Roche mette sul tavolo 510 milioni di dollari, ovvero circa 420 milioni di franchi, per acquisire i diritti di un portafoglio di anticorpi coniugati (ADC) sviluppato da Hansoh Pharma. Il gruppo cinese, con sede a Shanghai e presentato come un concorrente del colosso svizzero, ha annunciato la transazione il 19 ottobre 2026 in un comunicato ripreso dall’agenzia Keystone-ATS. L’importo impegnato da subito rappresenta tuttavia solo una piccola parte del valore dichiarato dell’accordo: la parte essenziale dipende da risultati futuri, ancora da ottenere.

Un pagamento certo in due tranche

La transazione si compone di un primo versamento di 400 milioni di dollari alla firma del contratto, seguito da un secondo di 110 milioni un anno più tardi. Questi 510 milioni costituiscono la parte certa dell’operazione: Roche li pagherà qualunque sia l’esito delle ricerche.

Il contratto prevede inoltre un finanziamento che può raggiungere 15 miliardi di dollari, secondo il comunicato citato dall’agenzia. Questo importo è subordinato al raggiungimento di tappe di sviluppo, regolatorie o commerciali. A ciò si aggiungono royalty, di importo non precisato, su eventuali ricavi.

Occorre qui distinguere la constatazione dalla proiezione. I 510 milioni sono un impegno; i 15 miliardi sono un tetto teorico, che verrebbe raggiunto solo se le molecole superassero le fasi cliniche, ottenessero le autorizzazioni e trovassero il loro mercato. Questo tipo di clausola permette all’acquirente di limitare la puntata iniziale e di pagare di più solo in caso di successo, mentre il venditore conserva una parte del potenziale.

Due letture possibili dell’accordo

A seconda della cifra considerata, l’operazione non racconta la stessa storia. Se ci si attiene all’importo certo, si tratta di una scommessa misurata per un gruppo delle dimensioni di Roche, che acquista opzioni su molecole in fase precoce. Se si guarda all’importo condizionato massimo, l’accordo appare come un impegno di vasta portata sugli ADC. Entrambe le letture sono sostenibili, ma la seconda presuppone che tutto vada a buon fine, cosa che accade raramente nello sviluppo di farmaci. Le fonti disponibili non precisano né il numero di molecole interessate, né il loro esatto stadio di avanzamento, né i tumori presi di mira.

Chi fa cosa tra Hansoh e Roche

La ripartizione dei ruoli è chiara. Hansoh mantiene il controllo delle prime fasi di sviluppo, fino al completamento della prima fase clinica. Roche subentra poi su scala mondiale, a eccezione della Cina continentale, di Hong Kong, di Macao e di Taiwan, dove i diritti restano al gruppo cinese.

In concreto, il partner cinese conduce la fase più precoce e Roche si riserva le fasi successive nonché la maggior parte dei mercati al di fuori di questa regione. Dove si svolgeranno questi sviluppi successivi, e se coinvolgeranno team in Svizzera, non è precisato.

Che cosa sono gli anticorpi coniugati

Gli ADC, o anticorpi coniugati, sono preparati che associano in particolare un anticorpo e una molecola chemioterapica. Il loro scopo è combattere i tumori.

Roche e Hansoh: un secondo accordo in un anno

Questa transazione non è la prima tra i due gruppi. Roche è entrata in affari con Hansoh esattamente un anno prima, acquisendo i diritti del farmaco HS-20110 con un pagamento iniziale di 80 milioni di dollari. Il prodotto era allora oggetto di uno studio clinico di fase I in Cina e negli Stati Uniti, contro il cancro del colon-retto e altri tumori.

Il confronto dà la misura dell’evoluzione: un anno fa Roche versava 80 milioni per una sola molecola; questa volta il primo versamento raggiunge 400 milioni, ovvero cinque volte tanto, per un intero portafoglio. Il rapporto passa così da un test puntuale a un partenariato più ampio.

Roche moltiplica peraltro le acquisizioni di licenze all’esterno: il gruppo ha recentemente preso in licenza un composto sperimentale di Rona Therapeutics, questa volta nel campo dell’obesità.

Perché la Cina? Una domanda che la fonte lascia aperta

L’angolazione più interessante per la farmaceutica svizzera, ossia perché i suoi grandi gruppi vanno sempre più a cercare le loro innovazioni in Cina, non è documentata nel dispaccio. Quest’ultimo non cita né le motivazioni di Roche, né il posto preciso degli ADC nella sua strategia oncologica, né la reazione del gruppo svizzero.

Il contesto ricordato da swissinfo.ch fornisce un elemento: pochi giorni prima, la testata rilevava che un vaccino antitumorale personalizzato sostenuto da Roche aveva subito una battuta d’arresto, mentre altri vaccini di questo tipo mostravano risultati incoraggianti nel melanoma. Nulla permette tuttavia di stabilire un legame tra questa battuta d’arresto e l’accordo con Hansoh.

Per il momento, la constatazione si limita a questo: un gruppo farmaceutico svizzero si impegna a pagare 510 milioni di dollari a un concorrente cinese per molecole in fase iniziale di sviluppo, con la prospettiva di importi ben superiori se gli studi andranno a buon fine. Le prossime fasi cliniche diranno quale delle due letture dell’accordo era quella giusta.

Fonti

  • SWI swissinfo.ch: «Roche acquires Chinese antibody-drug conjugate rights for $500m»