Software che pagano altri software: il fenomeno ora si misura. Nella sezione nordamericana del suo rapporto annuale sull’adozione delle criptovalute, la società di analisi blockchain Chainalysis indica che agenti di intelligenza artificiale hanno regolato oltre 138 milioni di transazioni tramite il protocollo x402 sulla blockchain Base nel terzo trimestre 2026. Un anno prima, il contatore si fermava a 58’800. A giugno, la stessa società ne aveva censite 100 milioni.

Come funziona x402, il pagamento crypto pensato per le macchine

Il protocollo x402 è stato lanciato da Coinbase nel maggio 2025. Riprende un codice del web rimasto inutilizzato dagli anni 1990: HTTP 402, «Payment Required». Un agente IA chiama un’API; il server risponde che prima occorre pagare. L’agente invia allora qualche centesimo in USDC, la stablecoin emessa da Circle, su Base, e riceve la sua risposta. Niente conto cliente, niente abbonamento.

Gli importi spiegano perché questo pagamento crypto si è imposto in questa nicchia. Secondo Chainalysis, oltre l’87 % dei pagamenti si colloca tra un centesimo di centesimo e dieci centesimi, soprattutto tra uno e dieci centesimi. «Transazioni inferiori a un dollaro non hanno alcun senso economico per un circuito di carte di credito», scrive la società.

Ciò che questi agenti acquistano sono soprattutto i servizi di altri agenti: inferenza di modelli, cataloghi di strumenti, API di dati e di ricerca, audit del codice. «I robot comprano sapere generato dall’IA sulla blockchain», riassume il rapporto.

Che cosa misurano i dati di Chainalysis

Al di là del volume, il rapporto descrive un cambiamento di comportamento dei portafogli (wallet) degli agenti. A fine 2025 trascorrevano in mediana 73 giorni tra il primo deposito su un wallet di agente e la sua prima spesa. Nel terzo trimestre 2026 questo intervallo è sceso a 18 minuti. Due terzi dei wallet spendono ormai entro l’ora successiva alla loro alimentazione, contro il 4 % di un anno prima, e l’89,3 % viene ricaricato entro 30 giorni.

La distribuzione geografica è più contrastata. Gli Stati Uniti pesano per il 30 % delle transazioni agente-verso-servizio geolocalizzate, il primo posto. I wallet americani regolano l’88,1 % dell’inferenza di modelli, il 41,8 % dei pagamenti ai framework di agenti e ai cataloghi di strumenti e il 23,2 % degli acquisti di dati e di API di ricerca. La Cina segue una logica inversa: nove transazioni su dieci nella categoria «sicurezza e analisi del codice» provengono da wallet legati a questo Paese, quasi tutte verso AgentLISA, un servizio che verifica smart contract Solidity con l’aiuto di un modello linguistico. Questi wallet rappresentano anche il 46,7 % dell’intelligence finanziaria e il 35 % dei binari di pagamento, ma lo 0,1 % dell’inferenza.

Chainalysis avanza una spiegazione che definisce «nazionalismo dell’IA»: DeepSeek e Qwen sono disponibili gratuitamente a pesi aperti, mentre ChatGPT e Claude si pagano a richiesta. Si tratta di un’ipotesi della società, non di un risultato dimostrato dai dati.

Che cosa non misurano

Si impongono diverse riserve:

  • le quote per Paese riguardano solo le transazioni geolocalizzabili, e Chainalysis non precisa quale frazione del totale rappresentino;
  • i dati riguardano x402 su Base: non coprono l’insieme dei pagamenti effettuati da agenti IA;
  • un numero di transazioni non è un fatturato: con importi per lo più compresi tra uno e dieci centesimi, non dice nulla del valore totale scambiato.

Gli attori citati hanno peraltro un interesse diretto in questi usi. Hoolie Tejwani, che dirige Coinbase Ventures, parla di una «maturazione del settore» in cui «ogni agente diventa un nuovo utente della blockchain». Circle descrive dal canto suo una divisione dei ruoli: alle carte gli acquisti avviati da un essere umano, alle stablecoin i regolamenti da macchina a macchina troppo piccoli per l’economia delle carte.

Che cosa cambiano i pagamenti tra macchine per le imprese svizzere

La sezione nordamericana del rapporto, su cui si basa questo articolo, non fornisce alcun dato per la Svizzera. Le sue domande riguardano tuttavia qualsiasi impresa che esponga un’API o impieghi agenti, fintech svizzere comprese.

La prima è commerciale. Fatturare un servizio a richiesta, per qualche centesimo, senza creare un conto cliente, apre un modello che gli abbonamenti e le carte non consentono. La seconda riguarda la responsabilità. Pagamenti troppo rapidi, troppo piccoli e troppo numerosi non possono fungere da punto di controllo, scrive Chainalysis; la responsabilità deve quindi risalire a chi ha impiegato e finanziato l’agente, non all’agente stesso. Per un’impresa, l’inquadramento si gioca dunque a monte: chi alimenta il wallet, con quale tetto, per quali spese.

Alcuni attori ne traggono già le conseguenze. Cloudflare ha aperto ad agosto wallet dedicati agli agenti, con un tetto fissato dal loro proprietario. Sul fronte dell’infrastruttura, Circle registrava 73,3 miliardi di dollari di USDC in circolazione a fine settembre, in aumento del 19 % su un anno, segno che i binari di pagamento in stablecoin vanno ben oltre gli agenti.

L’adozione degli agenti resta peraltro disomogenea a seconda delle regioni, come mostra il caso delle PMI europee di fronte agli agenti IA. I dati di Chainalysis descrivono una tendenza netta su un protocollo preciso; non permettono ancora di dire quale posto occuperanno i pagamenti tra macchine nell’economia reale.

Fonti

  • Journal du Coin: «Agents IA : 138 millions de paiements x402 sur Base en un an selon Chainalysis»