Il 29 ottobre 2026 il Gran Consiglio ginevrino ha adottato, con 78 voti contro 8, una legge che riapre la strada al voto elettronico. Il Cantone di Ginevra si affiderà alla piattaforma della Posta Svizzera e punta allo scrutinio del 6 giugno 2027. Questo ritorno dipende ancora da un'autorizzazione del Consiglio federale, che il Cantone prevede di chiedere all'inizio di gennaio 2027.

Chi decide cosa: il Cantone, poi la Confederazione

Il voto del 29 ottobre 2026 è una decisione cantonale, non ancora un ritorno del voto online. Secondo la rivista informatica ICTjournal, che cita la Tribune de Genève, il Gran Consiglio ha modificato la legge ginevrina sull'esercizio dei diritti politici per consentire questo ritorno.

Il Gran Consiglio è il parlamento cantonale. Secondo il sito ufficiale dello Stato di Ginevra, costituisce uno dei tre poteri del Cantone, insieme al Consiglio di Stato, che è il governo, e al Potere giudiziario. I 78 voti favorevoli rappresentano più di nove voti espressi su dieci (78 su 86).

L'ultima parola spetta al Consiglio federale, il governo svizzero. Secondo ICTjournal, Ginevra prevede di inviargli la propria domanda di autorizzazione all'inizio di gennaio 2027. Il suo stato maggiore è la Cancelleria federale. Sul proprio sito, quest'ultima si presenta come «garante dei diritti popolari» e organizza le votazioni e le elezioni federali insieme ai Cantoni.

Le fonti consultate non precisano quale servizio federale esaminerà la domanda ginevrina, né i criteri applicati. La data del 6 giugno 2027 resta quindi un obiettivo del Cantone.

Calendario del voto elettronico a Ginevra

DataTappaStato
2003Ginevra diventa pioniera del voto elettronicoPassato (ICTjournal)
Maggio 2019Abbandono del sistema cantonale, in particolare per ragioni di bilancioPassato (ICTjournal)
29 ottobre 2026Il Gran Consiglio adotta la modifica di legge, con 78 voti contro 8Acquisito (ICTjournal)
Inizio di gennaio 2027Domanda di autorizzazione al Consiglio federalePrevista (ICTjournal)
6 giugno 2027Primo scrutinio previsto con il voto elettronicoObiettivo, con riserva di autorizzazione (ICTjournal)
24 ottobre 2027Elezioni federali: rinnovo del ParlamentoIn calendario (Cancelleria federale)

Se l'obiettivo di giugno 2027 sarà rispettato, il voto elettronico sarà rimasto sospeso otto anni a Ginevra, da maggio 2019.

Perché la Posta e non un sistema cantonale

La ragione addotta riguarda i costi e i rischi. Secondo il rapporto della commissione parlamentare citato da ICTjournal, Ginevra non dovrà più sostenere da sola i costi di sviluppo e i rischi legati a un proprio sistema.

Ginevra aderirebbe a una piattaforma già in uso altrove. Secondo ICTjournal, la soluzione della Posta è già autorizzata in sei Cantoni, tra cui Neuchâtel, San Gallo e Basilea Città.

Sicurezza del voto elettronico: cosa è pubblico

Secondo ICTjournal, due elementi sono resi pubblici. Il codice sorgente della soluzione della Posta è pubblicato. Il sistema è inoltre sottoposto a regolari test di intrusione pubblici, ossia tentativi di attacco condotti apertamente per mettere alla prova il sistema.

Queste pratiche non equivalgono a un'autorizzazione. Spetta al Consiglio federale concedere o meno il via libera per Ginevra, e le fonti consultate non riportano né l'esito degli ultimi test né le eventuali falle corrette.

Cosa non si sa ancora

  • I tempi di risposta del Consiglio federale e le condizioni che porrà.
  • La cerchia degli elettori interessati: l'intero corpo elettorale ginevrino o solo una parte.
  • Il costo della piattaforma della Posta per il Cantone, che nessuna fonte quantifica.
  • L'eventuale impiego del voto elettronico a Ginevra per le elezioni federali del 24 ottobre 2027.
  • Il nome degli altri tre Cantoni che utilizzano già la piattaforma.

Fonti