La settimana di Strategy si riassume in due cifre. Da un lato, 267 bitcoin acquistati per 22,1 milioni di dollari tra il 12 e il 18 ottobre, secondo il Journal du Coin. Dall’altro, 193,1 milioni di dollari destinati al riacquisto delle sue azioni privilegiate STRC, ossia quasi nove volte l’importo investito in bitcoin. La prima cifra finisce nei titoli ogni lunedì. La seconda dice di più sul meccanismo dell’azienda.

267 bitcoin, una goccia nella riserva

Secondo il deposito regolamentare citato dal Journal du Coin, Strategy ha pagato in media 82'900 dollari per bitcoin, commissioni comprese. Le sue riserve raggiungono ormai 848'517 BTC, per un costo complessivo di 64,02 miliardi di dollari e un prezzo medio di carico di 75'446 dollari. Questi averi rappresentano circa il 4,04% dell’offerta massima di 21 milioni di bitcoin.

L’acquisto della settimana resta modesto a questa scala: pesa lo 0,03% dello stock già detenuto dalla società. L’accumulazione continua, ma a piccoli passi.

Azioni vendute per comprare bitcoin

Il finanziamento segue lo schema abituale. Strategy ha venduto 140'872 azioni ordinarie MSTR nell’ambito del suo programma di emissione a prezzo di mercato, che le ha fruttato 22 milioni di dollari al netto delle commissioni. I 100'000 dollari restanti sono stati prelevati dalla sua liquidità disponibile.

Il programma conserva 18,79 miliardi di dollari di capacità di emissione. Il Journal du Coin ricorda che si tratta di un’autorizzazione a vendere titoli supplementari, non di liquidità già presenti sui conti. E ogni nuova emissione aumenta il numero di azioni in circolazione.

I riacquisti di STRC assorbono il grosso della liquidità

Nella stessa settimana, Strategy ha riacquistato 1'938'780 azioni privilegiate STRC per 193,1 milioni di dollari. Questi titoli danno diritto a un dividendo variabile. Il loro riacquisto mobilita liquidità nell’immediato, ma può anche ridurre le distribuzioni dovute sui titoli in circolazione. Secondo il Journal du Coin, non costituisce quindi una perdita equivalente alla somma spesa.

L’azienda ha inoltre versato 45,5 milioni di dollari di dividendi sull’insieme delle sue azioni privilegiate. Distingue due comparti: una riserva destinata ai dividendi e agli interessi, che al 18 ottobre ammontava a 4,83 miliardi di dollari, e una liquidità per gli usi più generali, di 447,3 milioni.

Il consiglio di amministrazione ha inoltre innalzato da 2 a 3 miliardi di dollari l’autorizzazione al riacquisto dei suoi titoli di credito digitale. Dopo le operazioni già effettuate, in questa dotazione restano disponibili 1,16 miliardi di dollari.

Che cosa dice questa scelta del modello di tesoreria in bitcoin

I fatti riportati delineano un modello a più livelli. L’acquisto di bitcoin dipende dalla vendita di nuove azioni ordinarie. Le azioni privilegiate, invece, creano impegni di dividendo che l’azienda copre con una riserva dedicata e che può alleggerire riacquistando titoli.

Alla lettura di queste cifre, il vincolo risiede meno nell’acquisto di bitcoin che nella gestione di ciò che la società deve ai detentori dei suoi titoli. La maggior parte della liquidità della settimana è andata a questi impegni; il bitcoin, dal canto suo, è stato finanziato quasi interamente con l’emissione di azioni. La capacità di 18,79 miliardi del programma di emissione non garantisce liquidità: presuppone che degli acquirenti rilevino questi titoli, al prezzo di una diluizione per gli azionisti esistenti. Il Journal du Coin riassume così la settimana: il bilancio sottolinea soprattutto il peso dei riacquisti di titoli e dei dividendi nell’utilizzo della liquidità.

Il posto di Strategy sui mercati finanziari solleva altre questioni, come quella della regola degli indici MSCI che riguarda Strategy e Metaplanet. E il modello della società quotata che detiene una criptovaluta a bilancio si diffonde oltre il bitcoin, come nel caso di Evernorth e della sua tesoreria in XRP.

Saylor e il progetto di una moneta garantita dal bitcoin

Michael Saylor continua a difendere l’idea di una moneta digitale ancorata al dollaro e garantita dal bitcoin, con un rendimento previsto tra il 6 e l’8%. Si tratta di una dichiarazione d’intenti: il Journal du Coin precisa che questa presentazione descrive un’ambizione, senza stabilire il lancio di un prodotto né garantirne la remunerazione.

Fonti

  • Journal du Coin: «Strategy accumule encore du bitcoin, mais ses liquidités vont surtout aux rachats d’actions»