Secondo un rapporto di Castle Labs ripreso dal Journal du Coin, la capitalizzazione degli asset del mondo reale tokenizzati su Solana raggiunge 4,3 miliardi di dollari, contro circa 700 milioni dodici mesi prima. Nello stesso periodo, Ethereum è passato da 15,5 a 16,6 miliardi. Il rapporto tra Solana ed Ethereum sale così dal 4,5% al 26%. Cifre spettacolari, che meritano di essere lette con attenzione.

Che cosa comprende la tokenizzazione di asset reali

Si parla di RWA, ossia asset del mondo reale. Il principio: rappresentare su una blockchain un asset che esiste al di fuori di essa, sotto forma di token. Il Journal du Coin ricorda che la categoria è ampia: comprende tanto titoli del Tesoro tokenizzati quanto credito privato o azioni americane. Il token non sostituisce l’asset sottostante; ne è una rappresentazione, il cui valore dipende da tale asset e dall’entità che lo emette e lo custodisce.

Solana: da dove viene la spinta

Secondo Castle Labs, il balzo è dovuto anzitutto a una manciata di implementazioni istituzionali. BlackRock ha portato il suo fondo monetario BUIDL su Solana tramite Securitize. Franklin Templeton vi fa girare BENJI, e Apollo vi ha quotato il suo fondo di credito ACRED. Ondo Finance vi distribuisce inoltre USDY e OUSG.

Le azioni tokenizzate hanno fatto il resto. La gamma xStocks di Backed Finance è partita con una sessantina di titoli ed ETF americani, distribuita da Kraken e Bybit prima di arrivare su Jupiter e Raydium. Il Journal du Coin avanza una spiegazione tecnica: commissioni inferiori al centesimo e blocchi prodotti ogni 400 millisecondi rendono sfruttabile questo tipo di mercato, mentre Ethereum fattura ancora diversi dollari per transazione quando la rete è satura.

Un caso va considerato a parte. Secondo il Journal du Coin, l’anno scorso R3 ha annunciato l’avvicinamento della sua piattaforma Corda a Solana, con in gioco oltre 10 miliardi di dollari di asset regolamentati gestiti per un centinaio di istituti finanziari. Si tratta dell’annuncio di una partnership, non di asset già conteggiati sulla rete: le fonti non precisano quale parte di questi importi figuri nei 4,3 miliardi.

Che cosa misurano davvero queste cifre

Primo punto: il 26% non è una quota di mercato globale. Rapporta il valore tokenizzato su Solana a quello di Ethereum. Ethereum mantiene la parte essenziale dello stock, e la sua crescita annua raggiunge il 7%, secondo il rapporto.

Secondo punto: la crescita relativa è tanto più forte quanto più piccola è la base di partenza. In valore assoluto, Solana ha aggiunto 3,6 miliardi di dollari di asset tokenizzati in un anno, mentre Ethereum ne guadagnava 1,1. Il divario tra le due reti è sceso da 14,8 a 12,3 miliardi. Resta quindi nettamente a favore di Ethereum.

Terzo punto: una capitalizzazione misura il valore degli asset rappresentati, non il loro utilizzo. Le fonti non dicono nulla del numero di detentori né dei volumi scambiati su questi token. Non illustrano nemmeno il metodo di Castle Labs.

Ricavi di altra natura

Il rapporto affronta un secondo aspetto: le applicazioni di Solana avrebbero generato 193,1 milioni di dollari di ricavi in trenta giorni, davanti a Hyperliquid (86,5 milioni) ed Ethereum (53,8 milioni). Il Journal du Coin sottolinea che la parte essenziale proviene dai terminali di esecuzione come Axiom o Photon e dai launcher di memecoin. Questi introiti sono ciclici: salgono e scendono con l’appetito del mercato per i token di breve termine.

Gli asset tokenizzati rispondono a un’altra temporalità, quella dei mandati di gestione che, secondo la testata, si ritirano con la stessa lentezza con cui arrivano. Mescolare i due indicatori sarebbe fuorviante: uno misura uno stock di asset, l’altro un flusso di commissioni molto dipendente dalla speculazione.

I limiti

Queste cifre descrivono un’adozione da parte di emittenti istituzionali, non un rendimento per chi acquista token. Una capitalizzazione in crescita non dice nulla della performance futura di un asset, e la tokenizzazione aggiunge rischi propri: dipendenza dall’emittente, dal depositario e dalla rete. Il Journal du Coin ritiene che il trio di testa potrebbe cambiare nei prossimi mesi; è un’ipotesi, non una constatazione. Infine, il tutto si basa su un unico studio, quello di Castle Labs, ripreso da un’unica testata.

Fonti

  • Journal du Coin: «Tokenisation sur Solana : Les RWA passent de 700 millions à 4,3 milliards de dollars en un an»