La tregua è durata poco. Secondo gli ultimi rilevamenti del Touring Club Svizzero (TCS), riportati da swissinfo.ch, benzina e diesel sono aumentati entrambi di cinque centesimi al litro negli ultimi giorni. Nel contempo, venerdì il gas naturale europeo ha toccato il livello più alto da dicembre 2022, e giovedì la Confederazione ha autorizzato prelievi limitati dalle scorte obbligatorie di cherosene per evitare una penuria all’aeroporto di Zurigo.
Prezzi dei carburanti in Svizzera: il diesel vicino al massimo annuale
Secondo il TCS, un litro di benzina senza piombo 95 costa in media 2,16 franchi, ossia il 2,4% in più rispetto a una settimana fa. La senza piombo 98 si attesta a 2,27 franchi, in aumento del 2,3%. Il diesel sale del 2,1% a 2,45 franchi al litro: si trova ormai a un solo centesimo dal massimo dell’anno, 2,46 franchi, raggiunto a metà settembre.
Dopo i forti aumenti di settembre, i prezzi alla pompa erano leggermente scesi per un breve periodo. Secondo la stessa fonte, le loro oscillazioni dipendono in particolare dalla situazione tesa sui mercati internazionali dei carburanti, a cui si aggiungono difficoltà di trasporto in Svizzera: le acque basse del Reno rincarano le importazioni.
Il segnale del mercato petrolifero è più sfumato. Venerdì mattina il barile di Brent del Mare del Nord veniva scambiato intorno ai 105 dollari ed era in leggero calo. Questo livello resta nettamente superiore ai circa 72 dollari osservati prima dell’inizio della guerra in Iran, a fine febbraio. Come ricorda swissinfo.ch, i movimenti del petrolio greggio impiegano in genere un certo tempo a ripercuotersi sui prezzi alla pompa in Svizzera: un leggero calo del barile non significa quindi un ribasso immediato per gli automobilisti.
Il prezzo del gas al livello più alto da dicembre 2022
Sul mercato del gas, la tendenza è nettamente al rialzo. Secondo Allnews, che riprende dispacci AWP e AFP, il contratto a termine del TTF olandese, riferimento per l’Europa, guadagnava venerdì l’1,69% a 87,90 euro al megawattora, dopo un picco a 88,24 euro, superando i livelli già raggiunti questa settimana.
All’origine vi sono riserve ritenute troppo scarse con l’avvicinarsi dell’inverno. Secondo la piattaforma europea Aggregated Gas Storage Inventory (AGSI), gli stoccaggi di gas europei sono pieni solo al 74,10%, contro l’83,04% di un anno prima alla stessa data. La Germania è in ritardo, con riserve al 60,19%, contro il 75,92% dell’anno scorso. Questi livelli «rendono l’Europa vulnerabile a un clima freddo e a nuove perturbazioni delle esportazioni di GNL provenienti dal Medio Oriente», ritiene Arne Lohmann Rasmussen, analista presso Global Risk Management.
L’offerta resta perturbata dalla guerra in Medio Oriente. Secondo Norman Liebke, analista presso Commerzbank, il Qatar, primo esportatore di gas naturale liquefatto della regione, «esporta attualmente solo al 20-30% della sua capacità». Questa perdita di offerta acuisce la concorrenza tra acquirenti asiatici ed europei. Arne Lohmann Rasmussen evoca un megawattora a 100 euro se la situazione dovesse nuovamente peggiorare: si tratta di uno scenario, non di una constatazione.
Cherosene: la Confederazione attinge alle riserve per Zurigo
Le difficoltà logistiche toccano anche l’aviazione. Secondo l’ufficio federale incaricato dell’approvvigionamento economico del Paese, citato da swissinfo.ch, fino a 30 000 metri cubi di cherosene possono essere prelevati dalle scorte obbligatorie dal 15 ottobre al 1° novembre 2026 compreso. Questa quantità corrisponde al 6,5% della scorta obbligatoria attuale di carburante per l’aviazione.
Il collo di bottiglia non deriva da una mancanza di prodotto, ma dal trasporto: perturbazioni e ritardi sulla rete ferroviaria, in particolare sulle linee di approvvigionamento dalla Germania. Le acque basse del Reno hanno già spostato merci supplementari su linee ferroviarie molto cariche, cosicché le consegne mancate non possono essere recuperate in tempo.
Che cosa significa per le economie domestiche e le imprese
Le fonti non quantificano l’effetto di questi aumenti sul budget delle economie domestiche né sui costi delle imprese in Svizzera. Il meccanismo è tuttavia noto: un carburante più caro si ripercuote dapprima sugli automobilisti e sulle imprese di trasporto, poi, con un certo ritardo, sui prezzi delle merci trasportate su strada. Il fattore logistico, con il Reno a livelli bassi, pesa qui quanto le quotazioni internazionali. Per il gas, l’aumento osservato sul mercato all’ingrosso europeo non dice ancora se, né quando, si ripercuoterà sulle bollette dei consumatori svizzeri: le fonti non lo precisano.
Fonti
- SWI swissinfo.ch: «Fuel prices rise again in Switzerland»
- Allnews: «Le gaz européen monte avec les inquiétudes sur les réserves»
- SWI swissinfo.ch: «Switzerland releases fuel reserves to ease shortage risks at Zurich airport»




