Tre anni dopo la fusione tra il gruppo olandese DSM e la casa ginevrina Firmenich, DSM-Firmenich somiglia ormai ben poco al megagruppo immaginato all’inizio. Secondo un reportage di PME, il CEO Dimitri de Vreeze ha ceduto divisioni in tempi record per concentrare l’azienda sui profumi e sugli aromi, la sua attività più redditizia. Ed è in Svizzera, a Satigny (GE), che si concentra questo core business.
Una fusione scossa dalla crisi delle vitamine
La fusione viene ufficialmente conclusa nel maggio 2023. Il piano prevedeva dapprima l’integrazione operativa, poi una pausa, e solo in seguito un esame progressivo del portafoglio. I fatti hanno deciso diversamente, racconta PME: concorrenti cinesi inondano il mercato delle vitamine di prodotti a basso prezzo, i margini crollano, il nuovo gruppo manca a più riprese i suoi obiettivi di utile e il corso dell’azione si orienta al ribasso. La co-CEO Geraldine Matchett, anche direttrice finanziaria, annuncia le dimissioni; Dimitri de Vreeze assume da solo la direzione.
La svolta arriva durante la giornata degli investitori del giugno 2024 a Parigi, dove il dirigente presenta una nuova tabella di marcia e indica le attività che non fanno più parte del core business. Secondo PME, l’annuncio dell’uscita dalla nutrizione animale rassicura gli investitori e mette fine agli avvertimenti sugli utili.
Tre divisioni cedute, poi la nutrizione animale
In tre anni, DSM-Firmenich si separa dall’olio di pesce, dagli estratti di lievito e dall’agrochimica. La vendita della nutrizione animale all’investitore finanziario CVC Capital Partners, in febbraio, per un valore d’impresa di 2,2 miliardi di euro, mette il punto finale. Il gruppo mantiene una partecipazione del 20% per approfittare di un’eventuale ripresa dei prezzi delle vitamine. «Il riallineamento del nostro portafoglio è così concluso», afferma Dimitri de Vreeze, che ritiene di essere «chiaramente in anticipo» sul calendario.
Per condurre questo inventario, il dirigente di 58 anni, veterano di DSM con 35 anni di anzianità, ha suddiviso il conglomerato in 25 sottosegmenti per valutare la redditività e la capacità d’innovazione di ciascuno.
Due letture della megafusione
Il capo presenta la crisi come un acceleratore: ciò che avrebbe richiesto anni in modo sequenziale è stato realizzato in due anni. L’analista di Vontobel Arben Hasanaj guarda in modo più critico al progetto iniziale. «Il portafoglio non si incastrava idealmente fin dall’inizio», giudica, dato che Firmenich era rispettata nella profumeria e DSM molto presente nella nutrizione animale. L’idea di un «One-Stop-Shop» che fornisse al tempo stesso profumi, aromi, vitamine ed enzimi «non ha funzionato nella pratica», secondo lui: i grandi clienti preferiscono fornitori specializzati. Riconosce tuttavia che la separazione dalla nutrizione animale «è stata accolta estremamente bene in borsa».
PME ricorda che Gilles Andrier, allora CEO della rivale Givaudan, figurava tra gli scettici, e che Givaudan è rimasta concentrata sul suo core business, una strategia che la rivista giudica a posteriori quella giusta.
Satigny, il cuore di DSM-Firmenich in Svizzera
La sede ufficiale del gruppo si trova a Kaiseraugst, in Argovia, ma è a Satigny, a una dozzina di minuti di treno da Ginevra, che si trova la sede mondiale della divisione profumi e bellezza. Secondo PME, vi si producono ogni anno più di 60'000 tonnellate di profumo, il che ne fa il più grande stabilimento di questo tipo al mondo. Il sito ospita una biblioteca di oltre 4000 ingredienti, laboratori di applicazione, una lavanderia di prova, un salone da parrucchiere e cabine doccia dove le nuove creazioni vengono testate in condizioni reali, anche in una sala a oltre 40 gradi per un detersivo destinato al mercato indiano.
Il reportage non quantifica gli effetti della ristrutturazione sull’occupazione o sugli investimenti in Svizzera. Mostra invece che l’attività su cui il gruppo si è concentrato, quella dell’industria del profumo, viene sviluppata e testata a Satigny per i grandi gruppi mondiali di beni di consumo, i cui nomi restano confidenziali.
La redditività resta da dimostrare
Con la ristrutturazione presentata come conclusa, resta da dimostrare che le sinergie promesse si concretizzino nel conto economico. Un nuovo programma di risparmi da 100 milioni di euro dovrebbe portare la redditività al livello dei leader del settore: si tratta di un obiettivo della direzione, non ancora di un risultato. Secondo PME, il ritorno al vertice di DSM-Firmenich dipenderà dall’evoluzione della redditività e della generazione di cash flow annunciate.
Fonti
- PME: «DSM-Firmenich: dans les couloirs de la manufacture suisse de parfums»




