Per Jens Fehlinger, CEO di Swiss International Air Lines (SWISS), l'instabilità geopolitica non è più un incidente di percorso, ma una componente duratura dell'operatività. In un'intervista concessa al sito Persönlich e ripresa il 14 ottobre 2026 da swissinfo.ch, il dirigente descrive una compagnia confrontata con rotte più lunghe, costi d'esercizio in aumento e una gestione dei voli sempre più complessa. Diverse crisi, afferma, si sovrappongono e si rafforzano a vicenda.

Crisi più ravvicinate, secondo la direzione

«In passato, una perturbazione importante si verificava all'incirca ogni sette anni» (tradotto dall'inglese), ricorda il dirigente, citando la SARS, la crisi finanziaria e la pandemia. Oggi le situazioni d'emergenza sarebbero più frequenti, «come dimostra il numero crescente di unità operative e di cellule di crisi attivate dalla compagnia» (tradotto dall'inglese).

Questa affermazione va letta per ciò che è: una valutazione della direzione, basata su un indicatore interno di cui l'intervista non precisa né il livello né l'evoluzione. Il ritmo di una crisi all'incirca ogni sette anni è un ordine di grandezza avanzato dal dirigente, non una serie statistica pubblicata.

Ciò che è osservabile: tragitti più lunghi

L'effetto più visibile deriva dal conflitto in Medio Oriente. La chiusura di diversi spazi aerei obbliga SWISS, filiale del gruppo Lufthansa, ad adattare costantemente i propri itinerari e a percorrere distanze più lunghe. Per raggiungere l'Asia, la compagnia può attualmente contare soltanto su due corridoi aerei, oppure sulla rotta che passa per il Polo Nord.

La chiusura degli spazi aerei russo e ucraino complica ulteriormente la situazione, con tempi di volo più lunghi e disagi per i passeggeri. L'intervista non quantifica tuttavia né i minuti di volo supplementari né i chilometri aggiunti: l'entità esatta della deviazione resta quindi difficile da misurare dall'esterno.

Il carburante, tra constatazione e previsione

A questi vincoli operativi si aggiunge l'aumento dei prezzi del petrolio, che si ripercuote direttamente sul cherosene. «Dopo lo scoppio della guerra, il costo del carburante è temporaneamente quasi raddoppiato» (tradotto dall'inglese), indica Jens Fehlinger. La parola «temporaneamente» conta: si tratta di un picco, non di un livello stabilmente acquisito, e l'intervista non dice dove si situi oggi questo costo rispetto al livello prebellico.

Occorre inoltre distinguere due momenti. Le conseguenze sono già visibili nei risultati semestrali: è una constatazione. Che continuino a pesare sensibilmente sui conti annuali rientra invece nelle previsioni attuali della compagnia, e non in un risultato pubblicato. L'intervista non fornisce alcuna cifra sull'entità di questo impatto, né su un'eventuale ripercussione di questi costi supplementari sulle tariffe.

Il meteo, altra fonte di perturbazioni

Gli eventi meteorologici estremi costituiscono un'altra sfida. Quest'estate, temperature particolarmente elevate si sono sommate a frequenti temporali violenti e ad altre condizioni sfavorevoli. «Quando il maltempo rende inutilizzabile una parte dello spazio aereo o perturba l'operatività di un aeroporto, gli effetti possono propagarsi rapidamente all'intero sistema del trasporto aereo» (tradotto dall'inglese), spiega il dirigente. Per i viaggiatori, ciò si traduce in ritardi e complicazioni nella gestione dei voli.

Zurigo: uno statu quo giudicato insufficiente

Il dirigente di 46 anni, ex quadro di Lufthansa, si è espresso anche sulle restrizioni d'esercizio all'aeroporto di Zurigo. Si dice soddisfatto della decisione del Gran Consiglio zurighese di non inasprire ulteriormente le regole sui voli notturni, pur giudicandola insufficiente: «Non è un passo indietro, ma non è nemmeno un passo avanti» (tradotto dall'inglese).

Secondo lui, Zurigo figura tra gli aeroporti europei più limitati in materia di orari d'esercizio e di vincoli normativi. Auspica un dibattito più ampio sulla competitività dello scalo e sulle condizioni della sua crescita: «Se Zurigo deve restare un hub forte in futuro e svilupparsi in funzione della domanda, abbiamo bisogno di condizioni quadro affidabili; non possiamo continuare a imporre nuove restrizioni» (tradotto dall'inglese). Un aeroporto efficiente è a suo avviso indispensabile per i collegamenti internazionali della Svizzera e per la competitività dell'economia nazionale. Si tratta della posizione di un operatore: la decisione del Gran Consiglio mostra che il quadro dei voli notturni resta una scelta politica, e l'intervista non riporta altri punti di vista sulla questione.

Autonomia all'interno del gruppo Lufthansa

Nonostante queste difficoltà, SWISS intende restare «una compagnia forte e indipendente» (tradotto dall'inglese). La cooperazione con la casa madre Lufthansa proseguirà laddove può generare sinergie e benefici concreti, in particolare per i sistemi di prenotazione e l'approvvigionamento di carburante, proprio una delle voci più esposte alle tensioni attuali.

Per la compagnia come per i suoi clienti, il messaggio è soprattutto quello di una pianificazione più incerta: itinerari che cambiano al ritmo delle chiusure degli spazi aerei, una voce carburante volatile e perturbazioni meteorologiche che si propagano rapidamente. Resta il fatto che la sostanza di questa diagnosi poggia sulle dichiarazioni della direzione; le cifre che permetterebbero di misurarne l'entità dovranno venire dai prossimi conti.

Fonti