Cinque Chiese e organizzazioni cristiane della Svizzera hanno pubblicato lunedì 12 ottobre 2026 dieci principi etici dedicati all’intelligenza artificiale. Presentato con un titolo che swissinfo.ch rende in inglese con «Humanity in the Digital Age» (l’umanità nell’era digitale), il documento intende coniugare la visione cristiana dell’essere umano con le sfide concrete poste dall’IA, secondo il comunicato congiunto dei firmatari ripreso dall’agenzia Keystone-ATS.
Chi ha adottato queste linee guida
Il testo è stato elaborato dalla Chiesa evangelica riformata in Svizzera (CERS), dalla Conferenza dei vescovi svizzeri, dall’associazione mantello Freikirchen.ch, dalla Chiesa cattolica cristiana della Svizzera e dall’Alleanza evangelica svizzera. Rita Famos, presidente della CERS, giudica «incoraggiante» che questi cinque attori si esprimano congiuntamente sul tema.
Il perimetro dell’iniziativa merita di essere precisato. Gli autori non sono autorità pubbliche: non si tratta né di una legge, né di un’ordinanza, né di una raccomandazione di un ufficio federale. Secondo la presentazione che ne è stata fatta, questi principi devono servire da orientamento alle istituzioni ecclesiastiche, alle comunità e alle organizzazioni interessate. Le informazioni disponibili non menzionano né meccanismi di controllo, né sanzioni, né un calendario di attuazione. Si tratta dunque di un quadro di riferimento interno, il cui effetto dipenderà dal modo in cui ciascuna organizzazione lo farà proprio.
Cosa dicono i principi
Il punto di partenza è formulato in modo semplice: le possibilità tecnologiche devono essere valutate in base al loro contributo al benessere umano. L’IA, ricordano i firmatari, trasforma il modo in cui si impara, si lavora e si interagisce gli uni con gli altri.
Uno solo dei dieci principi è citato testualmente nel resoconto di swissinfo.ch: «la verità esige esame e trasparenza» (tradotto dall’inglese). Formulato così, tocca questioni molto pratiche per istituzioni che producono testi, comunicazioni o contenuti destinati ai loro membri: verificare ciò che uno strumento genera ed essere trasparenti sul suo utilizzo. Il dettaglio degli altri nove principi non figura nel dispaccio.
Per Charles Morerod, presidente della Conferenza dei vescovi svizzeri, queste linee guida mirano a collegare le questioni teologiche all’uso concreto degli strumenti di IA. Frank Bangerter, vescovo della Chiesa cattolica cristiana della Svizzera, insiste dal canto suo sulla dimensione sociale: l’IA non deve andare a vantaggio unicamente di chi detiene già il potere. «Il progresso tecnologico è buono solo se serve a tutti», afferma, aggiungendo che questi principi devono deliberatamente tenere conto delle persone che, altrimenti, resterebbero ai margini.
Sulla scia di Roma
L’iniziativa svizzera arriva qualche mese dopo la prima enciclica di papa Leone XIV. In maggio, il capo della Chiesa cattolica, che conta 1,4 miliardi di fedeli nel mondo, vi chiedeva regole internazionali severe per disciplinare l’uso dell’IA. Intitolato «Magnifica Humanitas» e lungo più di 100 pagine, il testo mette in guardia contro i numerosi pericoli di questa tecnologia per la convivenza umana, pur sottolineando le possibilità che essa apre.
Le due iniziative non si collocano tuttavia sullo stesso piano. Il papa auspica regole internazionali, che presupporrebbero l’intervento degli Stati. Le Chiese e le organizzazioni svizzere, invece, si dotano di un quadro d’uso per le proprie strutture, senza pretendere di regolamentare oltre.
Un quadro tra gli altri
In Svizzera, questo tipo di testo si aggiunge alle carte, alle linee guida e ai codici di condotta che numerose organizzazioni, si tratti di aziende, scuole universitarie, amministrazioni o redazioni, adottano per regolare l’uso dell’IA al loro interno. Questi documenti hanno in comune il fatto di agire sulle pratiche interne piuttosto che fissare obblighi generali, i quali competono al legislatore. Le linee guida delle Chiese si inseriscono in questa logica di autoregolamentazione, con due particolarità: un fondamento esplicitamente teologico e un’attenzione dichiarata alle persone più esposte al rischio di essere lasciate indietro dalla tecnologia.
Resta da vedere come le istituzioni, le comunità e le organizzazioni interessate tradurranno questi principi nel loro funzionamento quotidiano. Poiché il testo integrale dei dieci principi non è riprodotto nel dispaccio, sarà alla sua lettura che occorrerà misurarne l’esatta portata.
Fonti
SWI swissinfo.ch (Keystone-SDA), «Swiss churches adopt ten guidelines on use of AI», 12 ottobre 2026




