Binance, la più grande piattaforma di scambio di criptovalute al mondo, ha confermato il 29 ottobre 2026 un massiccio attacco informatico. Secondo l’azienda, l’importo colpito raggiunge circa 6,3 miliardi di dollari, ossia circa 5,2 miliardi di franchi. Circa 3 miliardi sono stati congelati sulla blockchain, e sia i depositi sia i prelievi sono sospesi. Per un cliente di Binance in Svizzera, la vicenda pone una domanda concreta: quanto vale una promessa di rimborso di una piattaforma estera?
Una notte di messaggi contraddittori
Binance ha confermato l’attacco verso le 23:30 GMT di giovedì 29 ottobre, secondo il dispaccio AFP ripreso da Allnews. Già da diverse ore alcuni specialisti avevano segnalato un’intrusione. Verso le 0:30 GMT di venerdì 30 ottobre, la piattaforma ha sospeso temporaneamente «tutti i depositi e i prelievi».
I messaggi pubblicati su X non sono sempre stati concordanti. Binance ha dapprima assicurato che i fondi dei clienti erano «totalmente al sicuro». Poco più tardi ha annunciato che avrebbe coperto «tutte le perdite». La cifra di 6,3 miliardi di dollari è comparsa in seguito, sul suo account X per l’America latina.
Changpeng Zhao, ex capo di Binance, resta azionista di maggioranza senza funzioni operative. Ha stimato le perdite «un po’ più elevate» di un miliardo di dollari, secondo Allnews. Yi He, cofondatrice di Binance, ha indicato su X che i prelievi dovrebbero riprendere entro domenica 1° novembre, riferisce finews.ch.
Come l’hacker ha preso il controllo di un portafoglio di Binance
Il cuore dell’attacco era un «hot wallet», un portafoglio costantemente connesso che serve per i prelievi dei clienti. Denominato Binance 14, ha perso da solo circa 2,5 miliardi di dollari, secondo il Journal du Coin.
Lo strumento utilizzato si chiama EIP-7702, una proposta di miglioramento di Ethereum entrata in vigore con l’aggiornamento Pectra, il 7 maggio 2025. Permette a un conto ordinario di delegare la propria esecuzione a uno smart contract. Basta a tal fine un’autorizzazione firmata con la chiave privata del conto.
Ogni autorizzazione deve riportare il numero d’ordine esatto del conto, chiamato nonce. L’hacker non conosceva questo contatore, perché Binance 14 eseguiva un prelievo dopo l’altro. Ha quindi firmato 50 autorizzazioni consecutive e le ha inviate in un’unica transazione. Blockaid, la società di sicurezza che ha individuato l’operazione, riassume: «una sola su 50 è andata a segno».
Questa delega risale al 29 ottobre alle 20:20 UTC. Secondo Blockaid, il primo trasferimento è partito 3 minuti e 24 secondi più tardi. Ha portato via 167’464 ether, 1,6 miliardi di USDT e una sessantina di altri token.
Il punto importante è un altro: non è stato sfruttato alcun bug di Ethereum. Il protocollo ha eseguito una firma valida. Ido Ben-Natan, capo di Blockaid, parla di un «uso improprio della chiave», non di un furto.
Dove sono finiti i 6,36 miliardi di dollari
L’hacker ha colpito una decina di blockchain contemporaneamente. TRM Labs, società di analisi della blockchain, stima il totale in 6,36 miliardi di dollari, secondo il Journal du Coin. Blockaid, che conta solo Ethereum, Bitcoin e Tron, arriva a 5,57 miliardi.
| Blockchain | Importo stimato da TRM Labs |
|---|---|
| Ethereum (di cui Binance 14 e 823 milioni di USDC) | circa 3,79 miliardi di dollari |
| Bitcoin (18’270 bitcoin) | circa 1,47 miliardi di dollari |
| Tron (USDT e TRX) | circa 628 milioni di dollari |
| XRP Ledger (233,46 milioni di XRP) | circa 296 milioni di dollari |
| Solana | circa 96 milioni di dollari |
| Arbitrum, Optimism, Base, Avalanche e Polygon | circa 77 milioni di dollari in tutto per le cinque reti |
Secondo TRM Labs, citata da Inside IT, gli aggressori hanno spostato la maggior parte della somma in 20 minuti. Sarebbe il più grande furto mai subito da una piattaforma di scambio. Il precedente record, circa 1,5 miliardi di dollari, aveva colpito Bybit nel febbraio 2025.
Diversi attori hanno congelato una parte del bottino:
- Tether, emittente della stablecoin USDT: circa 1,6 miliardi di dollari, secondo Allnews; oltre 1,5 miliardi secondo il suo capo Paolo Ardoino, citato da finews.ch;
- Circle, emittente di USDC: circa 800 milioni di dollari, secondo il suo direttore generale Jeremy Allaire, in concertazione con le autorità;
- il Consiglio di sicurezza di Arbitrum, rete costruita sopra Ethereum: circa 30,5 milioni di dollari in ETH e in token ARB, il 30 ottobre alle 0:08 UTC.
Un congelamento non è una restituzione. I fondi bloccati su Arbitrum si muoveranno solo dopo un voto della governance ArbitrumDAO, secondo il rapporto della rete. Lo stesso divario si era visto nel caso del ponte di Cysic violato il 17 ottobre: il congelamento non aveva toccato i token già rivenduti.
Ciò che Binance afferma, ciò che è accertato
Gli importi provengono da Binance e da società di analisi, non da un’indagine ufficiale. Occorre distinguere tre livelli.
Accertato dai dati pubblici della blockchain: la delega di Binance 14, le 50 autorizzazioni, i trasferimenti verso una decina di reti e i congelamenti di Tether, Circle e Arbitrum.
Affermato da Binance: circa 3 miliardi di dollari congelati e la copertura di «tutte le perdite». L’azienda attribuisce l’intrusione al computer portatile compromesso di un ingegnere DevOps, incaricato della gestione operativa dei sistemi. Questo accesso avrebbe aperto un container di servizio in grado di inoltrare prelievi. Binance dice di non aver trovato «alcuna prova di fuga di chiavi private». In seguito ha segnalato altre falle, senza precisarle, secondo Inside IT.
Analisi di terzi: TRM Labs attribuisce l’attacco al gruppo nordcoreano Tradertraitor, già indicato per il furto ai danni di Bybit. Secondo Reuters, citata da ICTjournal, anche Chainalysis riconosce un modus operandi nordcoreano. TRM Labs conclude per una compromissione dell’infrastruttura di firma degli hot wallet.
Dal 2018 Binance dispone di un fondo di riserva, il Secure Asset Fund for Users (SAFU). In tempi normali è dotato di circa un miliardo di dollari, secondo finews.ch. Le fonti consultate non dicono come Binance finanzierebbe il resto della sua promessa.
Binance e la Svizzera: cosa cambia per un detentore
Binance afferma di non avere una sede centrale fissa. Dall’inizio del 2026 la sua attività mondiale passa soprattutto attraverso società autorizzate e vigilate dall’autorità finanziaria dell’Abu Dhabi Global Market, ricorda finews.ch. Per un cliente in Svizzera si tratta dunque di una piattaforma estera.
Il rischio di controparte. Lasciare le proprie criptovalute su una piattaforma significa dipendere da essa per accedervi. La sospensione dei prelievi lo dimostra: nessun cliente può ritirare i propri averi finché dura. La promessa di copertura resta una dichiarazione di Binance, non una garanzia di terzi.
La custodia in proprio. Tenere i propri token nel proprio portafoglio elimina questo rischio di piattaforma. Non elimina però ogni rischio. Secondo il Journal du Coin, il meccanismo EIP-7702 vale anche per i portafogli privati: un’autorizzazione firmata verso un contratto malevolo consegna l’intero conto. Per trasferire i propri averi, un istituto vigilato dalla FINMA può inviare cripto verso il portafoglio esterno del proprio cliente identificato, secondo la travel rule della FINMA.
Lo statuto delle piattaforme in Svizzera. L’Autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari (FINMA) applica il diritto esistente alle criptovalute. Il commercio di valute virtuali e la messa a disposizione di wallet rientrano nella legge sul riciclaggio di denaro, con affiliazione a un organismo di autodisciplina. Accettare cripto-attivi dal pubblico può rientrare nella licenza fintech. I dettagli figurano nella nostra pagina sull’autorizzazione FINMA per le cripto.
Un’autorizzazione non protegge da tutto. In caso di fallimento di un istituto fintech, i fondi dei clienti non sono né privilegiati né coperti dalla garanzia dei depositi. Un’autorizzazione europea MiCA, dal canto suo, non vale in Svizzera, che non fa parte dello Spazio economico europeo.
Prima di aprire un conto, conviene consultare due rubriche pubblicate dalla FINMA: «Imprese autorizzate» e «Avvertimenti». La lista di avvertimento della FINMA non è tuttavia né esaustiva né sempre aggiornata. Il quadro d’insieme si trova nella nostra pagina FINMA e le criptovalute.
I prodotti autorizzati seguono altre regole. Per il primo ETF bitcoin svizzero, autorizzato il 20 ottobre 2026, la FINMA ha preteso misure contro i rischi di custodia. Ha inoltre ricordato che il capitale investito può perdere una parte importante del suo valore.
Le quotazioni hanno reagito brevemente. Il bitcoin è sceso per poco sotto i 77’000 dollari prima di risalire verso i 78’400 dollari, secondo finews.ch. Il BNB, la criptovaluta emessa da Binance, ha perso quasi il 10% prima di rimbalzare del 2,67%, secondo Allnews.
Ciò che non si sa ancora
- La porta d’ingresso esatta: Binance parla di un computer portatile compromesso, TRM Labs di un’infrastruttura di firma violata. Binance promette un rapporto dettagliato al termine dell’indagine.
- La sorte dei fondi congelati: la loro restituzione a Binance resta un’operazione distinta dal congelamento. Secondo TRM Labs, gli hacker deterrebbero ancora circa 2,4 miliardi di dollari fuori dalla portata degli emittenti.
- Il finanziamento della copertura promessa e la data effettiva di ripresa dei prelievi.
- Il numero di clienti colpiti in Svizzera: nessuna fonte consultata lo indica.
Fonti
- ICTjournal: Cyberattaque contre Binance, plus de 6 milliards de dollars détournés
- Inside IT: Hacker klauen 6,3 Milliarden Dollar bei Binance
- finews.ch: Binance meldet Krypto-Hack in Milliardenhöhe
- Allnews (AWP): Binance confirme une cyberattaque massive
- Journal du Coin: Hack Binance et faille EIP-7702
- Journal du Coin: Arbitrum bloque 30,5 millions de dollars




