La Borsa di Giacarta ha perso fino all’11,4 % questo venerdì 16 ottobre, secondo il Journal du Coin, che parla della sua peggiore seduta dal 1998. L’elemento scatenante: l’annuncio da parte di MSCI, il giorno prima, di una consultazione sul passaggio dell’Indonesia dallo status di mercato emergente a quello di mercato autonomo. MSCI deve decidere al più tardi entro il 30 giugno 2027.
Una seduta interrotta, poi proseguita al ribasso
Secondo il Journal du Coin, la seduta del 16 ottobre si è aperta con un calo dell’8 %, sufficiente a far scattare una sospensione delle contrattazioni di trenta minuti. Alla ripresa, il ribasso è proseguito. Il dato della giornata varia a seconda dei passaggi dell’articolo: il testo indica una perdita fino all’11,4 %, mentre la didascalia di un grafico dell’indice IDX Composite, tratto da TradingView, riporta l’11,6 %. La fonte non spiega questa differenza.
Secondo la stessa fonte, la Borsa indonesiana registra un calo di quasi il 40 % nel 2026, la peggiore performance mondiale, e le vendite nette degli investitori esteri raggiungono 4,7 miliardi di dollari da gennaio. Il 16 ottobre la rupia è scesa a 18 070 per un dollaro, vicino al suo minimo storico di 18 190.
Che cosa MSCI rimprovera all’Indonesia
Nel suo comunicato del 15 ottobre, citato dal Journal du Coin, MSCI ricorda di aver rilevato durante la revisione di giugno una «persistente opacità delle strutture azionarie» e sospetti di «comportamenti di trading coordinati». Le autorità indonesiane avevano promesso riforme: dichiarazione degli azionisti oltre l’1 %, classificazione più precisa degli investitori, segnalazione delle concentrazioni azionarie e tabella di marcia verso un flottante minimo del 15 %. MSCI ritiene che «progressi sufficienti non sono stati osservati in modo costante».
Il fornitore di indici ha escluso un passaggio allo status di mercato di frontiera, che «non rifletterebbe correttamente la profondità dei problemi del mercato». Lo status autonomo, quello dell’Argentina o del Libano secondo la fonte, colloca un Paese al di fuori di tutti i grandi indici. La consultazione dura fino al 30 aprile 2027. Fino ad allora resta in vigore il congelamento applicato da gennaio: nessun titolo indonesiano può essere aggiunto agli indici né vedere aumentare il proprio peso.
Come un indice MSCI provoca vendite forzate
Un indice MSCI è un paniere di titoli definito da regole di selezione e di ponderazione. I fondi passivi, tra cui numerosi ETF, non scelgono i propri titoli: riproducono la composizione dell’indice che seguono. Come riassume il Journal du Coin, un ETF che replica l’indice MSCI Emerging Markets detiene azioni indonesiane perché l’indice le contiene, «non per convinzione».
Se un Paese esce dall’indice, questi fondi devono vendere i titoli interessati per restare fedeli al loro riferimento. Queste vendite sono meccaniche. Reuters, citata dalla fonte, parla di «miliardi di dollari» di investimenti passivi coinvolti, senza un importo preciso.
In genere i mercati non aspettano l’entrata in vigore di un simile cambiamento: altri investitori possono anticipare le vendite dei fondi indicizzati, il che pesa sulle quotazioni già dall’annuncio. È una possibile lettura della seduta del 16 ottobre; la fonte non precisa chi abbia venduto.
Che cosa comporta per gli ETF dei mercati emergenti
In generale, l’uscita di un Paese da un indice emergente modifica la composizione di tale indice: il peso dei Paesi rimanenti viene ricalcolato e i fondi che lo replicano adeguano di conseguenza le loro posizioni. Per chi detiene un ETF sui mercati emergenti, l’esposizione al Paese escluso scomparirebbe dal suo fondo senza che debba intervenire. La fonte non indica né il peso dell’Indonesia nell’indice né il calendario tecnico di un’eventuale uscita; non è quindi possibile quantificarne qui l’effetto.
Giacarta contesta, la decisione resta aperta
Il presidente della Borsa indonesiana, Jeffrey Hendrik, chiede a MSCI «chiarimenti sulla motivazione e sui criteri di valutazione» e ricorda che si tratta dell’avvio di una consultazione e non di una decisione definitiva, secondo il Journal du Coin. L’analista Angus Mackintosh (Aletheia Capital) giudica la decisione «brutale» alla luce delle riforme avviate, pur rilevando l’assenza di sanzioni contro gli attori «manifestamente coinvolti in manipolazioni dei corsi». Moody’s e Fitch hanno inoltre abbassato quest’anno a negativo l’outlook sovrano del Paese.
La fonte rileva infine che il 15 ottobre MSCI ha adottato una regola di esclusione delle società non operative, che minaccia aziende i cui attivi consistono soprattutto in bitcoin, come Strategy e Metaplanet. Per l’Indonesia nulla è deciso prima del 30 giugno 2027.
Fonti
- Journal du Coin: «Economie : la Bourse de Jakarta s'effondre de 11 % après la menace d'exclusion de MSCI»




