Le imprese e gli indipendenti disporranno di più tempo per compensare le loro perdite fiscali con gli utili futuri. Il termine di riporto passa da sette a dieci anni. Secondo un comunicato ripreso da Startupticker.ch, il Consiglio federale ha fissato l’entrata in vigore prevista di questa riforma al 1° gennaio 2028. Le start-up figurano tra le principali beneficiarie annunciate, a causa delle loro lunghe fasi di sviluppo e di investimento.
Cosa prevede il diritto attuale
Oggi le persone giuridiche e gli indipendenti possono compensare le perdite di un esercizio con gli utili degli anni successivi, ma soltanto per un periodo di sette anni. Trascorso questo termine, una perdita non ancora compensata non può più essere dedotta.
La riforma porta questo periodo a dieci anni. Riguarda le due categorie di contribuenti già interessate dalla regola attuale: le imprese costituite come persone giuridiche e i lavoratori indipendenti.
Una mozione nata durante la pandemia
La riforma trae origine dalla crisi del Covid-19. La Commissione dell’economia e dei tributi del Consiglio nazionale (CET-N) aveva depositato una mozione (21.3001) per prolungare questo termine e sostenere le imprese messe in difficoltà dalla pandemia. Secondo la fonte, il Parlamento ha accolto questa mozione nel 2022 e l’ha trasmessa al Consiglio federale.
Si trattava poi di adeguare due leggi federali: la legge sull’imposta federale diretta (LIFD) e la legge sull’armonizzazione delle imposte dirette dei Cantoni e dei Comuni (LAID). Questo doppio ancoraggio si spiega con la portata della regola: si applica all’imposta federale diretta e, tramite l’armonizzazione fiscale, alle imposte cantonali e comunali.
Secondo la fonte, il termine di referendum è scaduto inutilizzato nell’aprile 2026. Il Consiglio federale ha appena comunicato la data di entrata in vigore prevista: il 1° gennaio 2028.
Quali perdite sono interessate
Il punto chiave sta nelle disposizioni transitorie. Dal 1° gennaio 2028, il termine di dieci anni si applicherà alle perdite subite a partire dal periodo fiscale 2020. Per le perdite anteriori al 2020, il termine resta di sette anni, come oggi.
In concreto, la riforma comprende dunque gli anni segnati dalla pandemia, il che corrisponde all’obiettivo iniziale della mozione. Gli esercizi più vecchi restano soggetti al regime attuale. Per sapere come si applicano queste regole a una situazione precisa, occorre riferirsi ai testi legali e all’amministrazione fiscale competente. La fonte non precisa le modalità di calcolo.
Perché le start-up sono in prima linea
Una giovane impresa tecnologica accumula spesso perdite per diversi anni prima di realizzare i primi utili: sviluppo del prodotto, assunzioni, lancio sul mercato. Con un termine di sette anni, una parte di queste perdite può scadere prima che l’impresa diventi redditizia. A quel punto non può più dedurle dai suoi utili imponibili.
La fonte cita tre gruppi che beneficiano del prolungamento: le start-up in fase di sviluppo, le imprese con lunghi cicli di investimento e quelle che si riprendono solo gradualmente dagli anni economicamente difficili. Tre anni in più ampliano il periodo durante il quale le perdite della fase di avvio possono ancora essere compensate.
Cosa resta da seguire
Essendo scaduto il termine di referendum, il principio della riforma non è più contestato. La data del 1° gennaio 2028 è quella che il Consiglio federale ha comunicato per l’entrata in vigore. Il comunicato originale del Consiglio federale non è linkato nella fonte. I dettagli di applicazione dovranno essere verificati nei testi pubblicati dalla Confederazione.


