I data center legati all’intelligenza artificiale si moltiplicano, ma il loro consumo di acqua e di elettricità resta, per lo più, lontano dagli occhi del pubblico. Tre pubblicazioni recenti di TechRadar Pro, basate su uno studio di Comparitech, un’inchiesta di Lighthouse Reports e un programma del Dipartimento dell’Energia statunitense, giungono alla stessa conclusione: la costruzione avanza più in fretta dell’informazione.
Una crescita concentrata negli Stati Uniti
Secondo Comparitech, gli Stati Uniti hanno costruito 127 data center dal 2023 e dominano nettamente la crescita. La Russia ne ha aggiunti 77 e il Regno Unito 58. In termini di ritmo, la Russia progredisce del 44%, il Regno Unito del 12%. Rapportate al parco americano di 5’427 data center, le 127 nuove unità corrispondono a una crescita di circa il 2%, secondo un calcolo basato sulle cifre pubblicate. Gli Stati Uniti dominano quindi per numero, altri paesi per velocità. Il divario di dimensioni resta enorme: con 251 impianti, la Russia conta meno del 5% del totale americano.
Lo stress idrico non colpisce solo i paesi aridi
Lo studio riprende la definizione del World Resources Institute: un paese che utilizza più dell’80% delle proprie risorse idriche disponibili si trova in una situazione di stress idrico. Comparitech valuta questo fenomeno da 1,0 (basso) a 5, e un livello compreso tra 4 e 5 è considerato estremamente elevato. Il Cile (4,5) e il Belgio (4,4) sono in testa ai paesi studiati, molto davanti agli Stati Uniti (2,6) e al Regno Unito (1,3).
Il caso belga mostra che un clima umido e temperato non protegge. Dal 2023 vi sono stati aperti dodici nuovi impianti, mentre un data center può richiedere fino a cinque milioni di galloni d’acqua al giorno, ossia quasi 19 milioni di litri, secondo le cifre riprese dallo studio. Si tratta di un massimo, non di una media: il consumo reale di ciascun sito resta appunto difficile da conoscere.
In Europa, dati trasmessi ma poco accessibili
Lighthouse Reports conclude che la maggior parte dei data center europei nasconde ancora la reale portata del proprio impatto, malgrado le regole dell’Unione europea che dovrebbero migliorare la trasparenza su energia e acqua. Anche quando sono trasmesse alle autorità, queste cifre restano difficilmente accessibili al pubblico.
I Paesi Bassi, che Lighthouse Reports considera peraltro uno dei paesi più trasparenti dell’UE, illustrano il problema. Su 186 data center di oltre 500 kW in esercizio a fine 2025, solo 44 pubblicavano il loro consumo di elettricità e 47 il loro consumo d’acqua, ossia circa uno su quattro. Negli altri Stati membri, numerose richieste dell’organizzazione sono state respinte: le autorità affermavano di non disporre dei dati o li ritenevano confidenziali.
Due letture si contrappongono sul modo di rendere conto dei consumi. L’UE privilegia etichette di efficienza, sul modello degli elettrodomestici. Per Lighthouse Reports, ciò non basta: un impianto hyperscale molto efficiente può comunque consumare quantità considerevoli di acqua e di elettricità, e solo le cifre assolute permettono agli abitanti come ai decisori di valutare un sito esistente o un progetto. L’organizzazione ha presentato un reclamo ai sensi della Convenzione di Aarhus sull’accesso all’informazione ambientale. La Commissione europea non aveva risposto a TechRadar Pro al momento della pubblicazione.
Negli Stati Uniti, la rete si prepara a nuovi carichi
Sul fronte dell’elettricità, l’Office of Electricity del Dipartimento dell’Energia statunitense ha annunciato il 24 settembre l’intenzione di cofinanziare 31 progetti in 26 Stati, nell’ambito del programma SPARK. Il totale raggiunge 5,25 miliardi di dollari, ma la quota federale si limita a circa 1,9 miliardi, ossia il 36% circa; i restanti 3,35 miliardi provengono dai beneficiari. Questi fondi derivano da un programma istituito dalla legge sulle infrastrutture del 2021, e gli accordi saranno finalizzati soltanto tra ottobre 2026 e gennaio 2027.
I progetti mirano a ricostruire circa 1’500 miglia di linee (circa 2’400 km), a introdurre tecnologie di ottimizzazione su quasi 21’000 miglia supplementari e a sbloccare oltre 23 GW di capacità. Il legame con l’IA resta indiretto: solo tre dei 31 riassunti dei progetti menzionano l’IA o i data center. Quattro dei progetti più grandi riguardano tuttavia la trasmissione verso «nuovi carichi importanti», una categoria che può comprendere sia data center sia fabbriche. Quanto al ruolo dei data center tra i principali motori della domanda elettrica americana nel 2026 e nel 2027, si tratta di una previsione, non di una constatazione.
Anche sulla bolletta delle economie domestiche le letture divergono. Il Dipartimento dell’Energia afferma che questi progetti contribuiranno a ridurre i costi per circa 100 milioni di americani. Eletti dei due grandi partiti propongono, dal canto loro, misure per impedire che il costo dei nuovi data center venga scaricato sui privati. L’esito dipenderà dalla ripartizione decisa dalle autorità di regolazione e dagli operatori tra grandi consumatori e clienti residenziali.
E in Svizzera?
Le fonti consultate non forniscono alcuna cifra sui data center in Svizzera. Quanto segue è quindi un’analisi, non una constatazione. La domanda posta dall’inchiesta europea vale anche qui: che cosa pubblicano i gestori presenti nel paese sul loro consumo di acqua e di elettricità? L’esempio olandese mostra che, anche in un paese ritenuto tra i più trasparenti dell’Unione, circa tre siti su quattro non pubblicano questi dati. Per le aziende clienti, i comuni che li ospitano e i gestori di rete, disporre di cifre assolute anziché dei soli indicatori di efficienza resta la condizione per misurare gli effetti reali, sull’acqua come sull’elettricità.
Fonti
- «Ecco i paesi che costruiscono più data center — e quelli in cui il consumo d’acqua preoccupa di più», TechRadar Pro (Francia), 8 ottobre 2026: link
- «La maggior parte dei data center si rifiuta ancora di rivelare quanta acqua ed elettricità consuma», TechRadar Pro (Francia), 5 ottobre 2026: link
- «I data center spingono al rialzo il consumo elettrico americano — in arrivo 5,25 miliardi di dollari di progetti», TechRadar Pro (Francia), 2 ottobre 2026: link




