Notte agitata tra lunedì 12 e martedì 13 ottobre. Secondo il Journal du Coin, il bitcoin è precipitato verso 81'400 dollari lunedì sera, prima di risalire intorno a 83'200 dollari martedì mattina, quasi al livello del giorno prima. Nel frattempo, in ventiquattro ore sono state liquidate posizioni con effetto leva per 771 milioni di dollari. Gli altcoin sono poi rimbalzati più in fretta del bitcoin, e una balena ha spostato 4'582 BTC ricevuti nel marzo 2020.
Un segnale partito da Seul
Secondo The Block, citato dal Journal du Coin, lunedì alle 21:20, ora di New York (le 3:20 a Parigi), il bitcoin valeva 81'382 dollari, in calo del 2,8% sulle ventiquattro ore.
L’innesco è arrivato dall’Asia. Il Financial Times riferisce che Samsung e SK Hynix sono crollate dopo le dichiarazioni del capo di Broadcom, che ha parlato di «casinò» a proposito degli investimenti nell’intelligenza artificiale. Secondo The Block, martedì mattina il Kospi ha ceduto il 6,1%, e la Borsa di Seul ha arretrato nettamente. Il bitcoin ha seguito il movimento.
Martedì mattina, il Journal du Coin rilevava una quotazione di 83'160 dollari, in rialzo dello 0,3% sulle ventiquattro ore.
La meccanica delle liquidazioni
Dei 771 milioni di dollari di posizioni liquidate, CoinGlass, lo strumento di monitoraggio delle liquidazioni, contava 685,6 milioni di dollari di posizioni lunghe. Un long è una scommessa al rialzo, spesso amplificata da un prestito. Quando la puntata iniziale non copre più le perdite, la piattaforma chiude forzatamente la posizione.
Nelle ultime dodici ore di questa seduta erano già saltati 631,8 milioni di dollari, di cui 600 milioni di long, secondo le cifre riprese dal Journal du Coin. La testata precisa che questi dati pubblici costituiscono una soglia minima: le banche dati non registrano una parte degli ordini eseguiti.
Sul piano dell’analisi, la leva agisce in entrambe le direzioni. Una chiusura forzata di una posizione lunga equivale a una vendita, che a sua volta può pesare sulla quotazione e avvicinare altre posizioni alla loro soglia. È ciò che rende questi episodi così rapidi. Da soli, tuttavia, non dicono nulla sulla direzione futura del mercato.
L’episodio non è isolato. Cinque giorni prima, sempre secondo il Journal du Coin, una sequenza analoga aveva spazzato via 460 milioni di dollari in un’ora.
Deflussi dagli ETF, Strategy compra
Secondo le cifre di SoSoValue riprese da The Block, la settimana scorsa gli ETF bitcoin americani hanno registrato deflussi per 681,1 milioni di dollari, il loro peggior bilancio dalla fine di giugno. Gli ETF ether americani hanno perso 542,1 milioni di dollari nello stesso periodo; secondo il Journal du Coin, è la loro settimana peggiore da gennaio, dopo nove sedute consecutive di deflussi.
Controcorrente, lunedì Strategy ha annunciato l’acquisto di 250 bitcoin per 21,5 milioni di dollari tra il 5 e l’11 ottobre, a un prezzo medio di 86'194 dollari. Le sue riserve raggiungono così 848'250 BTC.
Gli altcoin si riprendono più in fretta
Nel suo punto sugli altcoin pubblicato martedì mattina, il Journal du Coin osserva che diverse valute storiche sono rimbalzate più in fretta del bitcoin, senza però cancellare il calo. Sulle ventiquattro ore, il Litecoin guadagnava il 4,7%, Cardano il 5,3% e Zcash il 5%, contro circa lo 0,5% del bitcoin. Su sette giorni, il bitcoin progrediva del 2,8%, l’XRP dell’8,7%, il dogecoin del 10,9%, il Litecoin e Cardano dell’11%.
- Ether: sceso a 2'425 dollari durante la notte, risalito a 2'505 dollari martedì mattina, contro i 2'614 dollari del 7 ottobre.
- XRP: 1,36 dollari martedì mattina, in rialzo del 2,7% sulle ventiquattro ore, ma sotto il livello di 1,40 dollari di lunedì mattina.
- Litecoin: 61,83 dollari, ossia il 4% sotto il livello di lunedì mattina (64,55 dollari).
- Zcash: tuffo di oltre il 10% verso 1'149 dollari durante la notte, poi rimbalzo del 5% a 1'213 dollari, sotto i 1'266 dollari di lunedì mattina.
In altre parole, il rimbalzo è reale ma parziale: martedì mattina diversi attivi restavano sotto la quotazione del giorno prima.
Una balena esce dal letargo
Altro movimento della giornata, rilevato dal Journal du Coin: lunedì 12 ottobre un portafoglio ha spostato circa 4'582 BTC, pari a 377,6 milioni di dollari secondo la valutazione riportata da Lookonchain. L’indirizzo «18Vm…VpQ9x» aveva ricevuto la maggior parte dei suoi fondi il 3 marzo 2020, pochi giorni prima del crollo del Covid, per un valore di circa 40,8 milioni di dollari all’epoca. Secondo Lookonchain e i dati di Arkham, i bitcoin sono stati ripartiti tra cinque indirizzi.
Si impongono due precisazioni. Anzitutto, l’indirizzo non era del tutto inattivo: aveva registrato una piccola uscita di 0,009 BTC il 7 agosto 2024. In secondo luogo, l’apprezzamento di circa 336,8 milioni di dollari non corrisponde necessariamente al guadagno del detentore, perché una ricezione su un indirizzo non prova né un acquisto in quella data né il prezzo pagato.
Soprattutto, spostare dei bitcoin non equivale a venderli. Una riorganizzazione della custodia o un’operazione fuori borsa rientrano tra le spiegazioni possibili, ma nessuna è accertata. L’identità dei beneficiari e le intenzioni del detentore restano sconosciute.
Il calendario dei prossimi giorni
L’inflazione americana di settembre sarà pubblicata mercoledì 14 ottobre alle 14:30, ora di Parigi. Secondo il Journal du Coin, il consenso si aggira intorno al 3,7% su un anno per l’indice generale, contro il 3,4% di agosto.




