Tether segna una nuova tappa in America latina. L’emittente di USDT ha annunciato un investimento nel round di finanziamento seed di EFY Finance, una fintech specializzata in infrastrutture finanziarie. L’obiettivo dichiarato: sviluppare gli usi professionali di USDT e USAT collegando questi dollari digitali ai conti bancari e alle reti di pagamento locali. L’importo investito non è stato comunicato, riferisce Journal du Coin.
Una precisazione utile: si tratta di una partecipazione a una raccolta di fondi, non del lancio di un prodotto né di un partenariato commerciale annunciato come tale. Tether investe in una giovane azienda la cui attività serve la propria strategia.
Che cosa fa EFY Finance
Secondo il comunicato citato da Journal du Coin, EFY offre pagamenti transfrontalieri, conti e servizi di custodia di asset digitali. La sua offerta comprende anche la conversione tra valute tradizionali e stablecoin, transazioni over-the-counter, portafogli e carte.
La fintech dichiara oltre 25’000 conti attivi, tra privati e imprese, e regolamenti verso conti locali in 17 Paesi, sempre secondo la stessa fonte. Dispone di una licenza di fornitore di servizi su asset digitali in El Salvador ed è presente in Bolivia, Colombia, Messico, El Salvador, Panama ed Ecuador. Per Tether, questa rete funge da punto d’appoggio per spingere l’uso istituzionale delle sue due stablecoin.
Il vero collo di bottiglia: l’uscita verso il conto locale
La scelta di EFY non è casuale. Per un’azienda, inviare token risolve solo una parte del pagamento. Occorre ancora convertire i fondi, identificare il beneficiario, documentare l’operazione e permettere al destinatario di ricevere una valuta utilizzabile sul proprio conto locale.
In altre parole, un trasferimento lampo sulla blockchain non garantisce un regolamento completo altrettanto rapido. Tempi e costi dipendono dagli intermediari, dai controlli e dalle conversioni necessarie, sottolinea Journal du Coin. È proprio questa articolazione tra cripto e servizi bancari che EFY sostiene di rendere più fluida, ed è lì che Tether piazza la sua puntata.
La logica è coerente per un emittente di stablecoin: un token che circola bene ma si converte male resta confinato alle piattaforme di scambio. Per entrare nella tesoreria di una PMI che paga un fornitore o incassa da un cliente servono conti, conformità e ponti affidabili verso la valuta locale.
Una regione già abituata ai dollari digitali
Il terreno non è vergine. Il rapporto 2024 di Chainalysis, citato da Journal du Coin, stimava che l’America latina avesse ricevuto quasi 415 miliardi di dollari in criptovalute tra luglio 2023 e giugno 2024, ossia il 9,1% dell’attività mondiale analizzata. L’Argentina era in testa con 91,1 miliardi di dollari, davanti al Brasile con 90,3 miliardi.
Nello stesso periodo, sempre secondo Chainalysis, le stablecoin rappresentavano il 61,8% del volume delle transazioni cripto in Argentina, contro il 44,7% a livello mondiale. La società di analisi collegava questa domanda in particolare alla ricerca di una protezione contro l’inflazione e la svalutazione monetaria, e rilevava il peso dei pagamenti transfrontalieri tra imprese in Brasile.
Una riserva è d’obbligo: queste cifre costituiscono un riferimento storico, non una misura del mercato nel 2026. Mostrano tuttavia perché un emittente come Tether guardi a questa regione per ampliare gli usi concreti dei suoi token.
Che cosa bisogna ricordare
L’operazione dice di più sulla strategia di Tether che su EFY stessa. L’emittente cerca di ampliare l’uso delle sue stablecoin nelle operazioni quotidiane delle società: incassare, convertire e regolare fondi in modo affidabile. Per le aziende svizzere che commerciano con l’America latina, la mossa merita di essere seguita, senza pregiudicare il seguito: l’importo resta sconosciuto e i volumi futuri di EFY non sono pubblicati.
Fonti
- Journal du Coin: «Stablecoins : Tether investit dans EFY Finance pour accélérer les paiements en Amérique latine»



