La Germania e la Francia si dicono pronte ad associare la Svizzera a «Made in Europe», la politica industriale che l’Unione europea sta discutendo. L’apertura è però vincolata a condizioni rigorose e, per il momento, si tratta di una posizione comune di Berlino e Parigi, non di una decisione dell’UE. Lo riferisce l’agenzia Keystone-ATS, ripresa da SWI swissinfo.ch.
Un documento di posizione franco-tedesco
L’informazione proviene da un documento di posizione franco-tedesco pubblicato giovedì, di cui Keystone-ATS ha potuto consultare una copia. L’agenzia di stampa francese AFP è stata la prima a darne notizia. Secondo il testo, la Svizzera verrebbe trattata alla pari con i Paesi dello Spazio economico europeo e con il Regno Unito.
La fonte non fornisce un link al documento stesso; il suo contenuto esatto è quindi noto solo attraverso quanto ne riferisce l’agenzia. Va inoltre sottolineata l’autorità da cui emana il testo: esprime la posizione di due Stati membri. Non impegna né l’Unione europea nel suo insieme né le sue istituzioni.
Che cosa comprende «Made in Europe»
Secondo il dispaccio, l’espressione «Made in Europe» designa una preferenza europea negli appalti pubblici, attualmente in discussione in seno all’UE. Il dispositivo non è dunque ancora definito. La fonte non ne precisa né il calendario né i settori interessati. Non dice nemmeno se tale preferenza si estenderebbe agli aiuti pubblici.
Il dibattito verte in particolare sulla sorte degli Stati europei che non sono membri dell’UE, come la Svizzera: occorre includerli in questa preferenza oppure no? La questione rimane aperta e la proposta franco-tedesca costituisce una presa di posizione in questo dibattito, non il suo esito.
Un’associazione formale come requisito
Un diplomatico, che si è espresso a condizione di anonimato, ha precisato che la partecipazione della Svizzera sarebbe soggetta a condizioni e richiederebbe un’associazione formale. Il dispaccio non specifica tali condizioni. Non indica nemmeno quale forma assumerebbe questa associazione, né se passerebbe attraverso gli accordi bilaterali tra la Svizzera e l’UE o tramite un altro strumento.
Lo stesso diplomatico avverte: non tutti i partiti politici tedeschi hanno approvato la proposta di includere la Svizzera. Anche sul fronte di Berlino, dunque, il sostegno espresso nel documento non è unanime.
Una posta in gioco seguita da vicino dall’industria svizzera
Il governo svizzero esercita pressioni da mesi sui suoi vicini europei su questo tema, ricorda swissinfo.ch. Per le imprese dell’industria svizzera che partecipano a gare d’appalto pubbliche nell’UE, la posta in gioco è essere trattate come fornitori europei anziché come concorrenti di Paesi terzi. La fonte non quantifica tuttavia né gli importi né il numero di imprese interessate.
Il documento franco-tedesco costituisce un segnale favorevole alla Svizzera, ma resta un segnale. La definizione della preferenza europea, la cerchia dei Paesi ammessi e le condizioni di associazione restano da negoziare a livello dell’UE.
Fonti
- SWI swissinfo.ch: «Berlin and Paris open ‘Made in Europe’ door to Switzerland»




