La Banca nazionale svizzera (BNS) non ha ritenuto necessario rafforzare la propria capacità d'intervento sul mercato dei cambi in occasione della decisione del 24 settembre 2026. È quanto emerge dal resoconto delle sue deliberazioni, pubblicato giovedì 22 ottobre 2026 e ripreso dall'agenzia AWP. Lo stesso giorno il franco svizzero si è nettamente apprezzato: l'euro è sceso sotto 0,92 franchi nel primo pomeriggio, secondo Keystone-ATS.

Che cosa dice il resoconto della BNS

Il resoconto torna sulla decisione del 24 settembre 2026, quando la BNS ha mantenuto il tasso guida allo 0%. Fa luce su un punto preciso: il ruolo degli interventi sulle valute.

Nel giugno 2026 la banca centrale aveva segnalato una maggiore disponibilità a intervenire sul mercato dei cambi. A settembre ha cambiato idea e ha ritenuto che non fosse più necessario. Adduce due motivi:

  • le pressioni inflazionistiche a medio termine aumentano solo moderatamente;
  • gli effetti di secondo impatto del rincaro dei prezzi dell'energia restano poco percettibili.

Il documento affronta anche l'intelligenza artificiale (IA). Secondo la BNS è troppo presto per valutarne gli effetti sul mercato del lavoro, che si tratti di disoccupazione strutturale o di un freno ai consumi.

Il franco svizzero torna a essere un bene rifugio

Dopo alcuni mesi di domanda moderata, il franco è di nuovo cresciuto con forza nell'ottobre 2026. È quanto constata un dispaccio di Keystone-ATS pubblicato da swissinfo.ch il 22 ottobre. Quel giorno, nel primo pomeriggio, l'euro è tornato sotto 0,92 franchi. Il franco raggiungeva così il livello più alto dall'inizio di luglio.

Il franco si è rafforzato nettamente anche nei confronti del dollaro statunitense. Al momento del dispaccio un dollaro costava 0,82 franchi, contro quasi 0,84 franchi a tratti all'inizio del mese.

Tasso di cambio franco euro nell'ottobre 2026

Momento della rilevazioneEuro in franchiDollaro in franchiFonte
Inizio ottobre 2026quasi 0,95quasi 0,84 a trattiKeystone-ATS
21 ottobre 20260,92530,8245BNS
22 ottobre 2026, primo pomeriggiomeno di 0,920,82Keystone-ATS

Questi corsi indicano quanti franchi servono per un euro o per un dollaro. Più la cifra scende, più il franco è forte. Le rilevazioni di Keystone-ATS sono arrotondate e puntuali: non dicono nulla dell'andamento dei giorni successivi.

Perché il franco si era indebolito, e poi si è ripreso

La leggera debolezza del franco qualche settimana prima era dovuta soprattutto al differenziale dei tassi d'interesse. La BNS ha potuto mantenere il tasso guida a zero grazie a un'inflazione durevolmente bassa. La Banca centrale europea (BCE) e la Riserva federale americana (Fed) avevano invece alzato di recente i loro tassi.

Il clima si è poi capovolto in poco tempo. I mercati si preoccupano del debito elevato e in costante aumento della Francia, dell'incertezza politica, dei disordini e delle elezioni presidenziali del prossimo anno. Già il 19 ottobre 2026 l'euro cedeva lo 0,28% sul dollaro a metà giornata, penalizzato dalle tensioni in Francia.

I rendimenti dei titoli di Stato francesi superano ormai quelli della Grecia o dell'Italia. A dieci anni, il loro differenziale con i titoli tedeschi raggiunge poco meno di 1,7 punti percentuali. È il livello più alto da 15 anni, secondo Keystone-ATS.

Che cosa ne dicono le banche svizzere

Per la banca Valiant, citata da Keystone-ATS, le proteste in Francia non ispirano grande fiducia. A pesare non sono tanto le immagini dei disordini quanto il costo delle rivendicazioni. La banca ritiene ragionevole attendersi nuovi afflussi verso il franco.

La banca privata UBP traccia un parallelo con la crisi del debito dell'eurozona. Secondo l'istituto, la coppia euro-franco funge sempre più da barometro dei rischi nell'eurozona. I suoi analisti vedono rischi di ribasso persistenti nelle prossime settimane, e più marcati con l'avvicinarsi del 2027. A medio termine sarebbe persino possibile un corso di poco meno di 0,90 franchi per un euro. Si tratta di un'ipotesi di una banca, non di una constatazione.

Che cosa comporta per gli esportatori e per i tassi

Un franco più forte riduce il valore, una volta convertito in franchi, delle vendite realizzate in euro. 2clics aveva già rilevato questo effetto a proposito delle vendite di Givaudan sui nove mesi. Nessuna fonte quantifica tuttavia l'effetto del rialzo di ottobre sulle imprese svizzere.

Il commercio estero esce da un periodo contrastato. Secondo l'Ufficio federale della dogana e della sicurezza dei confini (UDSC), le esportazioni svizzere di settembre sono cresciute dell'1,5%, a 23,2 miliardi di franchi. Per l'orologeria, l'analista di Vontobel Jean-Philippe Bertschy osservava che i disordini in Francia e in Italia aggiungono incertezza. Insieme, questi due mercati costituiscono la seconda destinazione d'esportazione del settore.

Sul fronte dei tassi, il 21 ottobre 2026 il sito della BNS indicava un tasso guida dello 0,00%. Lo stesso giorno il rendimento delle obbligazioni della Confederazione si attestava allo 0,553%. Il resoconto non dice nulla della prossima decisione: per seguire il tema, 2clics raccoglie i suoi articoli su la BNS e i tassi.

Che cosa non si sa ancora

  • Se la BNS sia intervenuta sul mercato dei cambi dal 24 settembre 2026: nessuna delle fonti lo precisa.
  • Se cambierebbe idea di fronte a un franco più forte: il resoconto riguarda una decisione presa prima del rialzo di ottobre.
  • L'effetto concreto sulle imprese esportatrici: non è ancora stato misurato.
  • L'andamento dell'euro: la soglia di 0,90 franchi evocata da UBP resta una proiezione, senza garanzie.

Fonti