Il gruppo industriale Sulzer ha fatto meglio del previsto sulle ordinazioni a fine settembre. Secondo il comunicato pubblicato martedì e ripreso dall'agenzia AWP, le entrate di ordinazioni raggiungono 2,75 miliardi di franchi dopo nove mesi, in aumento dell'1,8% su base annua. Il gruppo di Winterthur, specializzato nell'ingegneria dei fluidi, conferma i suoi obiettivi per il 2026. Dietro questo totale, tuttavia, le traiettorie delle divisioni divergono nettamente: una sola cresce, le altre arretrano.

Un totale al di sopra del consenso

La cifra di 2,75 miliardi di franchi supera il consenso AWP, che prevedeva 2,65 miliardi. Lo scarto rispetto alle attese degli analisti è dunque di circa 100 milioni di franchi, ossia poco meno del 4% al di sopra della previsione media. È questo scarto, più che la crescita in sé, a fare notizia oggi.

Rispetto all'anno scorso, la progressione resta infatti modesta: 1,8%. Il dispaccio non precisa né l'importo assoluto delle ordinazioni nello stesso periodo del 2025, né se questo aumento si intenda su dati pubblicati o a perimetro e cambi costanti. Sulzer, dal canto suo, mette in evidenza una progressione lungo tutto l'anno, che gli consente di mantenere le sue ambizioni annuali.

Coesistono quindi due letture di questo indicatore. La prima guarda alla sorpresa positiva rispetto alle attese del mercato. La seconda sottolinea che un aumento inferiore al 2% su base annua, trainato da una sola divisione, lascia il gruppo dipendente da un numero ristretto di motori.

Flow, unica divisione in crescita

La divisione Flow sostiene l'essenziale della dinamica. Le sue ordinazioni sono balzate dell'11,6% a 1,28 miliardi di franchi, grazie al settore dell'energia. Pesa così quasi la metà delle ordinazioni totali del gruppo sui nove mesi.

Non tutte le attività hanno però beneficiato di questo movimento. Secondo il dispaccio, l'unità Acqua e Industria ha faticato. Sulzer ne indica il motivo: «Le perturbazioni della catena di approvvigionamento e i ritardi nell'esecuzione dei progetti sono proseguiti a causa della situazione geopolitica sempre tesa in Medio Oriente». Il dispaccio non quantifica l'evoluzione delle ordinazioni di questa unità.

Services in leggero calo

La divisione Services ha visto le sue ordinazioni scendere dello 0,9%, a 1,06 miliardi di franchi. Il calo è limitato, ma contrasta con lo slancio di Flow. Le fonti disponibili non ne dettagliano le cause.

Per un gruppo industriale, un'attività di servizi stabile funge spesso da ammortizzatore di fronte agli alti e bassi dei grandi progetti. Un leggero rallentamento non ne cambia la natura, ma significa che questo pilastro non ha contribuito alla crescita nel periodo.

Chemtech, il punto debole

Il calo più marcato riguarda Chemtech. Le ordinazioni della divisione sono sprofondate di quasi il 15%, a 413,2 milioni di franchi. Sulzer lo spiega con il rinvio di progetti su larga scala.

La sfumatura è importante: un rinvio sposta un'ordinazione nel tempo, mentre un annullamento la fa sparire. Il dispaccio non fornisce tuttavia alcuna indicazione sul calendario di questi progetti né sulla probabilità che si concretizzino più tardi. Non è quindi possibile, a questo stadio, dire se questo vuoto verrà recuperato.

Obiettivi 2026 confermati

Nonostante questi scarti tra le divisioni, Sulzer mantiene i suoi obiettivi per l'intero anno. Si tratta di previsioni dell'azienda, e non di risultati accertati:

  • una crescita organica delle ordinazioni dall'1 al 5% rispetto all'anno precedente;
  • una crescita delle vendite dal 2 al 5% rispetto all'anno precedente;
  • un margine EBITDA di circa il 16,5%.

L'aumento dell'1,8% delle ordinazioni sui nove mesi si colloca nella parte bassa della forchetta annunciata per le ordinazioni, senza che le due cifre siano necessariamente comparabili: l'obiettivo è espresso in crescita organica, mentre il dispaccio non precisa la base di calcolo della cifra a fine settembre. Per le vendite e il margine, nelle fonti non è disponibile alcuna cifra intermedia, il che impedisce di misurare a che punto si trovi il gruppo rispetto a questi obiettivi.

Che cosa dicono queste cifre del gruppo

Il bilancio a nove mesi delinea un gruppo a due velocità. Da un lato, Flow approfitta della domanda legata all'energia e traina l'insieme verso l'alto. Dall'altro, Services si erode leggermente e Chemtech subisce lo slittamento di grandi progetti, mentre l'unità Acqua e Industria resta esposta alle tensioni geopolitiche in Medio Oriente.

Per un gruppo industriale, questa dipendenza da pochi mercati trainanti va tenuta d'occhio: sostiene le cifre finché la domanda regge, ma concentra anche il rischio. Le fonti non forniscono invece alcuna informazione sulla reazione del titolo in borsa, né su eventuali effetti sull'occupazione.

Le ordinazioni registrate oggi alimentano l'attività dei trimestri successivi. L'ultimo trimestre dirà se la conferma degli obiettivi si tradurrà nei conti annuali, e se i progetti rinviati di Chemtech finiranno per tornare nel portafoglio ordini.

Fonti