Il Consiglio federale vuole aggiungere una componente di protezione della gioventù al suo progetto di regolamentazione delle piattaforme online e dei motori di ricerca. Mercoledì 14 ottobre 2026, il governo ha preso atto dei risultati della consultazione sull’avamprogetto di legge sulle piattaforme di comunicazione e sui motori di ricerca. Ha deciso di completare il testo e ha fissato la prossima scadenza: un messaggio da presentare entro fine giugno 2027. In questa fase si tratta di un orientamento del governo, non di una legge adottata.

Che cosa annuncia il Consiglio federale

Secondo il dispaccio di Keystone-ATS ripreso da SWI swissinfo.ch, l’avamprogetto deve essere completato con misure supplementari destinate a proteggere i giovani. Le piattaforme e i motori di ricerca interessati dovrebbero analizzare in quale misura i loro servizi creano o aggravano rischi per i minori, e poi adottare misure per ridurre tali rischi. Alle grandi piattaforme verrebbe inoltre vietato di mostrare pubblicità personalizzata destinata ai minori.

Un’altra modifica riguarda la procedura di segnalazione: deve essere estesa a tutti i contenuti sospettati di essere illeciti. Più in generale, la futura legge mira a rafforzare i diritti degli utenti e a obbligare i fornitori di piattaforme e di motori di ricerca a una maggiore trasparenza.

Il dispaccio non precisa né la formulazione esatta di queste nuove disposizioni, né i criteri in base ai quali una piattaforma sarà considerata una «grande» piattaforma ai sensi del testo. Questi elementi dovranno figurare nel progetto che il governo sottoporrà al Parlamento.

Quali servizi sono interessati

Il testo riguarda la regolamentazione di servizi internet offerti da aziende come Google, Facebook o YouTube. Il Consiglio federale giustifica questo passo con il fatto che la popolazione si rivolge sempre più a queste piattaforme per informarsi, il che conferisce loro un’influenza crescente sul dibattito pubblico.

Il perimetro comprende quindi sia le piattaforme di comunicazione, come i social network e i servizi di condivisione di video, sia i motori di ricerca. Gli obblighi annunciati non sono tuttavia identici per tutti: il divieto della pubblicità personalizzata rivolta ai minori riguarda, secondo il dispaccio, soltanto le grandi piattaforme.

Una risposta a richieste parlamentari

Ampliando la protezione della gioventù, la Confederazione risponde a richieste dei Verdi, che avevano depositato mozioni su questo tema in Parlamento. L’obiettivo dichiarato è consentire ai minori di utilizzare internet in modo più sicuro, tenendo conto del loro diritto a partecipare al dibattito pubblico. Il governo non presenta quindi queste misure come un’esclusione dei giovani, ma come un inquadramento dei rischi legati ai servizi che utilizzano.

Che cosa dice la consultazione

La consultazione si è svolta da ottobre 2025 a febbraio 2026. Secondo il rapporto dedicato ai suoi risultati, sono pervenute 214 prese di posizione, e una maggioranza sostiene la proposta del Consiglio federale. Il Centro, il Partito socialista e i Verdi figurano tra i partiti favorevoli, così come 22 Cantoni.

I Cantoni di Svitto e di Turgovia, nonché diversi partiti, tra cui l’UDC, si sono opposti. Tra i motivi del rifiuto figurano timori per un possibile pregiudizio alla libertà d’espressione e alla libertà d’informazione. Queste obiezioni non scompaiono con la decisione di mercoledì: potranno essere riprese durante i dibattiti parlamentari.

Calendario: da un’intenzione a una legge

La decisione del 14 ottobre 2026 non crea ancora alcun obbligo per le piattaforme. Il Consiglio federale ha incaricato il Dipartimento federale dell’ambiente, dei trasporti, dell’energia e delle comunicazioni (DATEC) di elaborare un messaggio entro fine giugno 2027. Questo messaggio è il disegno di legge corredato delle spiegazioni del governo, che viene trasmesso al Parlamento.

Spetta poi alle Camere federali decidere. Potranno adottare, modificare o respingere il testo. Le misure di protezione dei minori descritte oggi, come l’analisi dei rischi o il divieto della pubblicità personalizzata, restano quindi intenzioni del governo finché il Parlamento non si sarà pronunciato. Il dispaccio non menziona alcuna data di entrata in vigore.

Per le piattaforme come per gli utenti, la scadenza da tenere a mente è quindi quella del messaggio atteso entro fine giugno 2027. I testi di riferimento in questa fase sono il comunicato del Consiglio federale del 14 ottobre 2026 e il rapporto sui risultati della consultazione, ai quali rimanda il dispaccio.

Fonti

  • SWI swissinfo.ch: «Switzerland plans tougher social media rules to protect youth»