Il primo ETF bitcoin svizzero aperto ai privati, il Bitcoin Fund ETF (BBIT), potrà essere negoziato da banche e broker esteri sin dalla sua quotazione su SIX Swiss Exchange, la Borsa svizzera di Zurigo. SIX Swiss Exchange lo ha confermato a CoinDesk il 29 ottobre 2026, riferisce il Journal du Coin. La quotazione è attesa a novembre, senza una data precisa. La vendita al pubblico resta tuttavia limitata alla Svizzera.

Chi potrà negoziare BBIT alla Borsa svizzera

Circa 90 banche e broker, svizzeri ed esteri, partecipano già alla piazza zurighese, secondo il Journal du Coin. Tutti potranno negoziare il titolo sin dalla sua ammissione, sia per istituzioni sia per privati.

Danielle Reischuk, responsabile delle vendite ETF ed ETP presso SIX Swiss Exchange, descrive due vie per un broker internazionale. Può diventare partecipante autorizzato e accedere direttamente al titolo. Oppure può passare da un partecipante esistente.

Poter acquistare non significa poter rivendere ai propri clienti. Un broker estero resta soggetto alle regole del Paese della sua clientela. Per ora, BBIT è approvato per la vendita al pubblico soltanto in Svizzera.

Il titolo non comparirà subito nemmeno presso le banche svizzere. Secondo Danielle Reischuk, un privato lo vedrà nella sua applicazione bancaria solo quando il suo istituto avrà completato l'integrazione tecnica.

Perché la Svizzera autorizza ciò che l'Europa vieta

Un ETF, o fondo negoziato in borsa (exchange traded fund), deve in linea di principio ripartire i rischi su più attivi. Un fondo investito al 100% in bitcoin non rispetta questa regola. L'Autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari (FINMA) ha quindi concesso una deroga, annunciata il 20 ottobre 2026.

Il regolatore la giustifica con la lunga storia di negoziazione del bitcoin e con i suoi elevati volumi di scambio, secondo il suo comunicato. Un portavoce ha precisato, stando al Journal du Coin, che questa decisione non apre automaticamente la strada a ETF su ether o solana. Altre società hanno presentato domande, senza che se ne conosca il numero.

Nell'Unione europea, la diversificazione imposta ai fondi destinati al grande pubblico impedisce loro di investire direttamente in bitcoin. Il Journal du Coin si basa su un rapporto del Comitato europeo per il rischio sistemico (European Systemic Risk Board, ESRB). La deroga svizzera costituisce dunque un'eccezione. Abbiamo illustrato le condizioni poste dalla FINMA nel nostro articolo sul primo ETF bitcoin svizzero. Il contesto normativo più ampio è descritto nella nostra pagina FINMA e criptovalute.

ETF o ETP: cosa cambia per l'investitore

Il bitcoin si negozia già a Zurigo, ma soprattutto sotto forma di ETP, o prodotto negoziato in borsa (exchange traded product). SIX Swiss Exchange ne quota da novembre 2018, quando Amun, diventata 21Shares, ha lanciato il primo ETP cripto al mondo, secondo il Journal du Coin.

La differenza sta nello statuto giuridico, spiega BIT Asset Management, la società che gestisce BBIT, nel suo comunicato del 22 ottobre 2026. Un ETP è un titolo di debito: l'acquirente detiene un credito nei confronti dell'emittente, garantito da bitcoin affidati a un depositario. BBIT è un fondo regolamentato, i cui bitcoin sono custoditi fuori dal bilancio del suo gestore.

CriterioETP bitcoin quotato a ZurigoETF BBIT
NaturaTitolo di debito nei confronti dell'emittenteQuota di un fondo di diritto svizzero autorizzato dalla FINMA
Se il gestore o l'emittente fallisceL'investitore si mette in coda con i creditoriBitcoin custoditi fuori dal bilancio del gestore
Presenza su SIX Swiss ExchangeDa novembre 2018Quotazione attesa a novembre 2026
Commissioni annueDallo 0,05% al 2% secondo i prodotti europeiNon indicate nelle nostre fonti

Le commissioni degli ETP provengono da una guida del Journal du Coin che avevamo ripreso nel nostro confronto bitcoin diretto o ETP. Questa guida collocava i prodotti meno cari tra lo 0,05% e lo 0,25% all'anno, e alcuni prodotti più vecchi fino all'1%, se non al 2%.

Commissioni, custodia, rischio: cosa deve sapere un investitore in Svizzera

  • Il rischio di mercato resta intero. Nel suo comunicato del 20 ottobre 2026, la FINMA avverte che il capitale investito può perdere una parte importante del suo valore. Il bitcoin ha già perso più del 50% a più riprese, ricordava la guida del Journal du Coin.
  • La custodia è regolamentata. Gli istituti devono ridurre i rischi legati alla conservazione dei bitcoin, secondo gli orientamenti pubblicati dalla FINMA il 12 gennaio 2026.
  • Anche la vendita è regolamentata. Senza consulenza personalizzata, l'acquirente sfugge alla verifica dell'adeguatezza ma riceve un'avvertenza sui rischi. Una banca che fornisce consulenza o gestisce un portafoglio deve verificare la situazione finanziaria, gli obiettivi e l'esperienza del cliente, secondo il Journal du Coin.
  • Gli orari sono diversi. Il bitcoin si scambia senza interruzione, mentre la Borsa chiude la sera e nel fine settimana. Un prodotto quotato può quindi aprire con un netto scarto dopo un fine settimana agitato.

Il regime di vendita si fonda sulla legge sui servizi finanziari (LSerFi). Secondo la FINMA, deve offrire una protezione più elevata rispetto a un acquisto diretto di criptovalute. Questo quadro rientra nella nostra rubrica regolamentazione e fiscalità cripto.

Una domanda ancora impossibile da quantificare

Né SIX Swiss Exchange né BIT Asset Management hanno pubblicato una stima della domanda, secondo il Journal du Coin. L'unico riferimento viene dagli Stati Uniti. Gli ETF bitcoin americani cumulavano 57,96 miliardi di dollari di afflussi netti da gennaio 2024, secondo SoSoValue al 21 ottobre 2026, come rilevavamo nel nostro articolo sui flussi dei fondi quotati. I loro flussi restano volatili: gli hedge fund vi hanno venduto 68'000 bitcoin prima che i fondi sovrani prendessero il testimone, stando al Journal du Coin.

Cosa non si sa ancora

  • La data esatta della quotazione di BBIT su SIX Swiss Exchange.
  • Le commissioni di gestione del fondo e il nome del suo depositario: le nostre fonti non li indicano.
  • Le banche e i broker svizzeri che proporranno il titolo sin dal primo giorno.
  • Il numero e l'esito delle altre domande di ETF bitcoin presentate alla FINMA.

Questo articolo non costituisce una consulenza in materia di investimenti.

Fonti