L'Europa investe nettamente meno degli Stati Uniti nell'intelligenza artificiale, ma si sta affermando come un polo importante delle applicazioni di IA. È la conclusione di un nuovo rapporto delle società di consulenza McKinsey e Boardwave, ripreso da Fintechnews Switzerland. Si tratta di un'analisi di società di consulenza, basata su dati raccolti da giugno ad agosto 2026 e su interviste a esperti, non di una constatazione ufficiale.
Un marcato ritardo negli investimenti
Il punto di partenza del rapporto è un deficit di capitale di rischio. Tra gennaio 2025 e giugno 2026, l'Europa ha raccolto solo il 10% degli 835 miliardi di euro investiti nel mondo, contro il 71% del Nord America e il 16% dell'Asia. Nel cosiddetto livello fondamentale, quello delle piattaforme e delle infrastrutture, il finanziamento europeo rappresenta solo il 4% del livello statunitense. Il capitale vi si concentra sui grandi laboratori americani: Anthropic, OpenAI e xAI hanno raccolto 229 miliardi di euro nel primo semestre 2026, ossia l'85% del finanziamento statunitense di questo livello.
La rimonta si gioca nelle applicazioni
Il quadro cambia nel livello applicativo, dove le giovani imprese europee sviluppano software specializzati, in grado di funzionare nei sistemi esistenti delle aziende e di automatizzare compiti complessi. Nel 2018 il finanziamento europeo delle applicazioni di IA rappresentava solo l'11% del livello statunitense; nel primo semestre 2026 ne raggiungeva il 44%, ossia 6,8 miliardi di euro. Questo importo equivale al totale del 2024 e, secondo il rapporto, mette il 2026 nella posizione di superare gli 8,1 miliardi di euro raccolti nell'intero 2025.
La cosiddetta IA verticale, specifica di un settore, avanza in modo particolare: nel primo semestre 2026 le start-up europee di questo segmento hanno raccolto l'equivalente del 67% dei fondi ottenuti dalle loro omologhe americane, contro il 9% nel 2018. Gli importi restano una frazione del finanziamento mondiale dell'IA, ma il rapporto vi vede un cambiamento strutturale positivo, che coincide con l'emergere di attori come Helsing, Legora, Lovable o Wayve. Fondate in media appena cinque anni fa, queste aziende figurano già tra le prime 100 società tecnologiche europee per valutazione.
Sei settori concentrano questi investimenti: industria, energia e clima; difesa e sicurezza; trasporti, mobilità e logistica; diritto e conformità; sanità e scienze della vita; servizi finanziari e assicurazioni. Il rapporto lo spiega con il peso dei grandi gruppi affermati, degli ecosistemi di ricerca a essi legati e di una regolamentazione rigorosa. Tra i maggiori round di finanziamento nel 2025 e nel primo semestre 2026 figurano Helsing (1,7 miliardi di euro, il 21% del finanziamento per difesa e sicurezza) e Wayve (circa 1,1 miliardi di euro, il 17% del segmento trasporti, mobilità e logistica).
Talenti, ricerca e grandi aziende
Emergono tre motori. Anzitutto i talenti: secondo il think tank Europe Interface, nel 2025 si è registrato per la prima volta da anni un flusso netto di professionisti della tecnologia e dell'IA dagli Stati Uniti verso l'Europa. Secondo McKinsey, il divario salariale transatlantico si sta riducendo: i principali laboratori europei offrono retribuzioni da 300'000 a 500'000 euro per i migliori profili di ricerca e ingegneria.
Poi la ricerca: dal 2015 gli spin-off universitari rappresentano il 33% delle nuove start-up deeptech in Europa, secondo un rapporto 2026 di Dealroom, Lake Star e Walden Catalyst. L'Europa ospita il 30% delle migliori università nelle discipline deeptech, tra cui Oxford, Cambridge e l'ETH di Zurigo.
Infine le grandi aziende, che aprono alle start-up i loro flussi di lavoro, i loro dati proprietari e i loro canali di distribuzione. Secondo McKinsey, nel primo semestre 2026 il valore dei round di finanziamento europei nelle applicazioni di IA con almeno un investitore proveniente da un'azienda raggiungeva il 39% del livello statunitense, contro il 14% nel 2018. Le autorità pubbliche sostengono queste collaborazioni: l'EU AI Champions Initiative, lanciata nel 2025, ha presentato 18 partenariati tra grandi gruppi e scale-up, tra cui Allianz con Parloa e Deutsche Telekom con PhysicsX, sbloccando 1 miliardo di euro di co-investimenti.
Che cosa può significare per le aziende svizzere
Il rapporto, così come lo presenta Fintechnews Switzerland, non tratta specificamente della Svizzera, a parte la menzione dell'ETH di Zurigo. Offre tuttavia una chiave di lettura alle aziende svizzere che adottano l'IA: il valore si crea sempre più in strumenti specializzati per professione, costruiti a contatto con i processi e i dati delle aziende utilizzatrici. Tra i settori citati figurano la finanza, la sanità e l'industria. Una domanda resta aperta: le aziende del Paese vorranno assumere questo ruolo di partner, aprendo i loro flussi di lavoro e i loro dati a giovani imprese, come il rapporto descrive su scala europea?
Fonti: «Europe Emerges as Global Hub for AI Applications», Fintechnews Switzerland, 12 ottobre 2026, sulla base di un rapporto di McKinsey e Boardwave.




