Due fornitori tecnologici svizzeri hanno pubblicato i loro dati martedì 20 ottobre 2026. Per Comet, il fatturato del terzo trimestre 2026 è balzato del 51,9% su base annua, trainato dalla ripresa dei semiconduttori. Huber+Suhner registra dal canto suo un aumento dell'11,3% delle vendite nei primi nove mesi dell'anno e conferma i suoi obiettivi annuali. Le due crescite non dipendono tuttavia dagli stessi motori.

Comet trainata dalla ripresa dei semiconduttori

Lo specialista friburghese dei raggi X e delle radiofrequenze ha realizzato un fatturato di 155,6 milioni di franchi nel terzo trimestre 2026, in aumento del 51,9% rispetto allo stesso periodo del 2025, secondo i dati riportati da Keystone-ATS e ripresi da swissinfo.ch. Nei primi nove mesi dell'anno, le vendite sono cresciute del 20% (24,3% a tassi di cambio costanti), raggiungendo 395,5 milioni di franchi.

Nel suo comunicato, Comet ritiene che questi risultati «confermano la dinamica di crescita osservata nel primo semestre». L'azienda attribuisce questa performance innanzitutto alla sua divisione Plasma Control Technologies (PCT), dove la domanda di prodotti consolidati è rimasta elevata e dove la piattaforma ad alta frequenza Synertia ha continuato a guadagnare terreno.

Anche la divisione Industrial X-Ray Modules (IXM) ha registrato una netta crescita dei ricavi. Secondo Comet, ha beneficiato della sua posizione nell'aeronautica, nella sicurezza e nella difesa, nonché dell'estensione del suo portafoglio verso mercati in forte crescita come i semiconduttori e le batterie. Solo la divisione X-Ray Systems (IXS) ha visto il suo fatturato diminuire leggermente, a fronte di un trimestre di confronto che l'azienda definisce «eccellente».

Ordinativi in fortissimo aumento

Il dato più sorprendente riguarda gli ordini in entrata: sono aumentati del 170% nel terzo trimestre, a 275,6 milioni di franchi, un importo nettamente superiore alle vendite del periodo. Per la direzione, questo livello «eccezionalmente elevato» sottolinea la fiducia dei clienti nelle prospettive di crescita a lungo termine del settore e rafforza le basi dell'attività per i prossimi trimestri. Si tratta di una valutazione dell'azienda: gli ordini registrati diventano fatturato solo man mano che vengono effettuate le consegne.

Per l'intero 2026, Comet si dice solo «parzialmente colpita» dalle tensioni geopolitiche. I possibili effetti indiretti, come l'aumento dei costi di trasporto, logistica, energia e materie prime o requisiti normativi più severi, sono gestiti, secondo la direzione, con misure mirate e una diversificazione regionale. La fonte consultata non menziona alcun obiettivo quantificato per l'esercizio.

Huber+Suhner: vendite in aumento, ordini stabili

Da gennaio a fine settembre 2026, le vendite dello specialista appenzellese della connettività sono aumentate dell'11,3% a 734,1 milioni di franchi rispetto allo stesso periodo del 2025, secondo il comunicato riportato da AWP e Allnews. Al netto degli effetti di cambio, del prezzo del rame e degli effetti di portafoglio, la crescita si attesta al 10,6%. L'unità Ingun, acquisita di recente, ha contribuito ai dati per un solo mese.

L'azienda cita come motori la solidità del suo segmento industria e una ripresa nel settore dei trasporti. Gli ordini in entrata sono invece calati dello 0,8% su base annua, a 811,9 milioni di franchi. Il rapporto ordini/fatturato netto si attesta a 1,11 a fine settembre, il che significa che gli ordini restano superiori alle vendite fatturate.

Sia le vendite sia gli ordini superano il consenso degli analisti consultati da AWP, che prevedevano 701 milioni di franchi di vendite e 792 milioni di ordini in entrata. Per l'esercizio 2026, Huber+Suhner mantiene il suo obiettivo di crescita organica delle vendite di almeno il 10% e un margine operativo compreso tra il 10,5% e il 12,0%, ossia la metà superiore della sua forchetta obiettivo a medio termine (dal 9% al 12%). L'azienda precisa che questi obiettivi presuppongono l'assenza di un impatto significativo dell'inflazione, dei tassi di cambio, della congiuntura e dei conflitti geopolitici.

Cosa dicono questi dati del ciclo dei semiconduttori in Svizzera

Lette insieme, queste due pubblicazioni invitano a una lettura prudente. Comet è direttamente esposta al ciclo dei chip: secondo l'agenzia Keystone-SDA, la sua crescita è trainata dalla ripresa del settore dei semiconduttori, mentre l'azienda dal canto suo mette in evidenza le sue divisioni PCT e IXM. Per Huber+Suhner, la fonte consultata non menziona i semiconduttori; la crescita è attribuita all'industria e ai trasporti, e gli ordini sono stabili piuttosto che in forte aumento.

Questi dati non permettono quindi di concludere a una ripresa generalizzata tra i fornitori tecnologici svizzeri. Mostrano un rimbalzo marcato laddove l'esposizione ai chip è diretta, e una crescita più regolare altrove. Le due società segnalano peraltro incertezze simili, a cominciare dalle tensioni geopolitiche. Il seguito dipenderà in particolare dalla conversione degli ordini di Comet in vendite nei prossimi trimestri.

Fonti

  • SWI swissinfo.ch: «Swiss semiconductor firm Comet sales boosted by chip demand»
  • Allnews: «Huber+Suhner affiche des ventes trimestrielles en croissance»