La biotech basilese Nouscom ha chiuso una serie D da 135 milioni di dollari, annuncia Startupticker.ch il 19 ottobre 2026 sulla base di un comunicato dell'azienda. Il round è definito sovrasottoscritto. Il denaro ha una destinazione precisa: far avanzare NOUS-209, il candidato principale della società, un'immunoterapia sperimentale contro il cancro destinata ai portatori della sindrome di Lynch. Non si tratta né di un trattamento autorizzato né di un prodotto disponibile, ma di una molecola ancora in sviluppo clinico.

Una serie D guidata da M Ventures e Revelation Partners

Il round è co-guidato da M Ventures e Revelation Partners. Diversi nuovi investitori entrano nel capitale:

  • Angelini Industries, tramite Angelini Investments;
  • la Banca europea per gli investimenti, tramite Aurea, il suo strumento di co-investimento con Angelini Ventures;
  • Neva SGR, del gruppo Intesa Sanpaolo.

Gli investitori esistenti hanno tutti seguito: 5AM Ventures, Andera Partners, Angelini Ventures, Bpifrance (tramite il suo fondo InnoBio2), CDP Venture Capital (tramite il suo Large Ventures Fund), EQT Life Sciences, Indaco Venture Partners, Panakes Partners, Versant Ventures e XGEN Ventures. Il comunicato non specifica la ripartizione dei 135 milioni tra questi attori, né la valutazione dell'azienda.

Il caso di Angelini illustra il modo in cui si costruisce un round di questo tipo: il gruppo industriale segue Nouscom dalla serie C attraverso il suo ramo Angelini Ventures, che ha partecipato anche a questa serie D, prima di entrare ora direttamente con Angelini Industries. Il suo direttore generale, Sergio Marullo di Condojanni, dice di vedere «un potenziale importante» nell'approccio di Nouscom alla prevenzione del cancro nella sindrome di Lynch.

La sindrome di Lynch, un rischio ereditario elevato

La sindrome di Lynch è una condizione ereditaria comune che aumenta nettamente il rischio di sviluppare un cancro nel corso della vita. Secondo le cifre riprese nel comunicato, questo rischio raggiunge fino al 50% per il cancro colorettale (contro il 2% nella popolazione generale), fino al 50% per il cancro dell'endometrio (contro l'1-2%) e fino al 25% per il cancro uroteliale (contro l'1-2%).

Marina Udier, direttrice generale di Nouscom, riassume la posta in gioco come la vede l'azienda: «Più di due milioni di portatori della sindrome di Lynch vivono con un rischio di cancro fino all'80% nel corso della loro vita, e nient'altro da offrire loro se non la sorveglianza e la chirurgia.» La strategia di Nouscom punta a ciò che chiama l'intercettazione del cancro: agire prima che il tumore si sviluppi.

NOUS-209: a che punto è davvero lo studio clinico

NOUS-209 è un'immunoterapia cosiddetta «pronta all'uso», che prende di mira i tumori che presentano un deficit del sistema di riparazione degli appaiamenti errati del DNA (dMMR) e un'instabilità dei microsatelliti (MSI). Questi tumori portano marcatori particolari, neoantigeni derivati da peptidi con slittamento del modulo di lettura, presenti nelle cellule tumorali e assenti nelle cellule sane. Il prodotto combina due vettori virali proprietari che veicolano 209 di questi neoantigeni condivisi, al fine di addestrare il sistema immunitario a riconoscere le cellule tumorali e precancerose.

Ciò che è accertato, secondo il comunicato: i dati di fase 1b/2 hanno mostrato la sicurezza di NOUS-209 e la sua capacità di stimolare forti risposte immunitarie nei portatori della sindrome di Lynch. I risultati della fase 1b, conclusa, sono stati pubblicati su Science Translational Medicine.

Ciò che resta ancora un segnale: l'abstract pubblicato dall'ESMO, in vista di una presentazione al congresso della Società europea di oncologia medica da parte dello sperimentatore principale Eduardo Vilar-Sanchez, indica che tutti i portatori valutabili trattati sono rimasti liberi da adenomi avanzati e da cancro colorettale alla colonscopia dopo un anno (43 persone) e dopo due anni (17 persone). L'azienda vi vede un «segnale incoraggiante» di attività clinica duratura, coerente con un effetto del trattamento rispetto all'incidenza attesa. Questi numeri restano ridotti, e la dimostrazione formale di efficacia dovrà ancora passare attraverso uno studio registrativo.

Che cosa finanzierà la startup svizzera

I proventi della serie D devono finanziare un unico studio clinico globale, destinato alla registrazione di NOUS-209 nell'intercettazione del cancro nei portatori della sindrome di Lynch. La FDA statunitense ha concesso a questo programma la designazione Fast Track. Il comunicato non precisa né il calendario di questo studio, né il numero di partecipanti previsti, né i Paesi interessati.

Parallelamente, NOUS-209 è studiato in fase 2 in combinazione con il pembrolizumab in due situazioni: in pazienti affetti da un cancro colorettale metastatico dMMR e/o MSI-H divenuto refrattario ai trattamenti anti-PD-1, e in prima linea di trattamento dello stesso tipo di cancro avanzato.

Quale peso nella biotech svizzera nel 2026?

La fonte non colloca questo round rispetto agli altri finanziamenti di biotech svizzere di quest'anno e non fornisce alcuna classifica. Ci si atterrà quindi ai fatti: un'azienda con sede a Basilea raccoglie 135 milioni di dollari presso un sindacato in larga parte europeo, in vista di uno studio registrativo. Per Hakan Goker, responsabile degli investimenti biotech presso M Ventures, la combinazione di dati clinici che maturano e di un percorso regolatorio allineato verso un simile studio è «rara» per una biotech privata. Altre società del settore stanno anch'esse avanzando nei loro programmi, come si è visto con le tappe cliniche superate da Muvon, Neurosterix e Nuclidium.

Per Nouscom, il seguito si giocherà meno nelle raccolte di fondi che nello studio a venire: sarà questo a dire se il segnale osservato in qualche decina di portatori regge su scala più ampia.

Fonti

  • Startupticker.ch: «Nouscom raises $135 Million to advance its cancer immunotherapy»