Il presidente della Confederazione Guy Parmelin è stato ricevuto sabato 17 ottobre ad Hanoi dal presidente vietnamita Tô Lâm e dal primo ministro Lê Minh Hưng. Secondo il comunicato pubblicato dalla Segreteria di Stato dell’economia (SECO), i colloqui si sono concentrati soprattutto sulle relazioni bilaterali e hanno portato ad accordi in diversi ambiti. Il capitolo più atteso arriva il giorno dopo: la firma, prevista domenica 18 ottobre, dell’accordo di libero scambio tra gli Stati membri dell’Associazione europea di libero scambio (AELS) e il Vietnam.
Il comunicato riunisce tuttavia atti di natura molto diversa. Distinguerli permette di misurare ciò che impegna realmente i due Paesi e ciò che rientra ancora nell’intenzione o nella negoziazione.
Cosa è stato firmato ad Hanoi
Durante la visita, la Svizzera e il Vietnam hanno firmato diverse intese bilaterali. La SECO cita in particolare il lancio di due progetti di cooperazione allo sviluppo economico. Questi progetti devono sostenere l’attuazione dell’accordo di libero scambio e promuovere uno sviluppo urbano sostenibile. L’obiettivo dichiarato è migliorare le condizioni quadro per il commercio e gli investimenti e rafforzare la competitività a lungo termine.
Questi progetti non partono da zero. Dal 2008 il Vietnam è un Paese prioritario del programma di cooperazione economica della Svizzera. Il programma attuale, che copre il periodo 2025–28, sostiene il commercio sostenibile e l’innovazione, un settore finanziario stabile e uno sviluppo industriale e urbano orientato al clima.
Cosa resta una dichiarazione d’intenti
Altri testi firmati non hanno la stessa portata. Si tratta di lettere d’intenti, una su una cooperazione più stretta in materia di lavoro e occupazione, l’altra sull’innovazione. Una lettera d’intenti esprime una volontà comune; in generale non crea né obblighi vincolanti né un calendario. La sua portata dipenderà dai passi concreti che seguiranno.
Diversi dossier restano inoltre aperti. Le due parti hanno sottolineato il loro interesse reciproco a concludere i negoziati su un accordo modernizzato di protezione degli investimenti, destinato a rafforzare la certezza del diritto per gli investimenti. Questi negoziati non sono dunque conclusi. Lo stesso vale per le discussioni su una cooperazione climatica ai sensi dell’articolo 6 dell’accordo di Parigi, che permette agli Stati di cooperare per raggiungere i loro obiettivi di riduzione delle emissioni. Il comunicato menziona infine la difficile situazione internazionale e l’impegno dei due Paesi come membri del Consiglio dei diritti umani dell’ONU, senza dettagliare gli scambi.
L’accordo di libero scambio AELS–Vietnam, in programma domenica
Il testo centrale della visita non è bilaterale. L’accordo di libero scambio deve essere firmato dai quattro Stati dell’AELS e dal Vietnam domenica 18 ottobre. Il programma della giornata prevede anche l’apertura di un forum economico svizzero-vietnamita. Guy Parmelin è accompagnato da una delegazione di imprese svizzere.
Secondo la SECO, le due parti hanno insistito sulle opportunità offerte dall’accordo. Presentano la sua firma come un gesto politico importante, che riafferma il loro comune attaccamento a un commercio aperto e fondato su regole. Il comunicato non precisa invece né le riduzioni dei dazi doganali né i settori coperti.
Una firma non è un’entrata in vigore. In Svizzera, un accordo di libero scambio deve di principio ancora essere approvato dal Parlamento e può essere oggetto di un referendum facoltativo. Il comunicato non indica alcun calendario di ratifica.
Cosa cambia per le imprese svizzere
Per ora, nessuna cifra. Il comunicato non indica né un volume di scambi né un guadagno atteso per le esportazioni svizzere. Ciò che permette di dire resta qualitativo.
- Esportatori: l’accordo AELS–Vietnam deve fissare un quadro comune per il commercio, ma i suoi effetti concreti dipenderanno dal suo contenuto e dalla sua entrata in vigore, che il comunicato non precisa.
- Investitori: il cantiere decisivo resta l’accordo modernizzato di protezione degli investimenti, ancora in fase di negoziazione. È la sua conclusione che deve rafforzare la certezza del diritto.
- Imprese attive sul posto: i progetti di cooperazione e il programma 2025–28 mirano alle condizioni quadro, come il commercio sostenibile, il settore finanziario o lo sviluppo urbano, piuttosto che a vantaggi diretti per una determinata impresa.
La relazione si inserisce nel lungo periodo: la Svizzera e il Vietnam intrattengono relazioni diplomatiche da 55 anni, formalizzate nel 2026 da un partenariato globale. Dopo i colloqui con Tô Lâm e Lê Minh Hưng, Guy Parmelin doveva incontrare il presidente dell’Assemblea nazionale, Trần Thanh Mẫn, e altri membri del governo.
Fonti
- Confederazione svizzera — SECO: «Switzerland and Vietnam strengthen ties in trade, investment and innovation»




