Il prezzo di riferimento del gas in Europa ha raggiunto martedì il livello più alto da dicembre 2022. Il contratto a termine del TTF olandese guadagnava il 2,17%, a 86,19 euro per megawattora, dopo aver toccato 86,79 euro in mattinata, secondo AWP/AFP. Il petrolio si muoveva in direzione opposta: il barile di Brent del Mare del Nord con consegna a dicembre cedeva l’1,92%, a 104,60 dollari, e il West Texas Intermediate (WTI) con consegna a novembre arretrava del 2,08%, a 91,79 dollari.
Un inverno che si annuncia con poco GNL dal Golfo
Il rialzo del gas dipende anzitutto dall’offerta. La guerra in Medio Oriente ha perturbato la produzione e le esportazioni di gas naturale liquefatto (GNL) del Qatar. «Il mercato si confronta con l’idea che ci apprestiamo ad attraversare gran parte dell’inverno nell’emisfero nord con pochissimi approvvigionamenti di gas naturale liquefatto (GNL) provenienti dal Golfo Persico», rilevano gli analisti di ING. La perdita duratura di una parte di questa offerta accentua la concorrenza tra acquirenti asiatici ed europei, due regioni importatrici, il che spinge i prezzi verso l’alto.
Scorte europee nettamente in calo
Il secondo fattore riguarda le riserve. All’avvicinarsi dell’inverno, le scorte europee sono riempite solo al 73,75%, contro l’83% allo stesso stadio dell’anno scorso e una media su cinque anni dell’89%, secondo ING. La Germania si situa ben al di sotto, con un tasso di riempimento del 59,96%, secondo la piattaforma europea Aggregated Gas Storage Inventory (AGSI).
Il petrolio arretra, per ragioni discusse
Sul fronte del petrolio, Donald Trump ha affermato che la Russia e l’Ucraina avevano accettato di sospendere i loro attacchi contro le infrastrutture energetiche. L’applicazione di questa tregua resta incerta: Kiev si dice pronta a cessare i suoi attacchi contro gli impianti russi se Mosca farà altrettanto, pur denunciando il proseguimento di attacchi contro le proprie infrastrutture. Una sospensione effettiva ridurrebbe un rischio, senza eliminare quelli legati alla guerra con l’Iran, rileva Le Journal du Coin.
Un’altra lettura pone l’accento sul diesel russo. Il Tesoro americano ha rilasciato un’autorizzazione temporanea che copre alcune operazioni di vendita, consegna e importazione di questo carburante, valida fino al 7 aprile 2027, senza una revoca generale delle sanzioni energetiche contro la Russia. John Plassard, responsabile della strategia d’investimento presso Cité Gestion Private Bank, attribuisce il calo del greggio alla «presa in considerazione tardiva dell’effetto a brevissimo termine» di questo accordo. Alcuni analisti ritengono tuttavia insufficienti i volumi annunciati per garantire un calo duraturo, e il commentatore della CNBC Jim Cramer ha dichiarato su X di attendersi un barile intorno ai 100 dollari finché la guerra continuerà. Nonostante il ripiegamento, il Brent resta peraltro al di sopra di questa soglia. «La volatilità resterà molto forte nei prossimi giorni», avverte John Plassard.
Per la Svizzera, un’esposizione indiretta ma reale
La Svizzera importa la totalità del gas che consuma e non dispone di capacità di stoccaggio significative sul proprio territorio. Dipende quindi sia dai prezzi formati sui mercati europei sia dalle riserve costituite presso i suoi vicini. Il basso riempimento degli stoccaggi tedeschi è, a questo riguardo, un punto di attenzione.
Sui prezzi, occorre distinguere ciò che è constatato da ciò che è atteso. La constatazione riguarda il mercato all’ingrosso: martedì il TTF ha raggiunto un livello inedito da dicembre 2022. Una ripercussione sulle bollette delle economie domestiche e delle imprese in Svizzera non è, a questo stadio, accertata. Dipenderà in particolare dalla durata del rialzo e dal modo in cui i distributori si approvvigionano, dato che le loro tariffe non seguono necessariamente il mercato giorno per giorno. Gli industriali che utilizzano il gas nei loro processi, o che acquistano la loro energia a condizioni vicine a quelle di mercato, sarebbero i più direttamente esposti a un rialzo prolungato.
Per il momento, la distensione del petrolio e la tensione sul gas coesistono, e nulla permette ancora di dire quale delle due tendenze prevarrà nelle prossime settimane.




