Il presidente della Banca nazionale svizzera (BNS), Martin Schlegel, e la consigliera federale Karin Keller-Sutter, capo del Dipartimento federale delle finanze (DFF), sono preoccupati per l’indebitamento degli Stati nel mondo. Secondo un dispaccio dell’agenzia AWP pubblicato da Allnews, i due responsabili si sono espressi venerdì alla televisione svizzero-tedesca, a margine della riunione annuale del Fondo monetario internazionale e della Banca mondiale in Thailandia.

Che cosa dice il presidente della BNS

Martin Schlegel ha formulato un avvertimento accompagnato da una condizione: l’elevato indebitamento dei Paesi sviluppati «costituisce una preoccupazione che potrebbe sfociare in futuro in una crisi se non si adottano per tempo le misure necessarie», secondo le dichiarazioni riportate da Allnews. Non si tratta quindi di una previsione di crisi, ma di un rischio che dipende dalla mancata adozione di misure per tempo.

Il presidente della BNS ha precisato il meccanismo che lo preoccupa: l’aumento dei tassi d’interesse rincara l’onere degli interessi per i Paesi, e ciò avviene in un momento in cui il margine fiscale non è più molto ampio. In altre parole, quando dei prestiti devono essere rifinanziati a tassi più elevati, una quota maggiore delle entrate pubbliche serve a pagare interessi, il che riduce la capacità d’azione degli Stati. La fonte non cita alcuna cifra sul livello del debito pubblico dei Paesi interessati.

I rischi elencati da Karin Keller-Sutter

La capo del DFF ha allargato il discorso. Secondo lei, l’elevato indebitamento di alcuni Stati, l’eventualità di correzioni sui mercati azionari, nonché i prezzi dell’energia e l’approvvigionamento energetico potrebbero sfociare in un rallentamento congiunturale. Anche qui il discorso è al condizionale: si tratta di fattori di rischio, non di uno scenario annunciato.

Una Svizzera ben posizionata, ma non al riparo

Sul piano dell’indebitamento dello Stato, la Svizzera si colloca relativamente bene nel confronto internazionale, ha rilevato Karin Keller-Sutter. Secondo la capo del DFF, il Paese è lodato per la sua politica di bilancio, la sua politica fiscale e la sua stabilità.

Ha tuttavia avvertito che l’interdipendenza internazionale è tale che anche la Svizzera sarebbe sensibile a una crisi del debito innescata dall’indebitamento di Stati importanti, come gli Stati Uniti, o in Europa, dove la Francia potrebbe trascinare una crisi dell’euro. È il nocciolo dell’argomentazione: un indebitamento nazionale moderato non mette il Paese al riparo da una crisi nata altrove, perché la sua economia è strettamente legata a quella dei suoi grandi partner.

La fonte non descrive nel dettaglio i canali attraverso i quali una simile crisi raggiungerebbe la Svizzera. Non dice nulla di un eventuale effetto sul franco svizzero né sulle banche; solo l’eventualità di correzioni sui mercati azionari è evocata, in modo generale, dalla consigliera federale.

Inflazione e crescita: le cifre citate

Per quanto riguarda l’inflazione, la Svizzera si distingue dal resto del mondo, secondo l’articolo. Martin Schlegel ha osservato che il rincaro è contenuto «nella media della forchetta del 2%», il che ha permesso alla BNS di non toccare il suo tasso guida. La fonte non indica né il tasso di rincaro misurato, né il periodo di riferimento, né il livello del tasso guida.

Sul fronte della crescita, l’articolo indica che quest’anno si prevede per la Svizzera una crescita compresa tra l’1,5% e il 2%, senza precisare l’autore di questa previsione. Si tratta di una stima per l’anno in corso, e non di un risultato constatato.

Un avvertimento piuttosto che una previsione

Né Martin Schlegel né Karin Keller-Sutter annunciano una crisi del debito. Le loro dichiarazioni, così come riportate, descrivono un rischio: potrebbe concretizzarsi se non verranno adottate misure per tempo, in un contesto di tassi d’interesse in aumento e di margine fiscale ridotto. Le fonti non precisano quali misure i due responsabili ritengano necessarie, né entro quali tempi.

Fonti

  • Allnews (AWP): «BNS e DFF preoccupati per l’indebitamento degli Stati nel mondo»