Sabato 10 ottobre 2026 il bitcoin si muoveva intorno agli 82'000 dollari, secondo un articolo pubblicato lo stesso giorno dalla testata specializzata Journal du Coin. La data ha un valore simbolico: un anno fa, il 10 ottobre 2025, un crollo segnato da liquidazioni massicce aveva interrotto un mese di ottobre fino ad allora favorevole. La testata parla di 460 milioni di dollari liquidati in un'ora durante quell'episodio. Un anno dopo, l'anniversario trascorre senza uno shock paragonabile, ma il mercato resta esitante.
Cosa mostrano i prezzi della settimana
Secondo Journal du Coin, il bitcoin cede circa il 4% sulla settimana che si chiude il 10 ottobre. Ha toccato gli 80'427 dollari a inizio settimana, prima di stabilizzarsi tra 82'000 e 83'000 dollari. Il livello di apertura di venerdì 9 ottobre costituiva, secondo la stessa fonte, un minimo su tre settimane.
Sempre secondo l'articolo, la settimana era cominciata con un tentativo di superare gli 87'000 dollari, che non ha retto. Gli analisti della piattaforma Bitfinex ritengono che questo movimento fosse sostenuto dai contratti a termine (futures) più che da una domanda reale sul mercato a pronti. «La domanda spot resta il tassello mancante», sintetizzano, citati da Journal du Coin.
La testata collega inoltre la ripresa osservata in prossimità del 10 ottobre a un messaggio di Donald Trump che escludeva un attacco contro l'Iran. Si tratta di una lettura della fonte; l'articolo non quantifica l'effetto di questa dichiarazione.
I flussi degli ETF a pronti in netto calo
I dati sui flussi citati riguardano gli ETF bitcoin a pronti quotati negli Stati Uniti. Mercoledì 7 ottobre questi fondi hanno registrato 484,9 milioni di dollari di deflussi netti, la loro giornata con i deflussi più consistenti dal 25 giugno, secondo Journal du Coin. Nel dettaglio, l'IBIT di BlackRock ha perso 207,7 milioni di dollari e l'FBTC di Fidelity 105,1 milioni. I deflussi sono proseguiti giovedì 8 ottobre, per 244 milioni di dollari.
Su sette giorni, gli afflussi in questi ETF sono passati da 2,39 miliardi a 241,1 milioni di dollari, indica ancora l'articolo. La fonte non precisa il metodo di calcolo di questi due importi né il periodo esatto a cui si riferiscono; vanno quindi letti come un ordine di grandezza del rallentamento, non come una serie confrontabile giorno per giorno.
I «supporti» individuati dagli analisti: ipotesi
Diversi analisti citati da Journal du Coin delineano livelli al di sotto della quotazione attuale dove, secondo loro, potrebbero farsi avanti degli acquirenti. Questi «supporti» rientrano nell'analisi tecnica e nell'interpretazione: non garantiscono che un ribasso si fermerà a questi prezzi.
83'000 dollari. Luke Deans, ricercatore presso Bitwise Europe, considera questa zona un livello pivot. Combinerebbe, secondo lui, il prezzo di costo medio degli ETF e un vecchio massimo tecnico, già testato nelle ultime settimane. Ritiene che la reazione del mercato a questo livello dovrebbe essere «istruttiva».
77'000 dollari. Ananda Banerjee, fondatore di Charlie Quant Lab, vi colloca il supporto che giudica più solido, in ragione di un volume considerevole di bitcoin acquistati a questo prezzo. Secondo l'articolo, il «True Market Mean», presentato come il prezzo medio di acquisto degli investitori attivi, si troverebbe nello stesso punto; il condizionale è quello della fonte.
74'000 e 72'000 dollari. Luke Deans cita inoltre il prezzo di costo dei detentori recenti, intorno ai 74'000 dollari, poi la media mobile a 200 giorni, a 72'000 dollari. «In quest'ottica, il Bitcoin potrebbe arretrare in modo significativo e rimanere in una struttura costruttiva», precisa.
Gli analisti di Bitfinex individuano dal canto loro una zona di consolidamento compresa tra 84'000 dollari e la quotazione di apertura dell'anno, 87'722 dollari, in attesa di un ritorno dei flussi. Si noterà che questa forchetta si colloca al di sopra della quotazione di circa 82'000 dollari menzionata dall'articolo il 10 ottobre.
Due scadenze macroeconomiche in ottobre
Journal du Coin cita due appuntamenti che, secondo l'articolo, potrebbero far uscire il bitcoin dalla sua forchetta attuale: la pubblicazione dell'indice dei prezzi al consumo (CPI) statunitense il 14 ottobre, poi la riunione della Federal Reserve il 27 e 28 ottobre. La direzione di un eventuale movimento non è nota in anticipo.
Quanto vale la stagionalità di ottobre
Il soprannome «Uptober» poggia su una statistica ripresa dalla fonte: dal 2013 il bitcoin ha chiuso il mese di ottobre in rialzo dieci volte su tredici, con un rendimento mediano di circa il 14%. L'articolo ricorda anche che l'ottobre 2025 aveva già deluso.
Occorre distinguere questa constatazione storica da qualsiasi previsione. Tredici osservazioni costituiscono un campione ridotto, e una regolarità passata non dice nulla di certo sul mese in corso. Al 10 ottobre 2026, con un calo di circa il 4% sulla settimana e deflussi dagli ETF, nulla nei dati citati permette di dire se la tendenza stagionale si confermerà quest'anno.
Questo articolo ha scopo informativo e non costituisce una consulenza in materia di investimenti.
Fonti
Journal du Coin, Renaud H., «Uptober en péril : un an après le krach du 10 octobre, Bitcoin multiplie les étages de support», pubblicato il 10 ottobre 2026.




