Una coalizione di sindacati e partiti politici ha depositato oltre 100'000 firme contro una legge adottata di recente dal Parlamento, che permetterebbe ai contratti collettivi di lavoro (CCL) di prevalere sui salari minimi fissati dai Cantoni o dai Comuni. Secondo SWI swissinfo.ch, che riprende un dispaccio di Keystone-ATS pubblicato il 7 ottobre 2026, l’ultima parola potrebbe spettare al popolo. Ma a questo stadio non è ancora stato fissato nulla.
Che cosa prevede la legge
Il testo adottato dal Parlamento permetterebbe ai CCL di settore dichiarati di obbligatorietà generale di prevalere sui salari minimi legali decisi a livello cantonale o comunale. Concretamente, in un settore coperto da un simile contratto, a fare stato sarebbe la griglia del CCL, e non più la soglia salariale fissata dal Cantone o dalla città.
La fonte non precisa né i settori interessati né gli importi in gioco: non confronta i salari minimi cantonali con i minimi dei CCL. L’effetto reale per un’azienda o un lavoratore dipenderà quindi dallo scarto, in ogni settore, tra questi due riferimenti, uno scarto che la fonte non quantifica.
Quali Cantoni e quali città sono interessati
Cinque Cantoni applicano oggi un salario minimo: Ginevra, Neuchâtel, Basilea Città, il Giura e il Ticino. Tre di essi, il Giura, Basilea Città e il Ticino, non sono tuttavia toccati dalla legge, poiché le loro disposizioni permettono già ai CCL dichiarati di obbligatorietà generale di prevalere. Per deduzione, tra i Cantoni che applicano già un salario minimo, sarebbero dunque Ginevra e Neuchâtel a essere interessati. La fonte non lo formula in questi termini.
Diverse città hanno inoltre introdotto un proprio salario minimo, tra cui Zurigo, Winterthur e Lucerna. La fonte non dice se questi salari minimi siano già in vigore in ciascuna di esse.
Per i lavoratori: aumenti attesi che potrebbero non arrivare
L’effetto più diretto riguarda i salari minimi già approvati, ma non ancora entrati in vigore. Nei Cantoni e nelle città che si trovano in questa situazione, diverse decine di migliaia di lavoratori non ne beneficerebbero se la legge si applicasse, secondo la fonte. Questa cifra resta una stima complessiva: la ripartizione per Cantone, per città o per settore non è indicata.
Per le economie domestiche interessate, la posta in gioco si misura dunque nella differenza tra il salario minimo locale che si attendevano e quello previsto dal CCL del loro settore. La fonte non fornisce elementi per valutare questa differenza.
Per i datori di lavoro: quale riferimento salariale applicare
Sul fronte delle aziende, la legge cambierebbe il riferimento da applicare nei settori coperti da un CCL dichiarato di obbligatorietà generale: il contratto di settore anziché il minimo cantonale o comunale. Per un datore di lavoro attivo a Ginevra o a Neuchâtel, o in una città dotata di un salario minimo, la questione pratica è sapere quale delle due regole si applichi ai suoi dipendenti. Finché la sorte della legge non sarà decisa, questa incertezza permane. La fonte non affronta le conseguenze per i costi salariali o la pianificazione delle aziende.
Che cosa sostiene ciascun campo
Gli oppositori, sindacati e partiti riuniti nella coalizione referendaria, definiscono la legge un «attacco contro i lavoratori a basso salario».
La fonte non riporta gli argomenti dei sostenitori del testo, né quelli del Parlamento che lo ha adottato. Per amore di equilibrio, occorre quindi sottolineare che qui è documentata solo la lettura degli oppositori. Le ragioni addotte a favore della prevalenza dei CCL restano da esporre.
Prossime tappe: una votazione probabile, non ancora fissata
La Cancelleria federale deve dapprima verificare le firme, poi decidere se il referendum è riuscito. Visto il numero di firme depositate, questa tappa dovrebbe essere poco più di una formalità, secondo la fonte. Si tratta tuttavia di un’aspettativa, non ancora di una decisione.
Se il referendum sarà confermato, la votazione potrebbe svolgersi in febbraio o in giugno 2027. Anche in questo caso si tratta di una previsione: a questo stadio non è stata stabilita alcuna data.


