i MOF sono stati premiati con il Nobel per la chimica nel 2025.
La difficoltà, secondo l'azienda, non risiedeva tanto nei materiali in sé quanto nella loro messa in opera: trasformare questi materiali avanzati in membrane di separazione durevoli, fabbricate in modo affidabile su scala industriale. UniSieve afferma di aver superato questo ostacolo tecnologico con una nuova classe di membrane ibride.
Due applicazioni in fase precommerciale
La start-up indica di aver portato la sua tecnologia a una maturità precommerciale in due ambiti: le olefine, molecole di base della petrolchimica, e la cattura del carbonio alla fonte, vale a dire direttamente sulle emissioni di un sito industriale. Per queste due applicazioni, UniSieve riferisce di una fabbricazione riproducibile, di prestazioni convalidate sul campo e di sistemi pronti per essere installati. Il comunicato non quantifica tuttavia né i risparmi energetici misurati né il numero di impianti in servizio.
Che cosa deve finanziare la raccolta
I 9 milioni di dollari devono servire a due obiettivi: estendere la diffusione della tecnologia sui mercati in cui è già presente e aprirla ad altre applicazioni industriali. L'azienda descrive questa tappa come il passaggio dalla convalida tecnologica a una diffusione commerciale più ampia.
Nel comunicato, UniSieve riassume così la sua promessa: le sue membrane permetterebbero di sostituire tecnologie termiche energivore con soluzioni «compatte e semplici», affinché i clienti recuperino una parte maggiore dei loro prodotti e tengano sotto controllo le emissioni spendendo meno. «Questo nuovo capitale ci permetterà di concentrarci sull'esecuzione», aggiunge l'azienda. Queste affermazioni provengono dalla società e non sono suffragate da cifre nella fonte.
La lettura di un investitore che rilancia
Wolfgang Neubert, General Partner presso APEX Ventures, spiega perché il suo fondo reinveste: «Vediamo un'azienda su una traiettoria chiara, da una tecnologia comprovata verso una scala commerciale significativa.» Secondo lui, il mercato indirizzabile comprende la chimica, la separazione dei gas industriali e la cattura del carbonio, e UniSieve è passata «metodicamente» da installazioni pilota a sistemi più grandi, con clienti paganti. «È questa traiettoria, più di qualsiasi singola tappa tecnica, a darci la convinzione di sostenere di nuovo il team», conclude.
Il punto merita di essere sottolineato: la presenza di clienti paganti è sostenuta da un investitore, non dettagliata dall'azienda. Non ne vengono comunicati né il numero né l'identità.
La nostra analisi
UniSieve, fondata da Elia Schneider e Samuel Hess, illustra un profilo frequente nella deeptech svizzera: una tecnologia dei materiali che ha superato la fase di laboratorio e ora deve dimostrare di reggere alla prova della produzione. Il round riunisce fondi di capitale di rischio, una banca cantonale e una holding, e la partecipazione di investitori esistenti segnala una forma di continuità. I prossimi indicatori da seguire saranno concreti: contratti annunciati, volumi di membrane prodotti e risparmi energetici misurati presso i clienti. Per il momento, il comunicato non ne pubblica nessuno.




