Lunedì 19 ottobre 2026 l'euro ha perso terreno nei confronti del dollaro e della sterlina. Secondo un dispaccio AWP/AFP pubblicato da Allnews, verso le 10:00 GMT (le 12:00 ora di Parigi) la moneta unica cedeva lo 0,28% sul biglietto verde, a 1,1207 dollari per un euro, e lo 0,27% sulla valuta britannica, a 84,10 pence per un euro. Il movimento fa seguito a un fine settimana di manifestazioni in Francia segnate da violenze che, secondo il dispaccio, mettono in dubbio la capacità del Paese di contenere il proprio debito.

Le cifre pubblicate

Tutte le cifre riportate qui sotto provengono dallo stesso dispaccio e sono state rilevate lunedì 19 ottobre 2026 verso le 10:00 GMT:

  • euro/dollaro: 1,1207 dollari per un euro, in calo dello 0,28%;
  • euro/sterlina: 84,10 pence per un euro, in calo dello 0,27%;
  • bitcoin: 82’683,70 dollari, in rialzo del 2,24%.

Si tratta di variazioni rilevate nel corso della seduta. Non dicono nulla del livello di chiusura né dell'andamento dei giorni successivi. Il dispaccio non fornisce invece alcuna quotazione dell'euro rispetto al franco svizzero.

Perché l'euro arretra

Gli analisti citati nel dispaccio collegano il calo dell'euro alla situazione di bilancio e politica della Francia, seconda economia della zona euro, posta sotto stretta sorveglianza dei mercati finanziari a causa del peso del suo debito. «Le turbolenze politiche in Francia, il deterioramento del morale e della fiducia in Europa e gli interrogativi sulla stabilità di bilancio continuano a pesare sulla moneta unica», riassume Patrick Munnelly, analista di Tickmill.

Per Neil Wilson, analista di Saxo Bank, «sarà difficile per un governo attuare la disciplina di bilancio necessaria per ridurre il deficit». Il dispaccio ricorda che il governo non dispone più di una maggioranza all'Assemblea nazionale dallo scioglimento del 2024, il che rischia di complicare l'adozione del bilancio. Il discorso del presidente Emmanuel Macron, domenica sera, non ha contenuto annunci di rilievo, secondo la stessa fonte.

A ciò si aggiunge l'orizzonte elettorale. L'agitazione sociale «rafforza le preoccupazioni degli investitori riguardo ai risultati delle elezioni previste l'anno prossimo in Francia e in Italia», sottolinea Lee Hardman, analista di MUFG. Le presidenziali francesi si terranno tra sei mesi, precisa il dispaccio.

La BCE presto in silenzio

Un altro elemento di incertezza riguarda il calendario della Banca centrale europea (BCE). Patrick Munnelly osserva che, con l'avvicinarsi del periodo di silenzio della BCE, più avanti in settimana, in vista della riunione di fine mese, i mercati disporranno di poche indicazioni ufficiali per valutare se il rischio francese resta circoscritto o se si estende alla zona euro. In altre parole, gli investitori dovranno farsi un'opinione senza commenti dell'istituzione per diversi giorni.

Euro franco svizzero: il meccanismo, in mancanza di cifre

La fonte non menziona né il franco svizzero né il cambio EUR/CHF. Su questa base non si può quindi dire come abbia reagito la coppia lunedì. Quanto segue è una spiegazione generale, non una constatazione basata su cifre.

Il franco è spesso considerato un bene rifugio. Quando i dubbi sulla zona euro si accentuano, una parte degli investitori può cercare di ridurre la propria esposizione all'euro e rivolgersi a valute ritenute più sicure. Se questa domanda si concentra sul franco, servono meno franchi per acquistare un euro: il cambio EUR/CHF scende e il franco si apprezza. Questo legame non ha nulla di automatico: anche altri fattori, come i differenziali dei tassi d'interesse o le decisioni delle banche centrali, pesano sulla coppia.

Esportatori svizzeri e BNS: ciò che non viene precisato

Il dispaccio non tratta le conseguenze per l'economia svizzera. In linea di principio, un franco forte riduce il valore, una volta convertito in franchi, delle vendite realizzate in euro dalle aziende esportatrici. È un effetto che abbiamo già evocato a proposito delle vendite di Givaudan sui nove mesi. Nulla indica tuttavia, nella fonte odierna, che il movimento di lunedì abbia avuto un effetto misurabile sul franco.

Allo stesso modo, la fonte non dice nulla di un'eventuale reazione della Banca nazionale svizzera (BNS). La questione dell'indebitamento pubblico va del resto oltre il solo caso francese: la BNS e il DFF hanno messo in guardia contro un rischio di crisi legato al debito degli Stati.

Un segnale da leggere con prudenza

Nello stesso dispaccio, l'analista di Tickmill attribuisce il rialzo del bitcoin all'«indebolimento del dollaro e a un rinnovato appetito per gli attivi alternativi». Il testo non precisa rispetto a quali valute il dollaro si indebolisse, mentre nello stesso momento l'euro arretrava nei suoi confronti. Questa sfumatura invita a non trarre conclusioni generali da una sola rilevazione infragiornaliera.

In sintesi, i fatti pubblicati si limitano a un calo moderato dell'euro rispetto al dollaro e alla sterlina, lunedì a metà giornata. Il legame con il debito francese e con il calendario elettorale rientra nell'analisi degli interlocutori citati. Per il franco svizzero la quotazione non è fornita e l'effetto resta, a questo stadio, un'ipotesi.

Fonti

  • Allnews: « L’euro pâtit des tensions sociales et politiques en France »