L’Autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari (FINMA) pubblica una lista di allerta delle imprese che potrebbero operare senza autorizzazione. Prima di aprire un conto su una piattaforma crypto in Svizzera, consultarla è un primo riflesso. Ma la lista non è né esaustiva né sempre aggiornata: l’assenza di un nome non prova nulla.

La posta in gioco è concreta. Il 23 ottobre 2026, il Journal du Coin ha riferito dell’operazione Confrontation Ghost, condotta da trenta Paesi dal 1° luglio al 30 settembre 2026. Gli inquirenti hanno individuato 39 miliardi di dollari in fondi e criptovalute legati a truffe, spesso potenziate dall’intelligenza artificiale. Queste somme sono tracciate, non ancora sequestrate.

Questa pagina risponde a una sola domanda: come servirsi della lista di allerta per verificare un fornitore crypto. Il quadro generale, dai tipi di token alle autorizzazioni, figura nella nostra pagina FINMA e le criptovalute.

Che cos’è la lista di allerta della FINMA?

La lista di allerta è un avvertimento pubblico tenuto dalla FINMA. Riguarda i fornitori che potrebbero esercitare senza diritto un’attività soggetta ad autorizzazione e alla sua vigilanza. Si consulta liberamente sul sito della FINMA, nella rubrica «FINMA Public», sotto «Avvertimenti».

Diverse attività finanziarie richiedono un’autorizzazione della FINMA. Quando l’autorità riceve indizi che un fornitore opera senza di essa, volontariamente o no, svolge accertamenti. Se il sospetto si conferma, può aprire un procedimento di enforcement e ordinare misure che arrivano fino alla liquidazione dell’impresa.

Il settore crypto è direttamente interessato. Secondo la FINMA, il commercio di valute virtuali, la messa a disposizione di wallet e i servizi di pagamento rientrano nella legge sul riciclaggio di denaro (LRD). Le attività più impegnative, come quelle di una banca, di una società di intermediazione mobiliare o di un sistema di negoziazione TRD (tecnologia di registro distribuito), richiedono un’autorizzazione.

Chi figura sulla lista di allerta e perché?

Un nome entra nella lista in due casi, secondo la FINMA. Il primo: l’impresa o la persona è stata oggetto di un’indagine per attività esercitata senza diritto, ma i sospetti non hanno potuto essere chiariti. Non ha rispettato il suo obbligo di informare la FINMA, oppure ha fornito indicazioni false.

Il secondo caso è più grave. La FINMA iscrive un fornitore anche quando i suoi accertamenti lasciano supporre che esponga gli investitori a un pericolo imminente e considerevole.

La lista non è definitiva. Le imprese interessate ne vengono rimosse non appena la FINMA ha potuto effettuare le verifiche necessarie e gli adeguamenti che ne derivano.

Che cosa significa un’iscrizione sulla lista?

Un’iscrizione non è una condanna. La FINMA precisa che un nome sulla lista non significa necessariamente un’attività illecita. Segnala soprattutto che il fornitore non dispone dell’autorizzazione richiesta.

Per un risparmiatore, il segnale resta serio: la FINMA non ha potuto verificare questo fornitore, per mancanza di risposte affidabili o a causa di un pericolo considerevole. La FINMA invita anche a una particolare vigilanza nei confronti dei fornitori oggetto di una decisione pubblicata secondo l’articolo 34 della legge sulla vigilanza dei mercati finanziari (LFINMA). Queste pubblicazioni riguardano gravi violazioni del diritto in materia di vigilanza.

Che cosa non garantisce la lista di allerta?

La lista ha dei limiti che la FINMA stessa espone. Nulla garantisce che sia esaustiva e completamente aggiornata. Un’impresa che opera senza autorizzazione può quindi non figurarvi, o non ancora.

Conta anche il perimetro dell’autorità. La FINMA può intervenire solo se è competente territorialmente e materialmente, e se esistono indizi concreti di violazione del diritto dei mercati finanziari. Un fornitore che esce da questo ambito di competenza può quindi non figurare mai sulla lista.

Infine, la lista non dice nulla della qualità di un fornitore autorizzato. Un’autorizzazione non elimina il rischio di mercato. La FINMA lo ha ricordato autorizzando il 20 ottobre 2026 il primo ETF bitcoin svizzero aperto al pubblico: il capitale investito può perdere una parte importante del suo valore.

Come verificare una piattaforma crypto prima di investire?

La FINMA raccomanda di informarsi bene prima di investire e di incrociare più liste. Per verificare una piattaforma crypto, alcuni controlli tratti dalle sue pubblicazioni si completano a vicenda.

  • La lista di allerta della FINMA: un nome iscritto invita alla prudenza, un nome assente non basta da solo a rassicurare.
  • La lista degli assoggettati: la FINMA pubblica le società e le persone che dispongono della sua autorizzazione, nella sua rubrica «Istituti autorizzati».
  • L’affiliazione antiriciclaggio: un servizio di wallet o di commercio di criptovalute soggetto alla LRD deve essere affiliato a un organismo di autodisciplina (OAD).
  • La portata di una licenza estera: un’autorizzazione europea MiCA (Markets in Crypto-Assets) vale per lo Spazio economico europeo, di cui la Svizzera non fa parte.
  • Le altre liste di avvertimento: la FINMA cita quella della polizia cantonale zurighese, su cybercrimepolice.ch, e la rete di allerte I-SCAN (International Securities & Commodities Alerts Network) della IOSCO, che riunisce autorità di regolamentazione dei mercati.
  • Le decisioni pubblicate: le pubblicazioni secondo l’articolo 34 LFINMA segnalano i fornitori già sanzionati per gravi violazioni.

La FINMA mette inoltre a disposizione un documento intitolato «Protezione dei clienti – Come possono proteggersi gli investitori dai fornitori che operano senza diritto sui mercati finanziari?». Il suo ultimo aggiornamento risale al 19 dicembre 2024. Il suo sito comprende anche una rubrica per effettuare una segnalazione.

Che cosa mostra l’operazione Confrontation Ghost sulle truffe crypto?

L’operazione Confrontation Ghost illustra l’ampiezza del fenomeno, a una data precisa. È stata coordinata dal ministero dell’Interno degli Emirati Arabi Uniti, con INTERPOL, la Global Anti-Scam Alliance e tredici imprese private, tra cui Meta, Mastercard e l’exchange Crypto.com. I risultati sono stati presentati a Vienna, davanti alla conferenza degli Stati parte alla convenzione delle Nazioni Unite contro la criminalità organizzata transnazionale.

Erano prese di mira tre forme di criminalità: la frode potenziata dall’intelligenza artificiale, la frode finanziaria digitale e la sextortion. Il bilancio riporta oltre 960 arresti, 29 centri di truffa perquisiti e oltre 15’500 vittime censite.

Il modus operandi descritto coincide con i rischi che la lista di allerta cerca di segnalare. Nel «pig butchering», il truffatore conquista la fiducia di una vittima per settimane. La spinge poi a investire su una falsa piattaforma di trading. Verificare lo statuto di una piattaforma prima di versarvi denaro mira proprio a questo scenario.

La blockchain lascia anche tracce sfruttabili. Secondo il Journal du Coin, un indirizzo Tron o Ethereum conserva la cronologia di ogni movimento. Gli emittenti di stablecoin possono congelare un indirizzo in pochi minuti: la T3 Financial Crime Unit, lanciata nel settembre 2024 da Tether, Tron e TRM Labs, ha bloccato oltre 250 milioni di dollari in USDT legati a truffe.

Ma individuare dei fondi non significa restituirli. Identificare un portafoglio non comporta né congelamento né confisca finché non è stata pronunciata una decisione giudiziaria in ciascuna giurisdizione interessata. Da qui l’interesse di verificare un fornitore prima di affidargli dei fondi.

Cifre chiave

  • 2 motivi di iscrizione sulla lista di allerta: sospetti non chiariti per mancanza di informazioni, oppure pericolo imminente e considerevole per gli investitori.
  • Articolo 34 LFINMA: base delle pubblicazioni di decisioni per gravi violazioni.
  • 19 dicembre 2024: ultimo aggiornamento del documento FINMA sulla protezione dei clienti.
  • 30 Paesi impegnati nell’operazione Confrontation Ghost, dal 1° luglio al 30 settembre 2026.
  • 39 miliardi di dollari individuati, in valuta fiduciaria e in criptovalute, senza sequestro in questa fase.
  • Oltre 960 arresti e 29 centri di truffa perquisiti.
  • Almeno 9,9 miliardi di dollari: proventi delle truffe onchain nel 2024, secondo Chainalysis.

Che cosa non si sa ancora

Diversi punti restano aperti nelle fonti consultate. La pagina della FINMA non precisa quanti nomi figurino sulla lista di allerta, né con quale frequenza venga aggiornata. Per l’operazione Confrontation Ghost, lo scarto tra i 39 miliardi di dollari individuati e le somme effettivamente restituite alle vittime resta tutto da colmare. I trenta Stati e i loro partner privati dicono di lavorare al recupero di questi averi, senza un calendario annunciato.

Altri articoli sulla vigilanza degli attori crypto in Svizzera sono raccolti nella nostra rubrica regolamentazione e fiscalità crypto.

Fonti