Il dollaro digitale parte in tournée là dove gli sportelli bancari scarseggiano. Venerdì Jeremy Allaire, CEO e cofondatore di Circle, ha annunciato a Reuters un’offensiva dell’USDC verso una quarantina di mercati emergenti e in via di sviluppo, dal Sud-est asiatico all’America latina passando per l’Africa, riferisce il Journal du Coin. L’annuncio è arrivato a margine delle riunioni del FMI e della Banca mondiale, a Bangkok.
Dietro questa cifra tonda bisogna fare ordine: da una parte ciò che è acquisito, dall’altra ciò che resta ancora un’intenzione.
USDC: un annuncio d’intenti, non ancora un lancio
Che cosa dice Circle: imprese e privati del Sud-est asiatico, dell’America latina e del Medio Oriente si rivolgono sempre più alle stablecoin per pagare e trasferire fondi. Il suo numero uno vi vede una svolta: «In un certo senso stiamo attraversando un punto di flesso, una transizione. Essenzialmente porta la blockchain dalla fase dei primi utilizzatori a quella della diffusione su larga scala.»
Che cosa non si sa: la fonte non indica né l’elenco dei Paesi interessati, né i partner locali, né le licenze da ottenere mercato per mercato, né il calendario. A questo stadio, la quarantina di mercati resta un obiettivo dichiarato dal dirigente, non una diffusione accertata.
Le cifre disponibili provengono da Circle stessa o da terzi. Secondo la società, l’USDC in circolazione sfiora i 73 miliardi di dollari, in crescita del 19% su un anno. Secondo i dati di CoinDesk citati dal Journal du Coin, l’emittente della seconda stablecoin mondiale pesa quasi un quarto del mercato, molto dietro a Tether e alla sua USDT, che ne detiene quasi il 60%.
Tazapay, Arc, licenza: le leve già in campo
A differenza dell’elenco dei mercati, diversi tasselli dell’offensiva sono invece già al loro posto. Non sono della stessa natura:
- Un’acquisizione conclusa. A settembre Circle ha acquistato la società di pagamento singaporiana Tazapay per 400 milioni di dollari. L’operazione le apre l’accesso alle reti bancarie e di pagamento locali di oltre 100 mercati. È la leva più concreta: un dollaro digitale non circola senza ponti verso i conti e le valute locali.
- Un lancio tecnico. L’azienda ha lanciato Arc, una blockchain pensata per i pagamenti.
- Una licenza regolamentare. A luglio Circle ha ottenuto negli Stati Uniti una licenza di banca fiduciaria a livello federale.
Jeremy Allaire attribuisce anche alla chiarezza normativa, a cominciare dal GENIUS Act americano dedicato alle stablecoin, il merito di favorire l’adozione. Segnala infine un uso emergente: agenti di intelligenza artificiale, software in grado di regolare da soli piccoli pagamenti per informazioni e servizi online. Una pista avanzata dal dirigente, senza cifre a sostegno nella fonte.
Perché la stablecoin trova acquirenti là dove mancano le banche
Il meccanismo è semplice. Una stablecoin è una criptovaluta concepita per mantenere un valore fisso di 1 a 1 con una valuta tradizionale, qui il dollaro. Là dove aprire un conto bancario resta difficile, detenere dollari su un telefono permette di pagare, di mettere da parte denaro o di ricevere fondi dall’estero senza passare da uno sportello.
La posta in gioco va quindi oltre il trading. Le stablecoin conquistano i pagamenti quotidiani e i trasferimenti internazionali, e Circle viene a misurarsi con le banche e le società di pagamento sul loro stesso terreno, quello del denaro transfrontaliero. Questi nuovi mercati sono anche il terreno storico di Tether, che l’emittente dell’USDC cerca di sfidare.
Per i Paesi interessati si tratta di una forma di dollarizzazione digitale: più gli scambi si regolano in token ancorati al dollaro, meno la valuta locale funge da intermediaria. Un vantaggio pratico per gli utenti, una questione di sovranità monetaria per le autorità. La fonte non dice nulla sulla reazione delle banche centrali di queste regioni.
Pagamenti internazionali: che cosa significa per gli attori svizzeri
La fonte non cita alcun attore svizzero. L’annuncio delinea tuttavia un rapporto di forza che riguarda anche le società di pagamento e i progetti di stablecoin attivi dalla Svizzera: di fronte a loro, un emittente che combina una rete locale acquisita, una propria blockchain e una licenza bancaria federale. Sui pagamenti internazionali la concorrenza non si gioca più soltanto sulle commissioni, ma sull’accesso alle reti locali.
Anche il tono del dirigente merita l’attenzione delle banche. Jeremy Allaire incoraggia quelle che sviluppano proprie valute digitali, pur ritenendo che la banca, dopo aver a lungo tenuto a distanza i nuovi arrivati, non sia più al comando. Una dichiarazione, non una constatazione: traduce soprattutto l’ambizione di Circle.
L’Europa, dal canto suo, inquadra le sue stablecoin nel MiCA, un quadro in cui l’USDC di Circle si è insediata presto. La stablecoin in euro Qivalis ha così ottenuto la propria autorizzazione, due anni dopo quella americana. Per ora Tether mantiene il controllo con quasi il 60% del mercato, e la battaglia dei pagamenti transfrontalieri è appena cominciata.
Fonti
- Journal du Coin: «Circle : l'USDC vise une quarantaine de nouveaux marchés émergents»




