La spin-off del Politecnico federale di Zurigo (ETH) ZuriQ e il produttore di semiconduttori Infineon Technologies ampliano la loro collaborazione nel campo del calcolo quantistico. Secondo un comunicato stampa ripreso il 12 ottobre 2026 da Startupticker.ch, le due aziende intendono portare l'architettura a ioni intrappolati di ZuriQ dalla fase di dimostrazione in laboratorio a processori quantistici fabbricati con i processi industriali dei semiconduttori. Si tratta dell'annuncio di un partenariato, non di un prodotto: il comunicato non menziona né un calendario né una macchina commerciale.
Un'architettura in due dimensioni
I computer quantistici a ioni intrappolati convenzionali allineano i loro ioni in catene unidimensionali. ZuriQ ha scelto un'altra strada: un'architettura di micro-trappole di Penning, nativamente bidimensionale, che utilizza campi elettrici e magnetici per spostare gli ioni direttamente attraverso il chip. Secondo il comunicato, questa concezione evita le complesse strutture di giunzione, il che consente di ospitare più facilmente reti di qubit più grandi.
La ripartizione dei ruoli è chiara. ZuriQ apporta la progettazione e l'architettura, Infineon il suo know-how nella fabbricazione di semiconduttori, nell'incapsulamento avanzato (advanced packaging) e nella fotonica integrata. L'integrazione dell'approccio di ZuriQ con i processi fotonici e dei semiconduttori di Infineon è presentata come centrale per accelerare il passaggio dalla dimostrazione in laboratorio alle applicazioni reali.
Che cosa è stato dimostrato, e i suoi limiti
Il risultato presentato è concreto, ma di piccole dimensioni. Nel corso di precedenti lavori di sviluppo, ZuriQ e Infineon hanno intrappolato una rete di 3×3, ossia nove ioni controllati singolarmente. Secondo i due partner, si tratta della più grande rete bidimensionale di questo tipo finora, un risultato che il comunicato definisce un record mondiale. Serve a dimostrare la fattibilità dell'architettura.
Due limiti meritano di essere sottolineati. Innanzitutto, la fonte è un comunicato stampa: non rimanda ad alcuna pubblicazione scientifica che illustri nel dettaglio il metodo e le misurazioni, e non fornisce indicazioni sulle prestazioni dei qubit al di là del loro controllo individuale. In secondo luogo, nove ioni restano una piccola rete: il testo stesso indica come passo successivo il passaggio a un numero di qubit «nettamente più elevato», senza quantificare questo obiettivo.
Risultato, obiettivo, prospettiva
- Dimostrato: la fattibilità dell'architettura, con una rete 3×3 di nove ioni controllati singolarmente.
- Obiettivo: crescere di scala verso un numero di qubit nettamente più grande, facendo leva sulle competenze di fabbricazione industriale di Infineon.
- Prospettiva: secondo il comunicato, la tecnologia a ioni intrappolati in due dimensioni offre una via promettente verso processori quantistici precisi e scalabili, per un calcolo quantistico tollerante agli errori e applicazioni commerciali. Il testo ricorda che i computer quantistici hanno il potenziale di risolvere problemi troppo complessi per i computer classici e i supercomputer, senza citare un'applicazione precisa.
I dirigenti delle due società usano lo stesso linguaggio. «Far progredire l'informatica quantistica verso un impatto commerciale richiederà una stretta collaborazione tra gli innovatori del quantistico e i leader industriali della tecnologia», afferma Pavel Hrmo, cofondatore e CEO di ZuriQ, che dice di voler trasformare i progressi tecnologici della giovane impresa in «hardware quantistico scalabile e producibile». Per Clemens Rössler, Senior Director e responsabile delle unità di elaborazione quantistica presso Infineon, i progressi del settore richiedono scoperte nella fisica, «ma anche tecnologie di fabbricazione robuste». La combinazione delle competenze dei due partner rappresenta a suo avviso «un passo importante verso l'industrializzazione di questa tecnologia chiave».
Una spin-off di fronte a un grande dei semiconduttori
Il divario di dimensioni è evidente. Infineon si presenta come un leader mondiale dei semiconduttori per i sistemi di potenza e l'IoT; il gruppo contava circa 57'000 collaboratori nel mondo a fine settembre 2025 e ha realizzato una cifra d'affari di circa 14,7 miliardi di euro nell'esercizio 2025, chiuso il 30 settembre. Dall'altra parte, ZuriQ è una spin-off dell'ETH di Zurigo.
Il partenariato illustra uno schema frequente nelle tecnologie dirompenti: la start-up apporta l'idea di architettura, l'industriale i processi per produrla. È del resto proprio ciò che il comunicato presenta come la chiave del passaggio dal laboratorio alle applicazioni. Resta una domanda aperta per il lettore svizzero: quale parte del valore di questa tecnologia resterà legata alla spin-off zurighese una volta avviata la fase industriale? Il comunicato non dice nulla delle modalità finanziarie né della proprietà intellettuale.
Fonti: «Infineon and ZuriQ partner to scale quantum processing units toward commercial systems», Startupticker.ch (comunicato stampa), 12 ottobre 2026.




