MSCI ha deciso. Il fornitore di indici ha pubblicato la sera del 15 ottobre le conclusioni della sua consultazione sulle «società non operative», riferisce il Journal du Coin. Il nuovo filtro si applicherà già dalla revisione degli indici di novembre. Strategy e Metaplanet, due società il cui bilancio è dominato dal bitcoin, figuravano già tra le candidate all’esclusione nella simulazione pubblicata quest’estate. L’elenco definitivo delle società interessate sarà tuttavia noto solo l’11 novembre.

Un indice MSCI, acquirenti automatici

Un indice borsistico è un elenco di azioni ponderate in base alla loro capitalizzazione. MSCI è uno dei tre grandi fornitori, insieme a FTSE Russell e S&P Dow Jones. Il suo indice di punta, l’MSCI ACWI IMI, copre circa il 99 % delle capitalizzazioni investibili di 47 Paesi, secondo il Journal du Coin.

I fondi indicizzati e gli ETF che replicano un indice non scelgono i loro titoli: acquistano ciò che contiene l’elenco, nelle stesse proporzioni. Entrare in un indice porta quindi un flusso di acquirenti meccanici. Uscirne produce l’effetto opposto: questi fondi devono vendere la loro posizione prima della data di esclusione.

Il criterio: quattro segnali su cinque

Il filtro non menziona il bitcoin. Riguarda qualsiasi società quotata la cui attività reale consiste nel detenere attivi anziché nel gestirli. Il test si svolge in due fasi. Innanzitutto MSCI misura gli attivi operativi (stabilimenti, software, scorte, crediti verso clienti). Se superano il 50 % del bilancio, la società resta ammissibile.

Altrimenti vengono calcolati cinque rapporti, identici per tutti i settori:

  • attivi operativi inferiori al 20 % del bilancio;
  • spese d’esercizio inferiori al 5 %;
  • flusso di cassa operativo negativo;
  • risultato dominato dalle variazioni del valore equo degli attivi non operativi;
  • dipendenza dalle raccolte di capitale superiore al 20 % del bilancio.

Quattro segnali su cinque, e la società diventa non ammissibile, precisa MSCI nel suo annuncio del 15 ottobre. Le soglie sono quelle della proposta di agosto, con adeguamenti minori. Un membro esistente viene escluso solo se non supera il test sui suoi due ultimi esercizi annuali, con soglie innalzate; MSCI si riserva inoltre il diritto di utilizzare l’ultimo rapporto trimestrale disponibile.

Secondo il Journal du Coin, Strategy detiene oltre 848'000 BTC, e la sua attività nel software, circa 500 milioni di dollari di fatturato annuo secondo Michael Saylor, pesa poco rispetto a questa riserva. La simulazione di MSCI basata sui dati di maggio 2026 portava a tre esclusioni dall’MSCI ACWI IMI: Strategy (23,9 miliardi di dollari di capitalizzazione rettificata), Yellow Cake, un veicolo d’investimento nell’uranio, e Metaplanet. SharpLink, tesoreria Ethereum, figurava nella lista di sorveglianza. Si tratta di una simulazione: farà fede solo l’elenco dell’11 novembre.

Calendario e vendite forzate degli ETF

L’elenco definitivo sarà pubblicato l’11 novembre, con l’annuncio della revisione degli indici di novembre 2026. L’esclusione avrà effetto alla chiusura del 30 novembre. I gestori passivi concentrano in genere le loro vendite sulla seduta di chiusura dell’ultimo giorno.

La loro entità resta incerta. In una lettera del 31 agosto, Michael Saylor e Phong Le indicavano che i fondi che seguono gli indici MSCI detenevano circa 13 milioni di azioni Strategy, ossia il 3,1 % del capitale. La stima di JPMorgan, 2,8 miliardi di dollari di vendite su MSTR, ricordata da Cointelegraph, risaliva alla consultazione del 2025 e riguardava un perimetro diverso. Nessun analista ha ancora quantificato la versione adottata, secondo il Journal du Coin. JPMorgan ipotizzava fino a 8,8 miliardi di dollari se FTSE Russell e S&P Dow Jones adottassero un filtro analogo, il che non è scontato.

Il testo pone fine anche al congelamento deciso il 10 ottobre 2025: da un anno MSCI congelava il numero di azioni preso in considerazione per le società che detengono almeno il 50 % di attivi digitali. I fondi passivi non seguivano quindi già più le nuove emissioni di Strategy.

Che cosa cambia per un fondo che replica l’indice

Per un ETF o un mandato di gestione indicizzata che replica un indice MSCI, in Svizzera come altrove, il meccanismo è lo stesso: alla data di efficacia il titolo escluso scompare dall’indice, il fondo lo vende e ridistribuisce l’importo sulle altre componenti. Le fonti consultate non quantificano l’esposizione dei fondi o degli istituti di previdenza svizzeri a Strategy o a Metaplanet. Il peso di questi titoli in un indice così ampio resta per costruzione limitato, ma nessun dato pubblicato permette di quantificarlo qui. Questo articolo non costituisce una consulenza d’investimento.

Venerdì mattina Strategy non aveva ancora reagito. Ad agosto la società aveva giudicato la consultazione «discriminatoria, arbitraria e mal concepita» e chiedeva che la regola si applicasse solo ai conti pubblicati dopo la sua adozione, cosa che MSCI non ha accolto. Nemmeno Metaplanet aveva pubblicato nulla.

Fonti

  • Journal du Coin: «Bitcoin : MSCI adopte la règle qui éjecte Strategy et Metaplanet de ses indices»