Due giorni in ufficio, tre a casa: per molti dipendenti il telelavoro fa ormai parte della quotidianità. Nella dichiarazione d’imposta, questo ritmo non è neutro. Una persona che lavora regolarmente a domicilio non può in linea di principio far valere le stesse deduzioni di una persona presente cinque giorni alla settimana sul luogo di lavoro, ricorda la rivista PME, che ha interpellato l’Amministrazione federale delle contribuzioni (AFC) e il fisco vodese. Le spese per i pasti sono direttamente interessate, così come, in determinate situazioni, le spese di trasporto.
L’esempio vodese: deduzioni ridotte pro rata
Il Cantone di Vaud fornisce un esempio concreto. Le deduzioni calcolate su una base annua di 240 giorni vi devono essere ridotte proporzionalmente quando l’attività è svolta in telelavoro. Per i pasti consumati fuori casa, l’importo massimo raggiunge 3200 franchi all’anno quando non esistono né una mensa né una partecipazione del datore di lavoro. Questi parametri sono quelli del Cantone di Vaud: l’articolo di PME non illustra nel dettaglio le regole applicate dagli altri Cantoni.
Chi conosce il numero di giorni di telelavoro?
Resta una questione pratica: come fa l’autorità fiscale a sapere quanti giorni sono stati realmente trascorsi a casa? Non necessariamente tramite il datore di lavoro. Nel Cantone di Vaud, i datori di lavoro sono incoraggiati a indicare queste informazioni alla cifra 15 del certificato di salario, ma non vi sono obbligati. E non tutti i Cantoni chiedono al contribuente di indicare i suoi giorni di telelavoro nella dichiarazione: secondo l’AFC, attualmente lo fa solo una minoranza di essi.
L’AFC riconosce quindi che il sistema si basa in parte sulla dichiarazione del contribuente. «Una deduzione corretta da parte del contribuente, la cui buona fede è presunta, è sempre possibile», spiega Adrian Grob, portavoce dell’AFC. Concretamente, un dipendente che lavora tre giorni alla settimana a domicilio deve limitare lui stesso le spese per i pasti ai giorni in cui era effettivamente fuori casa. In teoria non può far valere un anno intero in ufficio. Anche quando il modulo non chiede alcuna informazione specifica, resta tenuto a dichiarare la sua situazione reale.
Che cosa può esigere il fisco
La presunzione di buona fede non significa assenza di controlli. In caso di dubbio, l’amministrazione può chiedere al contribuente di comprovare in modo attendibile i giorni di lavoro trascorsi fuori dal suo domicilio. Il contribuente ha l’obbligo di fornire le informazioni necessarie a una tassazione completa ed esatta.
Il Cantone di Vaud applica lo stesso principio. «L’Amministrazione cantonale delle imposte ha fiducia nei contribuenti affinché compilino la loro dichiarazione d’imposta in modo conforme alla realtà», indica Julien Lambert, portavoce della Direzione generale della fiscalità. Questa fiducia ha tuttavia i suoi limiti: possono essere richiesti documenti complementari ed effettuati controlli. In caso di irregolarità sono possibili rettifiche, se non addirittura sanzioni.
Nei fatti, l’amministrazione non verifica nel dettaglio l’agenda di ogni contribuente. Il sistema funziona sulla buona fede, con controlli mirati quando emergono incongruenze o dubbi. La frequenza di queste verifiche, invece, non è precisata nelle risposte riportate da PME.
Spese di trasporto: abbonamento o automobile, due logiche
Il telelavoro incide anche sulla deduzione delle spese professionali legate ai tragitti, ma non allo stesso modo a seconda del mezzo di trasporto. Per i trasporti pubblici, la deduzione di un abbonamento può in particolare essere ammessa indipendentemente dal numero esatto di tragitti effettuati. Per un veicolo privato, invece, il calcolo può dipendere dal numero di giorni di presenza sul luogo di lavoro e dai chilometri percorsi.
Che cosa tenere a mente per la propria dichiarazione
Nessuno conteggia sistematicamente i giorni di telelavoro al posto del contribuente. Spetta quindi a lui adeguare le spese per i pasti, ed eventualmente le spese del veicolo, alla sua presenza effettiva sul luogo di lavoro, e poterlo giustificare se l’amministrazione glielo chiede. Gli importi e le modalità citati qui riguardano il Cantone di Vaud e non costituiscono una consulenza fiscale. Per un caso particolare, in particolare sul modo di dichiarare i propri giorni di telelavoro, l’interlocutore resta l’autorità fiscale del proprio Cantone.
Fonti
- PME: «Home office: comment le fisc contrôle vos jours de télétravail?»




