Il Tribunale amministrativo federale (TAF) ha accolto il ricorso di Swisscom nella controversia che la opponeva alla Commissione della concorrenza (COMCO) in merito alla costruzione della sua rete in fibra ottica. Annulla la decisione dell’autorità della concorrenza, compresa la multa di 18 milioni di franchi pronunciata nel dicembre 2023. L’operatore ha reso pubblica la sentenza il 13 ottobre 2026; swissinfo.ch, riprendendo un dispaccio di Keystone-ATS, l’ha rilanciata il giorno seguente.

Una controversia aperta nel 2020

La disputa riguarda l’architettura della rete. Nel 2020 Swisscom aveva introdotto per l’ampliamento della fibra una topologia detta punto-multipunto (P2MP): una linea di alimentazione viene posata fino al pozzetto dei cavi nella strada, dove il segnale viene poi ripartito tra le economie domestiche. Conseguenza rilevata da swissinfo.ch: con questo sistema i concorrenti non possono più noleggiare linee da un capo all’altro.

Nel dicembre 2020 la COMCO ha aperto un’inchiesta su questa architettura. Parallelamente ha ordinato misure cautelari che vietavano, in larga misura, la messa in servizio di nuovi allacciamenti P2MP, frenando così la posa come Swisscom l’aveva concepita. Nel dicembre 2023 la commissione ha concluso che l’operatore aveva abusato della sua posizione dominante e gli ha inflitto la multa di 18 milioni di franchi. Swisscom ha impugnato questa decisione davanti al TAF.

Nessuna posizione dominante sul mercato considerato

Il ragionamento del tribunale verte anzitutto sul mercato. Secondo il TAF, Swisscom non occupa una posizione dominante sul mercato così come la COMCO l’ha delimitato. Ora, l’abuso di una posizione dominante presuppone di detenerne una: senza di essa, l’impresa non può aver violato la legge sui cartelli. La COMCO ha dunque ammesso a torto una violazione del diritto della concorrenza, riassume swissinfo.ch.

Il TAF ne trae due conseguenze, secondo il comunicato di Swisscom: l’architettura P2MP inizialmente attuata non viola il diritto della concorrenza, e le condizioni richieste per le misure imposte dalla COMCO non sono soddisfatte.

Due letture della stessa rete

Il caso contrappone due valutazioni di una stessa infrastruttura. Per Swisscom la topologia P2MP, ora convalidata dal TAF, è «una soluzione orientata al futuro»: permetterebbe una posa rapida ed economica degli allacciamenti in fibra ottica in tutta la Svizzera. L’operatore aggiunge che questa architettura predomina nella maggior parte dei Paesi europei per la posa dell’FTTH, la fibra fino all’abitazione. Si tratta dell’argomentazione dell’impresa, che precisa essa stessa che i suoi concorrenti possono definire i mercati in modo diverso.

Nel 2023 la COMCO aveva invece concluso che Swisscom aveva abusato della sua posizione dominante. Le fonti consultate non riferiscono reazioni della COMCO né degli altri operatori alla sentenza del TAF.

Una sentenza non ancora definitiva

La sentenza può essere impugnata davanti al Tribunale federale, come rilevano entrambe le fonti. Esse non indicano se la COMCO intenda adire l’alta corte. La controversia potrebbe quindi conoscere ancora un nuovo capitolo.

Sul terreno, nell’immediato non cambia nulla. Indipendentemente dalla decisione del TAF, Swisscom indica di proseguire l’ampliamento della sua rete, e i nuovi allacciamenti sono per il momento realizzati secondo l’architettura punto-punto (P2P) imposta dalla decisione della COMCO. L’operatore dice di voler esaminare la sentenza in dettaglio e analizzarne le eventuali ripercussioni sul seguito della posa. Non precisa se intenda tornare alla topologia P2MP, né entro quali tempi.

Quale effetto per i conti, le economie domestiche e la concorrenza

Sul piano finanziario, Swisscom indica che le sue prospettive per l’esercizio 2026 restano invariate. L’annullamento della multa di 18 milioni di franchi non porta dunque l’impresa a rivedere le sue previsioni, il che rientra in una proiezione della direzione e non in un risultato constatato.

Per le economie domestiche e le imprese, la posta in gioco riguarda meno l’importo della multa che il modo in cui la fibra arriva fino a loro. Swisscom afferma di voler allacciare il maggior numero possibile di economie domestiche e imprese e presenta le infrastrutture digitali moderne come una condizione della competitività e della capacità d’innovazione del Paese. Per gli operatori concorrenti, la questione resta quella dell’accesso alle linee: un eventuale ritorno al P2MP li priverebbe di nuovo della possibilità di noleggiare linee da un capo all’altro. Finché la sentenza non è definitiva e Swisscom non ha reso note le sue scelte tecniche, l’equilibrio tra rapidità della posa e apertura della rete alla concorrenza resta una questione aperta.

Fonti