L’accordo di libero scambio tra l’Associazione europea di libero scambio (AELS), di cui la Svizzera è membro, e gli Stati sudamericani del Mercosur non ha ancora superato tutte le tappe in Svizzera. L’alleanza che vi si oppone ha iniziato a raccogliere firme in vista di un referendum, riferisce SWI swissinfo.ch sulla base di un dispaccio dell’agenzia Keystone-ATS. I suoi rappresentanti si sono espressi davanti alla stampa martedì a Berna.
Che cosa chiede l’alleanza
L’obiettivo è sottoporre l’accordo al voto popolare. A tal fine, l’alleanza deve depositare 50 000 firme valide presso la Cancelleria federale entro il 21 gennaio 2027. Questa cifra corrisponde al quadro generale del referendum facoltativo previsto dalla Costituzione federale: 50 000 firme da raccogliere entro 100 giorni dalla pubblicazione ufficiale dell’atto.
L’avvio di una raccolta non ne pregiudica l’esito. Se il numero di firme valide non sarà raggiunto entro il termine, l’accordo non sarà sottoposto al popolo. Se lo sarà, l’ultima parola spetterà al corpo elettorale. In entrambi i casi, a questo stadio nulla è deciso.
Gli argomenti degli oppositori
Davanti ai media, i rappresentanti dell’alleanza hanno messo in evidenza le conseguenze per la foresta tropicale. Secondo loro, la coltivazione di soia su larga scala e l’allevamento bovino intensivo figurano tra i principali motori della deforestazione nei Paesi del Mercosur. L’espansione dell’agricoltura industriale comporterebbe anche lo sfollamento di comunità insediate da lungo tempo, e casi di lavoro forzato nelle piantagioni vengono regolarmente portati alla luce, hanno affermato.
L’alleanza ritiene che l’accordo crei incentivi supplementari a importare derrate prodotte in queste condizioni. Vi vede inoltre rischi considerevoli per l’agricoltura svizzera. Il dispaccio non precisa la composizione di questa alleanza.
Che cosa fanno valere i sostenitori
Le fonti disponibili non illustrano nel dettaglio gli argomenti del Consiglio federale né degli ambienti economici favorevoli all’accordo. Ricordano tuttavia due elementi messi in evidenza da questa parte. Da un lato, al termine di otto anni di negoziati, i negoziatori hanno voluto includere nel testo delle salvaguardie, in particolare in materia di ambiente, sapendo che questo tipo di accordo è oggetto di un attento esame da parte dell’opinione pubblica, come rilevava swissinfo.ch nel luglio 2025. Dall’altro, il Consiglio degli Stati ha accompagnato la sua approvazione dell’accordo con una dotazione di 517 milioni di franchi a favore dell’agricoltura svizzera, una misura che risponde direttamente ai timori espressi per il mondo contadino.
A che punto è la procedura
Il Consiglio degli Stati ha approvato l’accordo a metà settembre 2026, secondo swissinfo.ch. L’apertura di un termine referendario indica che il decreto di approvazione è ora sottoposto a referendum facoltativo; il dispaccio non torna tuttavia sul dettaglio delle altre tappe parlamentari.
Quanto al contenuto economico dell’accordo, le fonti consultate non precisano né le riduzioni dei dazi doganali previste per gli esportatori svizzeri, né i contingenti concessi per i prodotti agricoli del Mercosur. Questi elementi, centrali per valutare l’impatto concreto del testo sull’industria d’esportazione e sui contadini, non sono trattati nel dispaccio. Nemmeno il testo dell’accordo stesso vi è collegato.
Il seguito
Entro il 21 gennaio 2027, l’alleanza deve convincere un numero sufficiente di cittadine e cittadini a firmare. Il dibattito si giocherà poi, se del caso, alle urne, tra la difesa dell’apertura commerciale corredata di salvaguardie e il timore di una pressione accresciuta sull’ambiente e sull’agricoltura indigena.




