Il gruppo svizzero del lusso Richemont starebbe discutendo la sua partecipazione a un consorzio che punta all’acquisizione del gruppo diamantifero sudafricano De Beers. L’informazione proviene dall’agenzia Bloomberg, ripresa il 16 ottobre 2026 da Keystone-ATS e SWI swissinfo.ch. Si tratta di un interesse riferito da fonti vicine al processo di vendita, non di un’offerta annunciata: né Richemont né le altre parti citate lo hanno confermato.

Che cosa riferisce Bloomberg

Secondo Bloomberg, Richemont starebbe conducendo discussioni con Signet Jewelers, importante rivenditore statunitense di gioielleria, in vista di un ingresso nel Global Diamond Consortium (GDC). Questo raggruppamento intende acquisire De Beers e si troverebbe, sempre secondo l’agenzia, in ottima posizione nelle trattative.

Il GDC è guidato da Gareth Penny, ex direttore generale di De Beers. In luglio sarebbe stato designato come offerente privilegiato dal proprietario di De Beers, il gruppo britannico Anglo American. Quest’ultimo detiene l’85% del gruppo diamantifero e ha reso nota la sua intenzione di separarsene già nel 2024. Il consorzio riunisce anche i governi della Namibia e dell’Angola, nonché grandi produttori di diamanti.

Contattati da Bloomberg, né il GDC, né Signet Jewelers, né Richemont hanno confermato un interesse per l’acquisizione di De Beers. Allo stato attuale, nulla indica quindi la quota che Richemont assumerebbe in un eventuale consorzio, né l’importo in gioco: le fonti non lo precisano.

Per Richemont, una questione di posizione nella filiera

Per un gruppo del lusso come Richemont, l’interesse di una simile operazione risiederebbe nel suo posto nella catena del diamante: una partecipazione azionaria in De Beers lo avvicinerebbe all’estrazione e all’approvvigionamento di pietre. Le fonti non precisano tuttavia né le motivazioni attribuite al gruppo né le maison di gioielleria che sarebbero interessate. Sarebbe quindi prematuro trarne conclusioni sulla sua strategia, sui suoi marchi o sul suo organico.

Questa informazione giunge in un periodo di riorganizzazione per il gruppo. Il 9 ottobre 2026, SWI swissinfo.ch riferiva che Richemont stava ristrutturando il suo marchio orologiero Montblanc, con sede a Le Locle, con soppressioni di posti di lavoro. Le fonti non stabiliscono alcun legame tra questo dossier e l’interesse riferito per De Beers.

Un mercato del diamante che esce da una crisi profonda

La vendita di De Beers avviene mentre la domanda di pietre preziose si sta riprendendo dopo una delle crisi più profonde che il settore abbia conosciuto, secondo Bloomberg. Si tratta di una ripresa descritta dall’agenzia, senza cifre pubblicate nelle fonti consultate, che non consentono di misurarne l’entità né di confrontarne il livello con quello precedente alla crisi. Le fonti non affrontano nemmeno la concorrenza tra diamante naturale e diamante sintetico.

La presenza della Namibia e dell’Angola nel consorzio ricorda inoltre che il futuro di De Beers non riguarda soltanto attori privati, ma anche Stati produttori. Per Richemont, la posta in gioco resta per ora ipotetica: finché né il gruppo né il consorzio si esprimono, l’interesse riferito da Bloomberg rimane una pista tra le altre, e non una transazione.

Fonti

  • SWI swissinfo.ch: «Swiss luxury group ‘interested in buying’ diamond giant De Beers»