Lindt & Sprüngli cambia capitano in piena tempesta. Il consiglio di amministrazione del cioccolatiere di Kilchberg (ZH) ha annunciato lunedì, prima dell'apertura della Borsa, la partenza con effetto immediato del suo direttore generale Adalbert Lechner, 65 anni, dopo 33 anni di carriera nell'azienda. Anche Michal Spiller, 48 anni, responsabile della Germania – il mercato europeo più importante del gruppo – lascia la società, dopo 23 anni in azienda.
La direzione operativa passa ad interim a Dieter Weisskopf, 71 anni, predecessore di Adalbert Lechner alla carica di CEO e attuale vicepresidente del consiglio di amministrazione. Secondo Allnews, l'interim dovrebbe durare fino all'arrivo di un nuovo capo titolare, auspicato per il secondo trimestre dell'anno prossimo; PME parla dell'inizio della prossima estate.
Ragioni a mezza bocca
Il consiglio non ha precisato pubblicamente rimproveri specifici. Interpellato in conferenza stampa lunedì mattina, Dieter Weisskopf si è limitato a dichiarare che «la fiducia ha costituito un fattore determinante in questo avvicendamento». L'obiettivo dichiarato è riportare il gruppo su un percorso di crescita solida e cogliere le opportunità su tutti i suoi mercati. Il motivo esatto dell'estromissione di Michal Spiller non è specificato.
Il contesto, invece, è documentato. Lindt & Sprüngli ha rivisto al ribasso il suo obiettivo di fatturato due volte quest'anno. Fissata tra il 6 e l'8% a inizio anno, la crescita attesa era stata ridotta tra il 4 e il 6% ancora prima della fine del primo trimestre, poi a una forbice che va dalla stagnazione al +2% su base annua, tuttora in vigore. L'ambizione di crescita si è così fortemente ridimensionata in pochi mesi.
Lindt di fronte ai limiti della strategia dei prezzi
Al centro del problema c'è la politica tariffaria. L'impennata dei prezzi del cacao è stata trasferita sui listini nel 2025, il che da allora pesa sui volumi venduti, riferisce Allnews, mentre l'effetto prezzo si sta ormai attenuando nella base di confronto. Secondo PME, i prezzi sono aumentati dal 40 al 50% sull'intero assortimento negli ultimi anni. Per molti consumatori, in maggioranza fuori dalla Svizzera, è stato superato un limite: quest'anno le vendite sono calate sensibilmente, proprio sul mercato europeo.
«L'azienda ha esagerato con gli aumenti di prezzo», ritiene Matthias Geissbühler, responsabile degli investimenti di Raiffeisen, citato da PME. All'assemblea generale di aprile 2026, alcuni azionisti si erano già preoccupati dell'invenduto di Lindt nei supermercati tedeschi. Quest'estate il gruppo ha operato un cambiamento di strategia, con riduzioni di prezzo puntuali e confezioni più piccole per prodotti noti, al fine di abbassare la soglia d'ingresso per la clientela. Campagne promozionali e lanci di nuovi prodotti dovranno completare il dispositivo.
L'esercizio resta delicato per un marchio di cioccolato svizzero posizionato nella fascia alta. «Non si possono abbassare troppo i prezzi, altrimenti i margini sono ancora più sotto pressione e i clienti non percepiscono più i prodotti come premium», riassume Matthias Geissbühler.
La Borsa reagisce senza entusiasmo
Il mercato non ha accolto con favore il cambiamento. Alle 12:34 di lunedì, il buono di partecipazione Lindt & Sprüngli arretrava del 2,1% a 8240 franchi, fanalino di coda di uno SLI in calo dello 0,39%, secondo Allnews. Il calo del titolo non è cosa recente: l'azione nominativa, la più cara della Svizzera, aveva raggiunto un massimo storico di quasi 135'000 franchi nell'estate 2025. Oggi quota attorno agli 86'000 franchi, dopo aver perso circa 20'000 franchi dall'assemblea generale di aprile, indica PME.
Per Matthias Geissbühler, questa cautela si spiega: «In quanto membro del consiglio di amministrazione, Dieter Weisskopf ha sostenuto la strategia precedente. Per questo il colpo liberatorio in Borsa si fa attendere. Adalbert Lechner è ora il fusibile che deve saltare.»
Il presidente Ernst Tanner sotto pressione
Il rimpasto pone anche il presidente Ernst Tanner, 80 anni, al centro delle critiche. Alla testa del consiglio di amministrazione da 32 anni, e CEO fino al 2016, ha accompagnato la trasformazione di Lindt & Sprüngli in un gigante mondiale del cioccolato premium. Ma secondo PME, sempre più voci tra gli analisti chiedono sangue nuovo. «Anche il consiglio di amministrazione dovrebbe essere sottoposto a un esame», commenta la banca Vontobel.
Le letture convergono su un punto: il consiglio avrebbe tardato. Jean-Philippe Bertschy, analista della Banca cantonale di Zurigo, ritiene il consiglio di amministrazione colpevole di aver aspettato troppo prima di agire e auspica cambiamenti già dalla prossima primavera. I pareri divergono maggiormente sul seguito. Gli esperti di Jefferies si interrogano sul costo delle campagne promozionali annunciate e temono che questo investimento nella crescita freni i margini a medio termine. Anche Matthias Geissbühler si attende margini sotto pressione nei prossimi mesi, malgrado il cambio al vertice.
Che cosa attende la nuova direzione
Parte della difficoltà dipende dalla struttura dei costi. Negli ultimi anni Lindt & Sprüngli ha esteso massicciamente la propria rete di negozi, il che appesantisce i costi fissi della strategia premium. Secondo PME, è ormai l'ora di ridurre i costi, e la soppressione del weekend sugli sci del personale o della festa di Natale non basterà.
Le fonti non precisano per ora se siano previste misure che tocchino l'occupazione, in Svizzera o altrove. Per Dieter Weisskopf, il margine di manovra è stretto: rilanciare i volumi senza intaccare ulteriormente la redditività né l'immagine di fascia alta del marchio, fino all'arrivo di un successore l'anno prossimo.




