Securitas, impresa svizzera attiva nei servizi di sicurezza, avrebbe fatto lavorare per anni una parte del proprio personale con orari eccessivi. È quanto emerge da un'analisi di dati interni condotta da SRF Investigativ, la cellula d'inchiesta della radiotelevisione pubblica svizzero-tedesca SRF, riportata il 19 ottobre 2026 dall'agenzia Keystone-ATS e ripresa da SWI swissinfo.ch. Il gruppo riconosce mancanze in alcuni casi, ma contesta la portata che gli viene attribuita.
Che cosa sostiene l'inchiesta della SRF
Secondo questa analisi, tra il 2023 e il 2025 sarebbero state commesse circa 20 000 infrazioni alla legge sul lavoro. Ne sarebbero stati colpiti circa 900 dipendenti. Messe in rapporto tra loro, queste due cifre rappresenterebbero in media più di una ventina di infrazioni per persona interessata nel periodo considerato, il che aiuta a capire perché gli specialisti interpellati parlino di un problema di fondo piuttosto che di episodi isolati.
Prevalgono due tipi di mancanze, sempre secondo le informazioni riportate: turni di durata eccessiva e tempi di riposo insufficienti. I collaboratori interessati sarebbero stati impiegati in carceri, ospedali e centri per richiedenti l'asilo, luoghi in cui è attesa una presenza di sicurezza continua.
La fonte non precisa quali limiti di orario sarebbero stati superati, né di quanto. Non dettaglia nemmeno la ripartizione dei casi per anno, per cantone o per tipo di mandato. Non è quindi possibile, a questo stadio, dire se la situazione sia evoluta tra il 2023 e il 2025 o se si sia concentrata su determinati siti.
Due giuristi parlano di pratica sistematica
Interpellato dalla SRF, Denis G. Humbert, avvocato specializzato in diritto del lavoro, vede in questi dati «il segno di una pratica sistematica» e chiede alle autorità di intervenire. «Non è ammissibile, è inaccettabile. Si tratta di uno sfruttamento del personale, e non è consentito», ha dichiarato secondo quanto riportato.
Kurt Pärli, professore di diritto all'Università di Basilea, condivide questa lettura. Secondo lui, quanto è emerso «non può spiegarsi con un semplice errore di pianificazione», e il problema «va ben oltre». Queste valutazioni sono quelle di esperti consultati da un media; non hanno valore di decisione di un'autorità.
La risposta di Securitas
In una presa di posizione scritta, Securitas ammette che, in alcuni casi, le pratiche applicate non hanno rispettato i principi del diritto del lavoro né i valori dell'azienda. Indica che le misure adottate negli ultimi anni hanno permesso di ridurre il numero di casi problematici, senza che la fonte quantifichi questo calo.
Il gruppo contesta invece il totale di 20 000 infrazioni. Senza escludere errori, afferma che non vi è stata una violazione generale e sistematica della legge sul lavoro. Le due letture divergono quindi meno sull'esistenza di mancanze che sulla loro portata e sulla loro natura: errori in via di correzione per l'azienda, una pratica organizzata per i giuristi interpellati dalla SRF.
Accuse e fatti accertati
Allo stato delle informazioni pubblicate, occorre distinguere diversi livelli:
- Riconosciuto da Securitas: casi in cui le pratiche non erano conformi ai principi del diritto del lavoro, e una riduzione di questi casi in seguito alle misure adottate negli ultimi anni.
- Sostenuto dalla SRF e contestato dall'azienda: la cifra di circa 20 000 infrazioni tra il 2023 e il 2025, nonché il carattere generale e sistematico delle mancanze.
- Sostenuto dalla SRF, senza reazione riportata dell'azienda: il numero di circa 900 dipendenti colpiti e i loro luoghi di impiego.
- Non accertato: nella fonte non è menzionato alcun accertamento ufficiale di un'autorità.
Legge sul lavoro, ispezioni cantonali, sanzioni: che cosa non è precisato
L'inchiesta è presentata come riguardante infrazioni alla legge sul lavoro, cui sottostanno, secondo le informazioni riportate, la durata dei turni e i tempi di riposo. La fonte non cita tuttavia né le disposizioni interessate, né i limiti massimi che sarebbero stati superati.
Non indica neppure se un ispettorato cantonale del lavoro o un'altra autorità sia stato adito, se sia stata avviata una procedura, né a quali sanzioni Securitas potrebbe esporsi. L'appello di Denis G. Humbert a un intervento delle autorità è, a questo stadio, l'unica menzione del loro ruolo. Qualsiasi affermazione sui seguiti giuridici sarebbe quindi prematura.
Che cosa resta da seguire
Per gli agenti interessati, la posta in gioco è concreta: la durata dei loro turni e il tempo di recupero tra due impieghi. Per le istituzioni che accolgono questi agenti, carceri, ospedali e centri per richiedenti l'asilo, la questione riguarda le condizioni in cui è garantita la sicurezza dei loro siti.
Tre punti permetteranno di misurare meglio la vicenda: l'eventuale reazione delle autorità competenti, il modo in cui il totale di 20 000 infrazioni è stato stabilito a partire dai dati interni e il motivo per cui Securitas lo contesta, e infine la portata reale del calo che l'azienda attribuisce alle sue misure. Finché questi elementi mancano, il dossier resta quello di accuse serie, parzialmente riconosciute, ma la cui estensione non è accertata.
Fonti
- SWI swissinfo.ch: «Swiss security firm accused of thousands of labour law breaches»




